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Matteo Borea: “Prezzi alti, margini bassi? Ecco che cosa vi sta sfuggendo”

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matteo borea
Matteo Borea (immagine concessa)

Matteo Borea, consulente strategico e innovatore nel settore del caffè,
co proprietario della storica torrefazione La Genovese di Albenga (Savona) e autore del blog matteoborea.it, punto di riferimento per imprenditori evoluti del caffè, spiega come ottenere maggiori profitti per il proprio business. Leggiamo di seguito la sua opinione.

L’importanza del posizionamento

di Matteo Borea

“L’unico modo per ottenere profitti significativi? Vendere prodotti con margini significativi. Ma tu o la tua azienda siete in grado di farlo? Se fosse sufficiente aumentare i prezzi per generare profitti, saremmo tutti milionari.

Ma la realtà racconta una storia diversa: anche se il tuo prodotto vale il prezzo che hai stabilito, se non hai il giusto posizionamento, le vendite non avverranno.

Perché? Semplice. Perché i clienti non percepiscono lo stesso valore. E qui sta il vero problema: la mancanza di un posizionamento chiaro.

Troppi imprenditori fraintendono questo principio. Aumentano i prezzi senza una strategia
e, quando i clienti reagiscono, si fanno prendere dal panico e li riducono.

Il risultato? Una perdita di credibilità, un marchio che sembra instabile e la fiducia dei clienti che si sgretola.

Il posizionamento non può essere improvvisato. Il posizionamento è ciò che rende un prodotto desiderabile al di là delle sue qualità funzionali. È il motivo per cui le persone pagano un prezzo per certi marchi e non per altri.

Non si tratta di ciò che si vende, ma di come il pubblico lo percepisce.

Il valore che i clienti assegnano al tuo marchio si costruisce attraverso azioni coerenti:
servizio, comunicazione e, soprattutto, FIDUCIA.

Non si diventa un marchio premium da un giorno all’altro. Occorre guadagnarselo. Ogni interazione che i clienti hanno con te rafforza o indebolisce il tuo posizionamento.

È nel modo di comunicare, di gestire i problemi, di presentare l’azienda. Se il tuo è sempre stato visto come un “brand economico”, non puoi decidere un giorno di diventare premium perché i tuoi costi sono aumentati.

Il posizionamento è un’identità, non un cartellino del prezzo. Ed è qui che arriva il colpo di scena inaspettato.

In questo momento sta accadendo qualcosa che la maggior parte degli imprenditori sta trascurando.

(dati concessi)

Il prezzo del caffè verde ha raggiunto i massimi storici. I futures dell’Arabica a New York hanno superato i $9 al kg, mentre quelli della Robusta a Londra si sono avvicinati ai $6, con un aumento di oltre il 100% in un solo anno.

E questo sta cambiando il modo in cui le persone vedono il caffè.

Senza che ce ne rendiamo conto, questa crisi sta facendo qualcosa che noi imprenditori del caffè non sono mai riusciti a fare:

Ci posiziona come aziende di lusso. “Per la prima volta, il caffè non è più visto come commodity, ma come qualcosa di raro, prezioso ed esclusivo”.

Si tratta di un’opportunità incredibile per riposizionare il proprio marchio. Naturalmente, non sto minimizzando le sfide. Sono pienamente consapevole delle difficoltà che il nostro settore sta affrontando: costi alle stelle, margini in calo e lotta per trasmettere valore ai clienti.

Ma proprio per questo è fondamentale agire in modo strategico. Non possiamo limitarci a lamentarci dell’aumento dei costi.

Dobbiamo trasformare questa crisi in una leva per il nostro business. E come possiamo farlo?

● Dimostrando la nostra competenza, essendo trasparenti e supportando i nostri clienti.
● Creando fiducia. Questa è la chiave del posizionamento.

Borea aggiunge: “Oggi più che mai i clienti vogliono lavorare con aziende affidabili, che comunichino efficacemente il valore dei loro prodotti e che non si nascondano dietro aumenti di prezzo ingiustificati.

Questo è esattamente ciò che sto facendo qui: offrire valore, lavorare con trasparenza, aiutare i miei clienti a superare la tempesta.

Chi lo fa oggi avrà clienti fedeli domani, clienti che remano nella stessa direzione piuttosto che abbandonare la nave.

Questo è un momento decisivo: o si costruisce la fiducia e si rafforza il proprio posizionamento, o si perde terreno rispetto a chi ha già capito come trarre vantaggio da questa trasformazione”.

Borea: “Se vuoi approfondire ti consiglio di legger il mio ultimo articolo sul mio blog, in cui spiego come il caffè si stia trasformando da commodity a prodotto di lusso e come sfruttare questa transizione a proprio vantaggio”.

                                                                                                               Matteo Borea

Futures degli arabica di nuovo sopra i 4 dollari, in Belgio, Olanda e Germania scaffali vuoti a causa dei rincari

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Chicchi di caffè tostato (Image by Couleur from Pixabay)

MILANO – Seconda giornata consecutiva di forti rialzi sui mercati del caffè. Ieri, martedì 4 marzo, il contratto per scadenza maggio di New York è tornato, in corso di contrattazione, sopra la soglia psicologica dei 4 dollari per libbra, per chiudere a 398,40 centesimi, con un guadagno di 1.175 punti (+3%) rispetto a lunedì. A Londra, il contratto principale (maggio) si è rivalutato del 2,9% (+$159) terminando a 5.645 dollari, massimo dell’ultima settimana.

Continua a preoccupare la scarsità di precipitazioni nel Minas Gerais, massimo stato produttore brasiliano di arabica, nel periodo critico dello sviluppo dei chicchi del prossimo raccolto.

Notizie negative dai mercati anche sul fronte delle statistiche

L’Ico ha reso noto ieri che le esportazioni mondiali di caffè sono state pari, a gennaio, a 10,83 milioni di sacchi, contro 12,49 milioni nello stesso mese di un anno fa, in calo di oltre il 13%.

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Icam chiude il 2024 con 324 milioni di fatturato, +50% sul 2023: investiti 40 milioni per aumentare la capacità produttiva

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Adelio Crippa, dal 2024 è amministratore delegato di Icam Cioccolato di cui era già direttore generale (immagine concessa)

Icam ha concluso il 2024 con un fatturato di 324 milioni di euro e una crescita pari al 50% rispetto allo scorso anno. L’azienda è riuscita ad affrontare la crisi anche grazie alle relazioni dirette di lunga data con i coltivatori e alla filiale aperta in Uganda. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo del portale d’informazione Alimentando.

Il bilancio di Icam per il 2024

ORSENIGO (Como) – Icam, azienda specializzata da quasi 80 anni nella produzione e commercializzazione di cioccolato e semilavorati del cacao, ha chiuso il 2024 con 324 milioni di euro di fatturato, in crescita del 50% rispetto all’anno precedente, quando il fatturato fu di 215 milioni.

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Il logo Icam

Una crescita legata anche all’ingresso di nuovi clienti, soprattutto dall’estero, un investimento di 40 milioni di euro per incrementare la capacità produttiva e soddisfare una domanda in notevole aumento, in un mercato in crisi come quello del cacao. L’azienda è riuscita ad affrontare la crisi anche grazie alle relazioni dirette di lunga data con i coltivatori e alla filiale aperta in Uganda.

ICAM lo stabilimento di Orsenigo (Como)
ICAM lo stabilimento di Orsenigo (Como)

“Da inizio 2024 abbiamo avviato una strategia di espansione, insieme ad alcuni istituti finanziari, suddivisa in tre parti e per un totale di 86 milioni di euro”, spiega Adelio Crippa, amministratore delegato di Icam, in un’intervista all’Economia del Corriere e riportato da Alimentando.

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Angelo Agostoni, dal 2024 presidente onorario di Icam Cioccolato (foto concessa da Icam)

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Lindt & Sprüngli, che produce anche in Italia: vendite aumentate del 7,8% a 5,47 miliardi di franchi svizzeri, 5 miliardi 833 milioni di euro

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Il logo di Lindt & Sprüngli

MILANO – Lindt & Sprüngli, azienda svizzera leader nella produzione di cioccolato premium che produce anche in Italia, ha conseguito risultati finanziari eccellenti, superando le previsioni di margine EBIT per l’anno finanziario, nonostante un contesto di mercato complesso. Nel 2024, il Gruppo ha registrato una crescita sia in valore che in volume, guadagnando quote di mercato a livello globale e affermandosi tra i produttori di cioccolato in più rapida espansione, con tutte le regioni in continua espansione.

In questo scenario, il Gruppo ha realizzato un fatturato di 5,47 miliardi di CHF e un margine EBIT del 16,2%.

“I risultati che abbiamo raggiunto in un contesto di mercato complesso dimostrano la dedizione del nostro team: un motivo di grande orgoglio per noi,” Adalbert Lechner, CEO del Gruppo Lindt & Sprüngli

Performance finanziaria

Nel 2024, Lindt & Sprüngli ha registrato una crescita organica del 7,8%, raggiungendo un fatturato di 5,47 miliardi di CHF (rispetto ai 5,20 miliardi di CHF dell’anno precedente). La crescita in franchi svizzeri è stata del 5,1%. Gli effetti valutari hanno inciso negativamente per il -2,7%, principalmente a causa dell’indebolimento del dollaro statunitense e dell’euro. L’utile operativo (EBIT) ha segnato un aumento annuo dell’8,7%, attestandosi a 884,2 milioni di CHF, con un margine EBIT del 16,2% (anno precedente: 813,1 milioni di CHF, margine del 15,6%).

Il costante controllo dei costi, i guadagni in efficienza, l’ottimizzazione dei processi e gli adeguamenti di prezzo per compensare i maggiori costi del cacao hanno contribuito all’aumento della redditività. Di conseguenza, l’utile netto ha raggiunto i 672,3 milioni di CHF (anno precedente: 671,4 milioni di CHF), con un rendimento sulle vendite del 12,3%. Senza l’impatto fiscale straordinario del 2023, l’utile netto avrebbe registrato una crescita ancora più significativa.

Il Free Cash Flow si è attestato a 635,3 milioni di CHF, con un solido margine del 11,6%. La solidità patrimoniale del Gruppo resta robusta: al 31 dicembre 2024, il rapporto di equity era pari al 52,8% (anno precedente: 54,2%).

Eccellenti risultati in Europa

La regione “Europa” ha registrato risultati eccellenti, con vendite pari a 2,59 miliardi di CHF (anno precedente: 2,41 miliardi di CHF), segnando una crescita organica del 9,5%. Lindt & Sprüngli ha ottenuto una crescita a doppia cifra in numerosi mercati europei, con performance particolarmente positive nel Regno Unito, nell’Europa Centrale e Orientale, in Francia e nel Benelux. Altri mercati chiave, come Germania, Italia e Svizzera, hanno contribuito ai risultati con una crescita solida a una cifra media.

Risultati concreti nella sostenibilità

Lindt & Sprüngli sta ottenendo grandi risultati in ambito di sostenibilità: nel 2024 ha raggiunto l’obbiettivo di avere 82% delle sue principali materie prime, dei packaging e oltre l’84% del suo cacao proveniente da fonti responsabili.

Tutti i chicchi di cacao provengono già da programmi di approvvigionamento responsabile e il Gruppo punta a estendere questo approccio a tutti i prodotti a base di cacao entro la fine del 2025. Per ridurre il proprio impatto ambientale, Lindt & Sprüngli sta attuando un piano di decarbonizzazione incentrato su cacao, latticini, packaging e trasporti, supportando così il suo obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050.

Prodotti di punta e innovazione guidano la crescita

Nel 2024, la tendenza verso il gifting, le praline e le figure cave di cioccolato si è confermata in crescita. I principali motori di sviluppo sono stati Lindor ed Excellence, che hanno registrato una solida crescita organica e un aumento della quota di mercato in tutte le regioni.

Tra le innovazioni di prodotto, spiccano le nuove varianti di Lindor, come il gusto Tiramisù. Alla fine del 2024, Lindt & Sprüngli ha introdotto nei propri negozi la limited edition Lindt Dubai Chocolate, realizzata a mano. Il grande successo di questa novità ha spinto il Gruppo a sviluppare Lindt Dubai Style Chocolate, con una ricetta simile, per la distribuzione nel canale wholesale.

Prospettive

Per il 2025, Lindt & Sprüngli prevede che il trend dal consumo di quantità a quello di qualità nel settore del cioccolato premium continuerà, sostenendo così la sua strategia a lungo termine come leader di mercato in questa categoria.

Sulla base degli adeguamenti necessari dei prezzi, Lindt & Sprüngli si aspetta una crescita organica maggiore, tra il 7% e il 9% nel 2025, e un miglioramento del margine operativo di 20–40 punti base. Per gli anni successivi al 2025, il Gruppo conferma i suoi obiettivi strategici di crescita organica delle vendite nel medio-lungo termine, fissati tra il 6% e l’8%, con un miglioramento del margine operativo di 20–40 punti base all’anno.

Usa: prevista la crescita delle esportazioni italiane nonostante i possibili dazi a cui sta pensando Donald Trump

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Il talk a SIGEP (immagine concessa)

MILANO – Gen USA, la società italoamericana che dal 2019 supporta le aziende italiane che vogliono operare nel mercato statunitense con successo, ha portato in Italia in occasione del SIGEP i 30 maggiori buyer delle più importanti catene di pizzerie, caffetterie e distributori nazionali in ambito horeca e li ha fatti incontrare con le 90 maggiori aziende negli ambiti della gelateria, pasticceria, panificazione artigianale e caffè; un mercato che nel 2024 ha raggiunto il valore stimato di 29 miliardi di dollari nel quale il made in Italy pesa per circa il 20% del mercato artigianale di fascia alta, con punte più elevate in segmenti come caffè e gelato.

Un giro d’affari che i buyer individuati da Gen USA, che conoscono e indirizzano il mercato, può ancora crescere molto perché la tendenza predominante in atto in quel mercato va verso la ricerca di prodotti che soddisfino il bisogno di salute e benessere del mercato statunitense più alto spendente, quello che compra i prodotti Made in Italy.

“Stiamo assistendo ad una grande richiesta di prodotti gluten free e lactose free, che si accompagnano a linee speciali per allergie e intolleranze; Vegan e plant-based senza derivati animali, – racconta Mauro Bandelli, ceo di Gen USA – ma anche proposte gourmet veg che non rinunciano al gusto e infine ingredienti premium e artigianalità: tutte caratteristiche tipiche della produzione di qualità made in Italy.”

Una potenzialità di crescita delle esportazioni italiane è prevista di almeno il 5% anche a prescindere da eventuali dazi nel 2025 cui sta pensando il presidente Donald Trump, perché si tratta di prodotti di alta qualità apprezzati da un pubblico con buone possibilità economiche a cui una differenza di qualche punto percentuale non fa cambia le abitudini di consumo. Ad esempio emerge dai dati dell’Osservatorio Sigep che sono 1.000 le gelaterie artigianali in America con vendite passate dai 410 milioni di dollari nel 2009 a una stima di 430 milioni di dollari nel 2017 per arrivare a 473 milioni di dollari nel 2020.

Esemplare l’esperienza di Brazzale, una delle più antiche aziende casearie italiane, presente in oltre 60 mercati esteri per un volume d’affari di 320 milioni di euro, compreso quello statunitense, che grazie a Gen USA in occasione del SIGEP 2025 ha avuto modo di entrare in contatto con numerosi e importanti buyer della distribuzione e del foodservice nel Nord America.

“Gli incontri con i buyer portati da Gen USA sono un punto di partenza per lo sviluppo di interessanti collaborazioni commerciali. – racconta Martina Brazzale, export area manager – In particolare abbiamo avuto modo di conoscere nuovi operatori del mercato e di presentare loro i nostri formaggi e burri, che hanno riscontrato un grande interesse per la loro qualità, sostenibilità e versatilità di applicazioni.”

“Se è vero che l’annuncio dei dazi fatto dal presidente Trump non sta impensierendo realmente i produttori di eccellenze italiane, è altrettanto vero che il mercato statunitense ha delle regole che non possono essere sottovalutate se si vuole avere successo. – prosegue Bandelli – In primis sicurezza e certificazioni (ad esempio BRC, IFS, USDA Organic, Kosher, Halal, Non-GMO, Gluten Free Certification), la flessibilità di proposte commerciali in linea con le richieste specifiche di un mercato che spende ma vuole essere soddisfatto: versioni “healthy”, formati monodose, opzioni vegane/vegetariane. Puntualità e affidabilità logistica, fondamentale avere un sistema di distribuzione e spedizione efficiente, con tempi certi e tracciabilità, e servizi di supporto post-vendita: attività di marketing congiunte, formazione del personale e assistenza tecnica (specie nel caso di macchinari e semilavorati).”

“Si tratta di un mercato alto spendente, ma molto esigente che non accetta compromessi al ribasso; – conclude Bandelli – è per questo che una conditio sine qua non per avere successo è avere una presenza in loco sufficientemente agile e strutturata per poter dialogare direttamente e con lo stesso linguaggio di chi lo governa.”

Omix, la macchina compatta che combina più parametri di valutazione in un unico dispositivo

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Omix, la tecnologia in un'unica soluzione
Omix, la tecnologia in un'unica soluzione

MILANO – Le evoluzioni del settore caffè passano indubbiamente attraverso nuovi strumenti al servizio degli operatori: per facilitare il loro lavoro di analisi, selezione e valutazione, un accessorio presentato al World of Coffee di Dubai, è l’Omix targato DiFluid, azienda fondata da Linus Peng.

Omix, vincitore del IF DESIGN AWARD 2025, è una macchina in grado di controllare diversi parametri in uno:

L’attività dell’acqua, il contenuto di umidità, la maglia, la densità, il grado di tostatura, la temperatura, l’altitudine e l’expansion rate. Omix può raccogliere tutti questi dati, per poi rielaborarli rapidamente (meno di un minuto) in risultati accurati.

I metodi di analisi del caffè fino a oggi, spesso comportano l’uso di più dispositivi e processi lunghi, ma Omix li semplifica e riduce la possibilità di incorrere in errori.

Precisione e velocità, elementi essenziali quando si vuole parlare di qualità nel caffè. Tutti lungo la filiera, dal coltivatore (Omix fornisce informazioni che aiutano a ottimizzare i processi di post-raccolta) al torrefattore (consente di impostare i profili con precisione), sino al barista (permette una migliore regolazione della macinatura e dell’efficienza di estrazione), possono usufruire di questa unica soluzione che integra diversi processi e permette di prendere decisioni di business con maggiore consapevolezza.

Potenza e portabilità

Omix infatti, pur occupandosi di tante operazioni in un solo strumento, pesa solo 800 grammi, il che lo rende particolarmente portatile (qualità apprezzabile per chi è sempre in viaggio da una parte all’altra del mondo alla ricerca di nuovi caffè).

Come funziona Omix?

Attraverso un mix di sensori e algoritmi, i sample vengono analizzati in automatico senza il bisogno di specificare il tipo di campione inserito. Omix è in grado di valutare dati a partire dalle ciliegie del caffè, da quelle secche, dal pergamino, dal verde e dal tostato, dei grani integri e del macinato.

Omix utilizza il metodo Chilled-Mirror-Dew-Point per misurare con precisione l’attività dell’acqua in meno di 30 secondi.

Il tutto al costo di 1,899.00 dollari (è possibile acquistarlo sul sito di DiFluid).

 

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Rubens Gardelli e Katherine Nineth Chuy Orellana in tribunale per Brando: la testimonianza di lei su zoom

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roast master amsterdam Rubens Gardelli, Campione Mondiale Roasting 2018, era nella giuria della gara
Rubens Gardelli, Campione Mondiale Roasting 2018, era nella giuria della gara

MILANO – Il campione mondiale di tostatura nel 2017 in Cina a Guangzhou, Rubens Gardelli, titolare della Gardelli coffee roasters di Forlì, torna a far parlare della vicenda famigliare che lo vede purtroppo al centro di una battaglia per suo figlio Brando. Sono stati tanti gli appelli su diversi canali e piattaforme lanciate dal torrefattore e ora la vicenda, iniziata ormai a gennaio del 2024, si è spostata dai media, in tribunale.

Katherine Nineth Chuy Orellana, figlia dell’imprenditore di caffè guatemalteco Pablo Arturo

Dopo aver portato fuori dall’Italia il piccolo Brando, adesso ha affrontato Rubens Gardelli in un’aula italiana, il 4 marzo.

Osservando le disposizioni date dal Tribunale penale di primo grado di Santa Rosa in Guatemala, rispetto al reato di forme di violenza contro le donne e di femminicidio, la questione si fa più complessa della sola sottrazione di minori che fin qui ha attirato le luci dei riflettori.

Katherine Nineth Chuy Orellana attraverso un incontro su zoom, supportata dallo studio romano dei suoi avvocati, Angela Speranza Russo e Emilio Malaspina, ha raccontato la sua versione dei fatti al Corriere della sera.

A sostegno delle sue parole, le testimonianze raccolte dai magistrati guatemaltechi dei genitori di Orellana. Emesse disposizioni contro Rubens Gardelli, accusato di reato di maltrattamento e quindi obbligato a non tentare approccio con l’ex coniuge.

Dall’altra parte, Rubens Gardelli è attualmente appoggiato nella sua battaglia per ricongiungersi con il figlio, del quale ha già ottenuto l’affidamento, da Chiara Baiocchi e Gian Ettore Gassani.

Oggi Rubens Gardelli, assistito dall’avvocato Gian Ettore Gassani, è impegnato in una battaglia (mediatica anche) per riavere indietro il figlio, assieme alla collega di Rimini Chiara Baiocchi e a Roberta Bruzzone: «Parliamo di un processo al quale il mio cliente non ha partecipato e non era rappresentato. Vale la pena, inoltre, di ricordare che il giudice di Forlì ha affidato il figlio a suo padre e che la signora è indagata per aver violato questo provvedimento oltre che per sottrazione di minore. Infine al mio cliente non è consentito neppure videochiamare il figlio: anche ai killer si permette di incontrare i propri bambini…».

Qui il link della notizia pubblicata dal Corriere della sera.

Il bicchiere take away personalizzabile è il nuovo trend tra celebrità e modelli: da Louis Vuitton a Hello Kitty

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take away bicchiere
Un bicchiere take away (immagine: Pixabay)

Le case di moda hanno reinterpretato all’infinito il bicchiere take away, ora diventato un immancabile oggetto tra le mani di modelle e celebrità concepito come accessorio per elevare lo stile. In Italia il bicchiere take away non gode ancora di una forte popolarità ma il trend del momento potrebbe cambiare velocemente la realtà. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Héloïse Salessy per Vogue Italia.

Il bicchiere take away come status sociale

MILANO – L’entusiasmo suscitato dalle micro-bags, utilizzate per trasportare unicamente gli oggetti piccoli ma essenziali di tutti i giorni, sembra ora scemare di fronte all’avanzata della “tazza nomade”, il bicchiere take away riutilizzabile onnipresente tra le mani di celeb e modelle nei momenti off-duty.

Una sorta di feticcio concepito come un accessorio per elevare il look, un inaspettato oggetto di uso quotidiano che assurge a status, a gesto di stile. L’ultimo esempio è Amelia Gray, fotografata a Milano per la Settimana della Moda autunno inverno 2025-2026. Apprezzata per i suoi look street style ultra-pointy, la modella amercana è apparsa vestita con minigonna, trench corto e biker boots. Al braccio, la borsa Le City di Balenciaga (amata anche da Bella Hadid) e l’immancabile bicchiere portacaffè colorato di Hello Kitty.

Bicchiere take away da caffè, l’accessorio definitivo per il 2025?

Con l’obiettivo di promuovere un consumo sostenibile che ha coinvolto anche gli accessori più diversi, le case di moda hanno reinterpretato all’infinito il bicchiere da caffè da asporto, che nel 2025 è diventata una tela bianca per molti designer. In particolare Pharrell Williams, per Louis Vuitton, che è apparso alla Settimana della Moda primavera estate 2024, tenendo in mano un modello firmato Louis Vuitton con fascia logo, successivamente commercializzata (ma già esaurita online).

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Orso Laboratorio Caffè, la prima caffetteria specialty di Torino, apre la sua seconda sede

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Il logo di Orso Laboratorio Caffè

Orso Laboratorio Caffè, la prima caffetteria specialty di Torino e tra le pioniere assolute in Italia, apre la sua seconda sede in Borgo Rossini dopo 11 anni di attività. Il locale, che segue l’intera filiera dal chicco verde alla tazza, adesso avrà anche una proposta per la pausa pranzo. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Vivian Petrini per Cibo Today.

L’apertura della nuova sede di Orso Laboratorio Caffè

TORINO – Orso Laboratorio Caffè non è mai stato un semplice bar, quanto piuttosto un luogo di cultura. Avviato nel 2014 nel quartiere di San Salvario a Torino, il locale ha introdotto ai torinesi il concetto di specialty coffee, portando un approccio radicalmente nuovo alla bevanda più amata d’Italia. “Volevo creare un posto dove la gente si sentisse bene e potesse fare domande, incuriosirsi e avvicinarsi a un prodotto straordinario”, racconta Alessandro Minelli, fondatore di Orso, a Cibo Today.

Ora, dopo 11 anni, arriva la seconda sede in Borgo Rossini, un’espansione attenta e ragionata che conferma il successo dell’insegna.

La storia di Orso: una rivoluzione nel caffè torinese

Alessandro Minelli, già erede e co-titolare della torrefazione Giuliano Caffè di Caluso, nel 2014 ha lanciato – insieme ai soci Riccardo Ronchi e Giulio Panciatici – Orso Laboratorio Caffè con una visione ben precisa: scardinare l’idea del caffè come semplice commodity e trasformarlo in un’esperienza sensoriale e consapevole. “Mi dava fastidio che il caffè fosse trattato come la benzina: qualcosa che si consuma senza pensare alla qualità, all’origine, alla lavorazione, ma badando solo al prezzo. Per questo ho voluto creare un posto in cui si potesse fare cultura sul caffè”, spiega Minelli a CiboToday, ripetendo ragionamenti che oggi sono normali ma all’epoca erano avanguardia pura.

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I caffè storici di Torino e del Piemonte candidati ai luoghi del cuore FAI, Fondo per l’ambiente italiano

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La Mole Antonelliana, simbolo di Torino (immagine: Pixabay)

L’Associazione caffè storici di Torino e del Piemonte ha deciso di candidare i locali più rappresentativi al censimento I luoghi del cuore del FAI – Fondo per l’ambiente italiano. Votare è semplice e gratuito: basta collegarsi al sito ufficiale del FAI e sostenere la candidatura. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul portale d’informazione Targato CN.

La candidatura ai luoghi del cuore del FAI dei locali storici di Torino e del Piemonte

TORINO – L’Associazione caffè storici di Torino e del Piemonte ha candidato il circuito dei suoi storici locali al censimento nazionale I luoghi del cuore del FAI – Fondo per l’ambiente italiano, la più importante iniziativa italiana di sensibilizzazione per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale.

I caffè storici del Piemonte non sono semplici locali, ma luoghi di memoria e identità, testimoni di epoche, eventi e personalità che hanno segnato la storia d’Italia. Da Torino, culla del Risorgimento e delle avanguardie culturali, fino alle città e ai borghi della regione, questi Caffè hanno ospitato intellettuali, artisti e politici, e ancora oggi rappresentano un tassello fondamentale della tradizione e dell’attrattività turistica del territorio.

“I Caffè Storici sono da sempre spazi di incontro e fermento culturale, di memoria e socialità. Nel tempo hanno ospitato artisti, scrittori, politici e rivoluzionari. Sostenerli in questa candidatura è un atto d’amore per la nostra storia e per il futuro del turismo culturale in Piemonte.” ha affermato il presidente dell’Associazione caffè storici di Torino e del Piemonte, Edoardo Cavagnino (Caffè Gelateria Pepino 1884, Torino), come riportato da Targato CN.

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