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venerdì 04 Aprile 2025
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Unione Italiana Food e il Comitato italiano del caffè soddisfatti per il plafond di 50 mln del Gruppo Mediocredito Centrale a supporto delle torrefazioni

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Il logo Unione Italiana Food

MILANO – Unione Italiana Food e il Comitato italiano del caffè, che rappresenta oltre 65 aziende del settore pari al 70% del mercato nazionale, esprimono la propria soddisfazione per la recente iniziativa delle banche del Gruppo Mediocredito Centrale (MCC, BdM Banca e Cassa di Risparmio di Orvieto), che hanno stanziato un plafond di 50 milioni di euro a supporto delle imprese del comparto della torrefazione per far fronte alle difficoltà dovute all’incremento continuo dei costi di produzione che ricadono sull’intera filiera.

Ad accendere per primo i riflettori su questa complessa situazione è stato l’onorevole Mirco Carloni, presidente della Commissione agricoltura alla Camera dei deputati, che con un’interrogazione parlamentare dello scorso febbraio ha sottolineato la necessità di un intervento concreto a sostegno degli oltre 800 torrefattori italiani che, con il loro patrimonio di artigianalità, tradizione e innovazione, rappresentano uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy nel mondo.

Si tratta di accendere un‘importante richiesta di sostegno per la filiera del caffè, un settore strategico per il Made in Italy che negli ultimi anni ha dovuto fronteggiare difficoltà significative legate all’impennata senza precedenti dei costi delle materie prime e di produzione.

I motivi di tali aumenti sono legati a numerosi fattori esterni, come le condizioni climatiche sfavorevoli nei Paesi produttori che hanno influenzato la quantità e la qualità dei raccolti, le normative europee sempre più stringenti in materia di anti- deforestazione e due diligence, i rincari dei trasporti marittimi e l’aumento dei costi dell’energia, dei carburanti e dei materiali d’imballaggio. Uno scenario complesso aggravato dalla speculazione finanziaria, che sta ulteriormente mettendo sotto pressione l’industria globale del caffè.

L’iniziativa di Gruppo Mediocredito Centrale rappresenta dunque un segnale positivo in un momento di generale incertezza, oltre che un valido sostegno finanziario per le aziende per tutelare la qualità dei prodotti italiani e i posti di lavoro di un settore che rappresenta una voce importante dell’industria agroalimentare nazionale.

Nel primo semestre 2024, il caffè torrefatto è stato il quarto prodotto più esportato, con un giro d’affari di 1,186 miliardi di euro in crescita del 6,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente1. Il trend positivo si è confermato anche nel terzo trimestre 2024, in cui l’export ha riportato un incremento del 7,7% in valore e del 4% in volume2, confermando la resilienza del settore e la sua capacità di mantenere alta la qualità e la competitività sui mercati internazionali.

L’impegno di Unione Italiana Food e dei suoi associati è quello di continuare a valorizzare e tutelare la qualità del caffè italiano, le sue aziende e il suo patrimonio culturale in un periodo di grandi difficoltà. Per questo l’associazione continuerà a monitorare con attenzione l’evolversi della situazione, sollecitando politiche di supporto e strategie che possano garantire la sostenibilità e la competitività di un comparto che è parte integrante della tradizione e dell’economia del nostro Paese.

Dati

1 Report Scambi con l’estero – La bilancia agroalimentare italiana nel I semestre 2024, Ismea

2 Report Agrimercati – La congiuntura agroalimentare del terzo trimestre 2024, Ismea

Giorgio Caballini, presidente Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale, ha partecipato a Casa Italia su RAI 1

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GIORGIO CABALLINI
Il Conte Giorgio Caballini di Sassoferrato, Presidente del Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale

CONEGLIANO (Treviso) – Il conte Giorgio Caballini di Sassoferrato, in qualità di presidente del Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale, ha partecipato alla puntata della trasmissione televisiva “Casa Italia” in onda su RAI 1. Nell’intervento, il presidente del Consorzio, ha affrontato le tematiche che continuano a destare interesse e apprensione in tutta la filiera del caffè quali la volatilità dei prezzi del crudo, l’aumento del prezzo della tazzina e il volume dei futures nei fondi d’investimento.

Emergono però anche segnali ottimistici come la prossima conclusione della raccolta del caffè in Brasile.

Sul fronte normativo, l’Unione Europea richiederà presto di dimostrare che il caffè importato non provenga da zone deforestate. Questa nuova regolamentazione imporrà una collaborazione ancora più stretta tra produttori e torrefattori, affinché siano garantiti standard di tracciabilità e sostenibilità sempre più rigorosi.

Caballini: il caffè come patrimonio immateriale dell’Unesco

Quest’anno il Consorzio riproporrà il dossier per il riconoscimento del caffè come patrimonio immateriale dell’Unesco. La presentazione del dossier rappresenta un’opportunità per valorizzare la tradizione, la cultura e l’importanza sociale del caffè.

È possibile vedere la puntata nel sito di Rai Play (puntata del 04 Marzo a partire dal 12° minuto).

Roma: meno dehors nell’area Unesco per preservare il centro storico

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Il settore del bar e della ristorazione (immagine: pixabay)

L’Assemblea Capitolina ha approvato un nuovo regolamento sui dehors: ci saranno meno tavolini all’aperto nell’area Unesco per preservare il centro storico. La città viene divisa in tre zone: il sito Unesco; la città storica, cioè quelle aree non centralissime ma con una consolidata identità e spesso soffocate dalla movida, come Pigneto o Città Giardino; il Suburbio, ovvero le zone più periferiche. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul portale dell’Ansa.

I dehors a Roma: il nuovo regolamento

ROMA – Meno tavolini all’aperto nell’area Unesco per salvaguardare il centro storico più pregiato del mondo, ma anche più possibilità di servire i clienti all’esterno nelle zone periferiche così da favorire le attività economiche e la sicurezza dei quartieri: sono i criteri che Roma si è data, con un nuovo regolamento approvato dall’Assemblea Capitolina, per mettere ordine nella giungla dei dehors, i tavolini all’aperto di bar e ristoranti proliferati con l’emergenza Covid e prorogati fino alla fine del 2025 dal Governo.

Ed è proprio a Palazzo Chigi che si rivolge ora il sindaco Roberto Gualtieri: “Auspichiamo – ha detto – che anche il Governo faccia la sua parte, eliminando la distorsione provocata dalle continue proroghe del regime emergenziale Covid”.

Adesso, afferma il primo cittadino, come riportato dall’Ansa: “Roma dispone finalmente di una disciplina chiara e omogenea” che coniuga, grazie anche controlli più efficienti, “le esigenze dei cittadini a quelle di tante attività commerciali, attraverso un percorso trasparente e partecipato che favorisce lo sviluppo economico e la qualità degli spazi e degli arredi a partire dalle periferie, al tempo stesso diminuendo l’utilizzo del suolo nell’area Unesco dopo gli eccessi degli ultimi anni”.

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Lombardia: operano nel terziario 8 imprese femminili su 10

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lombardia confcommercio
Il logo di Confcommercio Lombardia

MILANO – Otto imprese femminili su dieci sono del terziario. Questa la fotografia che emerge dall’analisi dei dati di Unioncamere Lombardia, aggiornati a fine 2024, sulle imprese femminili lombarde che, a fronte di una lieve flessione (-0,6%) delle attività nel loro complesso, rimangono stabili, arrivando così a rappresentare il 19.9% delle imprese regionali.

La presenza femminile nel settore terziario

Incidenza che aumenta se si considerano alcuni settori specifici del terziario, come il commercio (21,2%) e i servizi di alloggio e ristorazione (28,3%). Determinante anche l’apporto all’occupazione del comparto, nel quale opera il 61% delle donne in età lavorativa (elaborazione Confcommercio Lombardia su dati Inps 2023).

“Commercio, turismo e servizi sono i settori più scelti dalle donne per intraprendere un percorso imprenditoriale, consentendo di spaziare nella creatività e innovazione tipica di questi comparti – dichiara Lionella Maggi, presidente di Terziario Donna Lombardia, il coordinamento dell’imprenditoria femminile delle Confcommercio lombarde – Spirito imprenditoriale che consente di perseguire l’obiettivo di tante donne nell’affermare il proprio talento e la conseguente autonomia economica”.

Maggi aggiunge: “L’alta occupazione femminile del Terziario è anche frutto di buone politiche di welfare legate ai CCNL di riferimento che prevedono varie forme di sostegno ai carichi genitoriali e di cura: dai contributi per asili nido fino ai centri estivi dei figli. Tema, quest’ultimo, che riguarda anche le imprenditrici e libere professioniste”.

“Per realizzare una parità sostanziale – conclude Lionella Maggi – è apprezzabile anche l’impegno di Regione Lombardia per la certificazione della parità di genere, tassello importante per l’adesione di un’impresa a modelli di business sostenibili”.

Il Brasile azzera i dazi sul caffè e lo zucchero per abbattere l’inflazione alimentare

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Brasile mercati somar colombia Comexim
La bandiera del Brasile

Sono state annunciate alcune misure per abbattere l’inflazione alimentare dal vicepresidente del Brasile Geraldo Alckmin, tra cui l’azzeramento dei dazi sul caffè e lo zucchero. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul portale d’informazione dell’Ansa.

L’abbattimento dei dazi sul caffè del Brasile

MILANO – Il vicepresidente del Brasile, Geraldo Alckmin, ha annunciato una serie di misure per abbattere l’inflazione alimentare, tra le principali cause del calo di popolarità ai minimi storici del presidente Luiz Inácio Lula da Silva.

Tra le principali – informa il portale G1, del gruppo Globo – c’è l’azzeramento dei dazi sulle importazioni di alcuni alimenti tra cui la carne, il caffè, lo zucchero, il mais e l’olio d’oliva.
Alckmin ha affermato che le misure entreranno in vigore “tra pochi giorni”, aggiungendo che “il governo sta rinunciando alle tasse a favore della riduzione dei prezzi”.

Le misure sono state annunciate dopo una riunione di Lula con ministri e imprenditori del settore alimentare e di approvvigionamento al Palazzo del Planalto.

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Nestlé Spagna investe 15 milioni per le confezioni riciclabili di caffè solubile e le capsule Nescafé nello stabilimento di Girona

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Nestlé Nespresso
Il logo Nestlé

Nestlé Spagna ha investito 15 milioni euro per le confezioni riciclabili di caffè solubile Nescafé e le capsule Nescafé Dolce Gusto nello stabilimento di Girona. L’azienda ha avviato inoltre i lavori di costruzione di due nuove linee di confezionamento con materiale riciclabile. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul portale d’informazione Efa News.

L’investimento di Nestlé Spagna

BARCELLONA – Nestlé Spagna investe 15 milioni di euro nello stabilimento di Girona per le confezioni riciclabili del caffè solubile Nescafé e le capsule Nescafé Dolce Gusto “per promuovere ulteriormente la produzione di prodotti con imballaggi riciclabili”, come spiega la multinazionale in un comunicato.

In particolare, lo stabilimento ha avviato i lavori di costruzione di due nuove linee di confezionamento che consentiranno l’utilizzo di materiale riciclabile, riducendo al minimo l’uso di plastica vergine lavorando con macchine più efficienti dal punto di vista energetico. Queste linee saranno, inoltre, dotate delle più recenti tecnologie, con un elevato livello di automazione. Il completamento dei lavori è previsto per la fine dell’anno.

Con queste nuove linee, lo stabilimento Nestlé di Girona inizierà a produrre il sacchetto di ricarica Nestlé in Spagna realizzato in materiale riciclabile. Questo prodotto è stato lanciato sul mercato circa due anni fa e consente al consumatore di continuare ad avere la stessa ricetta e la stessa qualità di Nescafè in una confezione più sostenibile e il cui contenuto può essere utilizzato anche per riempire la mitica fiaschetta di caffè solubile. Inoltre, questo sacchetto di ricarica contiene almeno il 97% di peso di imballaggio in meno rispetto alla bottiglia di vetro, contribuendo a ridurre l’impronta ambientale.

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Pausa caffè al lavoro: la nuova normativa la vieta

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Pausa caffè (immagine: Puxabay)

È entrata in vigore la nuova normativa sul controllo della giornata lavorativa: secondo le nuove disposizioni, i lavoratori dovranno registrare non solo l’inizio e la fine della loro giornata lavorativa, ma anche ogni singola interruzione. La decisione potrebbe influire negativamente sul benessere dei dipendenti.

La possibilità di dover rinunciare a momenti  come la pausa caffè potrebbe avere effetti negativi anche sulla cultura aziendale. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Roberto Arciola per Road Tv Italia.

La pausa caffè in pericolo

MILANO – La nuova normativa sul controllo della giornata lavorativa, entrata ufficialmente in vigore, introduce misure drastiche che potrebbero cambiare radicalmente il modo in cui concepiamo il lavoro e le pause durante l’orario lavorativo. Questa riforma, voluta dal governo, ha l’obiettivo di rendere la gestione del tempo di lavoro più rigorosa, ma solleva anche numerose preoccupazioni tra i lavoratori e le aziende.

Secondo le disposizioni della nuova legge, i lavoratori dovranno registrare non solo l’inizio e la fine della loro giornata lavorativa, ma anche ogni singola interruzione. Ciò significa che se un dipendente decide di allontanarsi dalla scrivania per cinque minuti per prendere un caffè o per rispondere a una telefonata personale, quel tempo potrebbe essere sottratto dal totale delle ore lavorate.

Questa misura, sebbene pensata per garantire una maggiore trasparenza nella gestione del lavoro, potrebbe influire negativamente sul benessere dei dipendenti e sulla loro produttività.

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Peccati di gola: il gelato artigianale che si trova anche in farmacia

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Il logo della farmacia (immagine: Pixabay)

Prodotti biologici o studiati per chi ha intolleranze trovano sempre più spazio tra i banchi dei medicinali. Questo è il caso di Peccati di gola, il gelato artigianale che si trova anche nelle farmacie. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Lorenzo Cresci per il quotidiano La Repubblica.

Il gelato artigianale venduto in farmacia

MILANO – L’ultimo, in ordine di tempo, arriva dalla Toscana: si chiama Peccati di gola, come la pasticceria che lo produce, ed è un gelato artigianale entrato anche nelle farmacie, da Carrara a Viareggio. Un gelato “benefico”, come riporta Il Tirreno, adatto a tutti ma in particolar modo a quelle persone che per vari motivi devono rinunciare al classico cono.

Daniela Cascio e Francesco Biagini, lei farmacista, lui pasticciere a Castelnuovo Magra, al confine tra Liguria Toscana, e sono gli ideatori di questo prodotto gluten free, a basso indice glicemico, presente in varie farmacie con quattro gusti: nocciola del Piemonte, Fiordilatte che sa di latte, Pistacchio salato di Bronte e Crema quasi pasticciera.

Al quotidiano toscano Daniela Cascio ha raccontato di essere “arrivati a creare un gelato rivoluzionario dopo mesi di ricerca e sperimentazione”, da cui è “nata la ricetta perfetta per un gelato ‘salubre’ ma che non sacrifica gusto e qualità”.

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Giornata internazionale della donna: Franca Cacciari, Stefania e Carmen Galeandro, Prunella Meschini, Elisabetta Milani ed Arianna Mingardi, oltre il genere

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Giornata internazionale della donna caffè
Si festeggia la Giornata internazionale della donna

MILANO – Anche quest’anno è arrivata la Giornata internazionale della donna e come vuole la tradizione, su queste pagine trovano spazio alcune delle donne del settore caffeicolo, che danno quotidianamente ciascuna un contributo per portare avanti il proprio ruolo in un mondo ancora fortemente caratterizzato dalla presenza maschile.

Qua sempre si discute di professionalità, merito, competenze, senza mettere mai da parte l’essere donne.

Lo chiediamo ad Arianna Mingardi la Presidente di Associazione caffè Trieste, che ha sempre colto l’occasione di svincolarsi dalle dinamiche di genere per parlare di merito.

Quindi, le chiediamo semplicemente: la Giornata internazionale della donna, come vorrebbe si celebrasse, da amministratrice delegata di Amigos Caffè?

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Arianna Mingardi (immagine: Amigos Caffè)

“E’ una domanda che puntualmente mi arriva tutti gli anni, proprio qualche giorno prima della ricorrenza dell’8 marzo. Per quello che è stato il mio passato e il mio presente, sorridendo, direi con un bel brindisi tra amiche di una vita. D’altronde però, se ci penso, io non “faccio testo”.

Unica figlia, mio padre non mi ha fatto mai pesare il mio genere, tanto che non ha mai messo un limite alla mia carriera all’interno dell’azienda di famiglia e “costringendomi” ad accettare la carica di amministratore delegato prima della sua prematura scomparsa. Il suo appoggio ha ammorbidito il contesto esterno con il quale dovevo e devo quotidianamente confrontarmi e che mi ha reso forte e consapevole di me stessa.

Questa però è la mia storia e vorrei fosse la storia delle mie figlie e di tante donne nel contesto attuale. La società odierna continua ad essere ben diversa dal mio pensiero: troppo donne non si accettano e non sono accettate come persone che pensano, studiano, lavorano e creano. Da CEO di Amigos Caffè vorrei si evidenziasse il contributo lavorativo delle donne nel mondo e nella filiera del caffè, partendo anche dai paesi produttori.”

Prunella Meschini, amministratore delegato de Le Piantagioni del caffè, condivide i suoi auguri e speranze per le prossime generazioni di torrefattrici, forte della sua esperienza ai vertici e sul campo:

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Prunella Meschini titolare de Le Piantagioni del caffè

“Auguro di avere la capacità e la pazienza di affermarsi in un mondo come quello del caffè che è ancora per la maggior parte a vocazione maschile e pure, ad oggi, 2025, molto più aperto all’ascolto delle donne. Per questo sono convinta che, se si ha la tranquillità, la costanza di affrontare questo settore con serietà e gentilezza, ma soprattutto con il giusto grado competitivo, si potrà andare avanti insieme.

Nella mia esperienza in un’azienda seppur piccola, le donne sono estremamente fattive: parlano poco e fanno tantissimo. Questa capacità, insieme a quella di saper essere lungimiranti, nonostante si incontrino ostacoli superiori a quelli che affrontano gli uomini, rendono un po’ più facile affermarsi rispetto ad anni fa.

Non credo molto nel concetto delle quote rose: a parità di ruolo, è il merito e la competenza che fa la differenza, non il genere. Alle nuove generazioni di donne dico: non abbiate paura di parlare.

Gli uomini che appartengono ad una mentalità antica che si basava su altri comportamenti, proveranno a smontare le vostre opinioni, ma, senza essere aggressive, esprimetevi senza timore, affermando le vostre posizioni.

Un margine, uno spazio, oggi c’è. A patto che siate capaci e professionali. È faticoso, certo, ma è l’unico modo per scardinare le vecchie dinamiche, evitando di prendere sul personale tutto ciò che viene detto.”

Le realtà femminili anche nei Paesi d’origine, stanno assistendo ad un’evoluzione anche del ruolo delle donne: il credito ora inizia ad essere affidato a loro e mediamente si ottengono dei risultati. E auguro che anche qui il potere si trasferisca sempre di più al genere femminile.”

Si unisce al coro femminile, Elisabetta Milani, la terza generazione, a capo del marketing e comunicazione: com’è rappresentare una torrefazione e portare avanti quest’area specifica per l’azienda?

Elisabetta Milani (foto concessa)

“Rappresentare l’azienda della propria famiglia con una storia nel mondo del caffè lunga quasi 90 anni è un onore e, al tempo stesso, una grandissima responsabilità.

Come torrefattori abbiamo il compito di far conoscere l’anima del caffè e raccontare tutto ciò che sta dentro ad una tazzina di espresso ossia mondi, culture, persone, sudore di una filiera lunghissima. Attraverso i nostri prodotti, i nostri baristi, le nostre caffetterie, attraverso il nostro spazio museale “Esposizione Caffè Milani” ed i nostri canali social vogliamo formare ed informare il consumatore.

Ma Caffè Milani per me non è un brand: è casa, famiglia, lavoro, sacrificio e passione ed il mio sogno è riuscire trasmettere anche i valori della nostra azienda e delle persone che ne fanno parte.”

Si inserisce Franca Cacciari, donna legata a doppio filo a La Spaziale

Franca Cacciari (foto concessa)

Tempo fa ha detto un una nostra intervista che il suo mestiere, è gestire un po’ il capitale aziendale e umano da dietro le quinte de La Spaziale: esiste ancora la differenza di genere quando si svolge un ruolo così fondamentale per il successo di impresa?

“La mia leadership guarda oltre il genere, punto alle capacità, all’impegno, al coraggio delle proprie idee e ad una visione strategica del potere.

E’ con questa convinzione che quotidianamente opero, insieme a un team straordinario che condivide questi stessi valori.”

Stefania e Carmen Galeandro, rispettivamente Sales Manager o responsabile vendite e responsabile amministrativo, in Best Coffee, rispondono alla domanda: ricoprire due ruoli, tra il gestire i contatti diretti con i clienti e la parte amministrativa di un’azienda di importazione del crudo, sconta ancora una distinzione di genere oppure no?

Stefania è la prima: “No, mi impegno al massimo nel mio lavoro con competenza e visione cercando di dimostrare che il valore si misura nei risultati e non nel genere”.

Da sinistra, Carmen e Stefania(foto concessa)

Segue Carmen: “No, ufficialmente non esiste più una distinzione di genere. Tuttavia possono esserci ancora ostacoli dovuti a vecchi pregiudizi e dinamiche di un settore storicamente maschile. Ma nonostante ciò, la mia competenza e la mia esperienza sono riconosciute indipendentemente da ogni stereotipo.”

In chiusura per la Giornata internazionale della donna, Chiara De Nipoti, Presidente e CdA Oro Caffè

Cosa significa per lei essere oggi una imprenditrice nel settore del caffè?

Chiara De Nipoti, Oro Caffe (foto concessa)

“Essere una imprenditrice oggi nel settore del caffè significa da un lato esprimere decisione e competenze, soprattutto in ambito di selezione degli acquisti della materia prima e dimostrare forti capacità di negoziazione vista anche la congiuntura attuale della crescita esponenziale del costo del caffè verde, questo ci obbliga ogni settimana a nuove e difficoltose trattative con il mondo prettamente maschile dei broker della borsa mondiale.

Ma dall’altro lato essere imprenditrice significa anche contribuire fortemente a tenere la “barra dritta” in azienda, dando attenzione all’aspetto umano dei rapporti con e tra i dipendenti, grazie alla sensibilità tutta femminile che contribuisce a crescere il senso di squadra e di appartenenza a un gruppo di lavoro.

Nella nostra azienda quasi il 50% dei lavoratori è rappresentato da donne ed è forte il loro contributo nel nostro andamento positivo, soprattutto nei settori export, amministrativo e comunicazione.”

Crisi dei prezzi del caffè: il presidente della commissione Agricoltura Carloni promette il sostegno del governo

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Mirco Carloni, presidente della commissione Agricoltura della camera dei deputati, in una foto tratta dal suo sito

MILANO – La politica si schiera a fianco del mondo italiano del caffè, a fronte delle gravi difficoltà dei mercati: l’iniziativa arriva direttamente dal deputato leghista Mirco Carloni, presidente della commissione Agricoltura, che assieme al segretario della Lega e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha incontrato mercoledì il presidente dell’Altoga, Associazione Torrefattori e Grossisti Alimentari, Davide Licchelli. Al centro dell’incontro la preoccupazione per le gravi difficoltà che attanagliano il settore.

“La Lega, al fianco del suo segretario, lavorerà per trovare una soluzione: bisogna creare misure di tutela per la filiera del caffè, che è in balia di pochi grandissimi operatori, in particolare per le piccole e medie imprese italiane, che rendono il caffè italiano uno dei prodotti più celebrati e consumati al mondo” ha dichiarato Carloni citato da Askanews.

“Come se non bastassero le criticità derivanti da certe normative Ue, i problemi si accumulano – ha detto ancora Carloni nella dichiarazione riportata da Askanews – Scarsità del prodotto, difficoltà logistiche causate dall’impraticabilità del Canale di Suez, speculazione mondiale e, infine, l’entrata in vigore dell’Eudr al 31 dicembre, che complicherà ulteriormente la situazione, impedendoci di procurare caffè non certificati”.

“Gli speculatori nel settore sono rappresentati da produttori che trattengono il prodotto per aumentare i prezzi, da trader multinazionali che, da semplici intermediari, sono diventati attori speculativi, e da operatori finanziari di vario tipo che traggono vantaggio dalla scarsità, amplificando il fenomeno”, ha concluso Carloni, sempre citato da Askanews.

Carloni ha promesso il sostegno del governo alla filiera: vedremo quali saranno le iniziative concrete possibili, nell’immediato e a medio-lungo termine.

I mercati del caffè virano intanto al ribasso, dopo i forti rincari di questi ultimi giorni. Nella giornata di ieri, giovedì 6 marzo, entrambe le borse hanno subito perdite pesanti, maggiori sul fronte degli arabica

A New York, il contratto per scadenza maggio ha perso il 5,6% precipitando a 387,15 centesimi.

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