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venerdì 04 Aprile 2025
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DVG De Vecchi per il secondo anno sarà sponsor tecnico di Master coffee grinder championship

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Giovanna De Vecchi, amministratrice di DVG De Vecchi (immagine concessa)

CORNATE D’ADDA (Monza Brianza) – DVG De Vecchi srl, azienda specializzata nella produzione e vendita di componenti e accessori per il caffè, annuncia la sua partecipazione in qualità di sponsor tecnico alla seconda edizione del Master coffee grinder championship 2025 che si disputa per la seconda volta. La competizione, dedicata alla macinatura del caffè, prenderà il via il 16 marzo a Torino, presso il Lingotto Fiere, in occasione dell’Horeca Expoforum.

Dopo il grande successo della prima edizione, l’evento si conferma un appuntamento imperdibile per tutti i professionisti del settore. Il campionato nasce per valorizzare l’importanza della macinatura nel processo di estrazione del caffè, una fase cruciale che determina la qualità della bevanda finale. Precisione, tecnica e conoscenza saranno al centro della sfida, in cui gli esperti si confronteranno per ottenere la macinatura perfetta.

DVG De Vecchi per il secondo anno sarà sponsor tecnico della competizione

DVG De Vecchi srl, con oltre 50 anni di esperienza nella fornitura di componenti e accessori per macchine da caffè professionali, sostiene con orgoglio questa iniziativa. La partecipazione in qualità di sponsor tecnico ribadisce l’impegno dell’azienda nella promozione dell’innovazione, della qualità e della formazione professionale nel settore.

“Crediamo fermamente nell’importanza della ricerca e dello sviluppo nel mondo del caffè. Supportare una competizione focalizzata sulla macinatura significa dare valore a una fase cruciale della preparazione dell’espresso e contribuire alla crescita del settore”, afferma Giovanna De Vecchi, amministratrice di DVG De Vecchi srl.

Il Master Coffee Grinder Championship 2025 rappresenta un’occasione unica per baristi, tecnici e operatori del settore per affinare le proprie competenze, confrontarsi con esperti e scoprire le ultime innovazioni. L’evento offrirà inoltre al pubblico la possibilità di assistere a una sfida di alto livello e approfondire l’importanza della macinatura nella preparazione del caffè.

Oltre la competizione: il valore etico del Master Coffee Grinder Championship

Non si tratta solo di una gara, ma di un’iniziativa che unisce formazione, inclusione e solidarietà. Grazie al supporto di DVG De Vecchi e degli altri sponsor del #MCGC2025, l’evento permette di divertire e formare molti baristi in tutta Italia attraverso la competizione e le masterclass, premiare il talento con omaggi ai partecipanti delle selezioni, sostenere concretamente progetti sociali che fanno la differenza

Da tre anni, infatti, il Master Coffee Grinder Championship contribuisce attivamente a:

  • IWCA Italy, associazione impegnata nella tutela delle donne nel mondo del caffè
  • Associazione Parallelo Lab, una comunità per l’inclusione di persone fragili e straniere
  • Associazione Rubens, che offre percorsi di riabilitazione, educazione ed inclusione sociale e lavorativa per migliorare la qualità della vita delle persone e sostenere le loro famiglie
Il Master coffee grinder championship (immagine concessa)

DVG De Vecchi ringrazia per il sostegno che diventa sempre più sociale e inclusivo, proprio come dovrebbe essere un buon caffè.

DVG De Vecchi srl invita tutti gli appassionati e i professionisti del settore a partecipare a questa straordinaria competizione per celebrare insieme l’arte della macinatura e l’eccellenza nel mondo del caffè.

Sebastiano Caridi, brand ambassador Essse Caffè, sull’aumento delle materie prime: “Si deve calcolare con più cura il food cost”

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Sebastiano Caridi è il brand ambassador di Essse caffè (immagine concessa)

Sebastiano Caridi, il pasticciere brand ambassador di Essse Caffè, ha aperto tre locali nell’arco di nove anni e ha uno staff di oltre 80 persone. Caridi rivela la ricetta per tamponare i costi di materie prime fondamentali e il segreto dei locali di successo. Leggiamo di seguito la prima parte dell’intervista di Maddalena De Franchis sul portale Il Resto del Carlino.

I segreti di Sebastiano Caridi

FAENZA – I problemi che, di questi tempi, tolgono il sonno alla maggior parte degli imprenditori della ristorazione – i rincari record di cacao e caffè e le crescenti difficoltà nel reperimento di personale – non sembrano impensierirlo: il pasticciere Sebastiano Caridi ha messo a segno (assieme al socio storico Giorgio Gonelli) la terza apertura di un locale nell’arco di nove anni, ha uno staff di oltre 80 persone e svariati progetti in cantiere per i prossimi mesi.

Prima la pasticceria a Faenza in corso Saffi, poi le aperture a Bologna e Imola. Il segreto del suo successo? “Detesto l’improvvisazione – afferma con decisione – ma nel nostro settore, purtroppo, c’è ancora chi è convinto di poter gestire un’attività come si faceva cinquant’anni fa”.

Caridi, i numeri però parlano da soli: nell’ultimo anno, il cacao è aumentato del 170%, il caffè del 69%. Qual è la sua ricetta per tamponare i costi di materie prime fondamentali per il vostro lavoro?

“Innanzitutto, si deve calcolare con più attenzione il ‘food cost’ (letteralmente, ‘costo del cibo’, ossia quanto spende il ristoratore per ciascuna porzione di cibo servita ai propri clienti, ndr). È un parametro essenziale per capire se un locale sia davvero economicamente sostenibile e se è in grado di ‘camminare’ sulle proprie gambe. Quasi sempre, il costo della materia prima incide per una percentuale minima sulla gestione di un’attività”.

E la carenza di manodopera?

“Io non l’ho mai avvertita, forse perché agli stagisti che vengono a lavorare da me ho sempre fornito vitto e alloggio per agevolarli. Ai miei dipendenti garantisco la formazione, turni regolari e retribuzioni adeguate, perché so bene cosa vuol dire ‘fare la gavetta’ in questo settore. Ho imparato sulla mia pelle che certi momenti, nella vita, non torneranno più. Vuole la verità?”.

Dica pure.

“Nel nostro settore come in altri, chi pensa di andare avanti sfruttando e sottopagando i propri dipendenti è destinato a fallire. Il mondo è cambiato nel giro di pochi anni, ai giovani non possiamo più proporre ciò che si offriva a noi: non sono più disposti ad accettare – giustamente – turni disumani, anni di sacrifici e lavoro 24 ore su 24”.

Per leggere l’intervista completa basta cliccare qui

Coffee design, sperimentare intorno al mondo del caffè: concluso il workshop di Lavazza, Università di Parma e Politecnico di Torino

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Il workshop Coffee Design (immagine concessa)

TORINO – Dal 3 al 7 marzo 2025, gli iscritti al 2° e 3° anno del corso di laurea in Design sostenibile per il sistema alimentare (Università di Parma e Politecnico di Torino) e del corso di laurea e comunicazione (Politecnico di Torino), hanno avuto la possibilità di partecipare al workshop “Coffee design – Sperimentare intorno al mondo del caffè” promosso da Lavazza.

Durante i cinque giorni di laboratori previsti, gli studenti si sono immersi nel mondo Lavazza e hanno avuto l’opportunità di comprendere l’expertise dell’azienda nella sperimentazione sul caffè, sviluppata in oltre 120 anni di storia. Durante i giorni di formazione, gli alunni sono stati stimolati a sviluppare una visione alternativa e innovativa sul prodotto, sul consumo e sulla comunicazione.

Il workshop Coffee Design

Il workshop, giunto alla 20° edizione, rappresenta ormai un punto di riferimento per gli studenti per prepararsi al mondo lavorativo, guidati dal Prof. Paolo Tamborrini (Responsabile del progetto), da Marcello Arcangeli (Lavazza Training Center Director) e da Michele Pulcher (Coffee senior trainer & Brand ambassador).

I ragazzi, divisi in tre team, hanno lavorato nelle aule del Training Center Lavazza, luogo simbolo che riunisce tutto l’impegno dell’azienda nell’ambito della formazione, della ricerca e della sperimentazione sul caffè.

La giornata di apertura del corso ha previsto una full immersion nell’universo del caffè con sessioni didattiche e pratiche per approfondire la conoscenza sulle origini della materia prima, seguendo il viaggio del chicco dalla pianta alla tazzina e analizzando i diversi sistemi di estrazione del caffè. Agli studenti, affiancati dal team Lavazza, sono stati assegnati una serie di progetti legati al mondo del caffè con il compito di identificare concept e poi sviluppare design, naming, packaging e modalità di consumo.

È stata questa un’occasione preziosa per mettersi alla prova e capitalizzare quanto acquisito, poiché l’ultimo giorno di workshop i progetti sono stati presentati in plenaria presso la sede dell’Innovation Center Lavazza.

Nella collaborazione tra Lavazza e il Politecnico è stato fondamentale il contributo del Training Center Lavazza di Torino, struttura che da oltre 30 anni si impegna nella formazione e aggiornamento dei professionisti del settore, oltre che nella ricerca e sviluppo di nuovi prodotti legati al mondo del caffè.

Lavazza è stata infatti la prima azienda a creare, nel 1989, un’istituzione dedicata alla formazione, una vera e propria scuola del caffè che oggi è diventata un network internazionale con oltre 50 sedi sparse nei 5 continenti e finalizzate alla diffusione a livello mondiale della cultura dell’autentico espresso italiano.

La scheda sintetica di Lavazza

Lavazza, fondata a Torino nel 1895, è un’azienda italiana produttrice di caffè di proprietà dell’omonima famiglia da quattro generazioni. Il Gruppo è oggi tra i principali protagonisti nello scenario globale del caffè, con un fatturato di oltre 3,1 miliardi di euro e un portfolio di marchi leader nei mercati di riferimento come Lavazza, Carte Noire, Merrild e Kicking Horse.

È attivo in tutti i segmenti di business, presente in 140 mercati, con 8 stabilimenti produttivi in 5 Paesi e circa 5.500 collaboratori in tutto il mondo. La presenza globale è frutto di un percorso di crescita che dura da oltre 125 anni e gli oltre 30 miliardi di tazzine di caffè Lavazza prodotti all’anno sono oggi la testimonianza di una grande storia di successo, per continuare a offrire il miglior caffè possibile in qualsiasi forma, curando ogni aspetto della filiera, dalla selezione della materia prima al prodotto in tazza.

Il Gruppo Lavazza ha rivoluzionato la cultura del caffè grazie ai continui investimenti in Ricerca e Sviluppo: dall’intuizione che ha segnato il primo successo dell’impresa – la miscela di caffè – allo sviluppo di soluzioni innovative per i packaging; dal primo espresso bevuto nello Spazio alle decine di brevetti industriali sviluppati.

Un’attitudine a precorrere i tempi che si riflette anche nell’attenzione rivolta al tema della sostenibilità – economica, sociale e ambientale – considerata da sempre un riferimento per indirizzare la strategia aziendale. “Awakening a better world every morning” è il purpose del Gruppo Lavazza, che ha l’obiettivo di creare valore sostenibile per gli azionisti, i collaboratori, i consumatori e le comunità in cui opera, unendo la competitività alla responsabilità sociale e ambientale.

illy SustainArt: Claudia Pagès vince il premio dedicato ai giovani artisti

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Claudia Pagès vince il Premio illy SustainArt (immagine concessa)

MADRID – L’artista Claudia Pagès (Barcellona, 1990) ha vinto il XVIII premio illy SustainArt di illycaffè, nell’ambito della 44ª edizione della Fiera internazionale d’arte ARCOmadrid. L’opera vincitrice è composta da due creazioni che rappresentano la memoria degli spazi, attraverso iscrizioni e simboli storici ritrovati su antiche mura. Il punto di partenza dell’artista è stata l’ispirazione nata nelle cisterne di Xàtiva. L’opera esplora temi come la storia, l’acqua, la memoria e la rappresentazione di spazi protettivi, come mura e castelli, nonché l’interazione tra spazio e tempo.

Claudia Pagès trionfa all’illy SustainArt

La pratica artistica di Claudia Pagès consiste nell’impiego di fogli di carta realizzati a mano per creare complesse costruzioni che evocano la storia. La sua ispirazione scaturisce dal legame tra antiche cartiere e luoghi in cui le iscrizioni storiche sono ancora conservate. Da questa connessione prendono vita le sue due opere “Muro de dos caras” e “Xàtiva”, che si presentano come labirinti in filigrana.

La luce gioca un ruolo cruciale nel suo lavoro: filtrando dall’interno di una scatola, svela la trama nascosta della memoria, illuminando le storie custodite nella carta. Per la giovane artista catalana, questo uso della luce simboleggia la necessità di portare alla luce il passato per impedirne l’oblio, sottolineando la fragilità sia della memoria che della carta.

Claudia Pagès ha conseguito una laurea in Belle Arti presso l’Università di Barcellona e un MFA presso il Sandberg Instituut di Amsterdam.

Il suo lavoro è stato esposto in prestigiose sedi internazionali, tra cui Manifesta 15, Barcellona (2024); IVAM, Valencia (2024); Sculpture Center, New York (2024); CA2M, Madrid (2023); Fundació Joan Miró, Barcellona (2023); Tabakalera, Donostia (2022); Vleeshal, Middelburg (2022); MACBA, Barcellona (2022); CAPC, Bordeaux (2022); Kunstverein Braunschweig, Braunschweig (2021); e Sharjah Art Foundation, Emirati Arabi Uniti (2018).

Il suo libro Més de dues aigües è stato pubblicato in catalano da Empúries Narrativa nel 2024 e nel 2025 uscirà un nuovo volume con Wendy’s Subway.

Nel 2022 ha ricevuto il Premio Ojo Crítico per le Arti Visive e ha partecipato a programmi di residenza artistica presso Gasworks, Londra (2017) e Triangle France, Marsiglia (2020). Nei mesi di marzo e aprile 2025 sarà in residenza presso EMPAC, a Troy, negli Stati Uniti. Nel 2025 il suo lavoro sarà esposto al Chisenhale, Londra; INDEX, Stoccolma; Mumok, Vienna; e in una mostra collettiva curata da Chus Martínez presso l’Art Sonje Center di Seoul, Corea.

La giuria, composta da figure di spicco del mondo dell’arte e della cultura, era formata da Imma Prieto (Direttrice della Fundació Tàpies), Javier Díaz-Guardiola (Critico d’arte di ABC e coordinatore della sezione d’arte di ABC Cultural) e Mariano Mayer (curatore d’arte indipendente), affiancati da Carlo Bach (direttore artistico di illy).

La scheda sintetica di illycaffè

illycaffè è un’azienda familiare italiana fondata a Trieste nel 1933, che da sempre si prefigge la missione di offrire il miglior caffè al mondo. Produce un unico blend 100% Arabica composto da 9 ingredienti diversi. L’azienda seleziona solo l’1% dei migliori chicchi di Arabica.

Ogni giorno vengono gustate più di 8 milioni di tazzine di caffè illy nei bar, ristoranti, alberghi, caffè monomarca, case e uffici di oltre 140 paesi, in cui l’azienda è presente attraverso filiali e distributori.

Fin dalla nascita illycaffè ha orientato le proprie strategie verso un modello di business sostenibile, impegno che ha rafforzato nel 2019 adottando lo status di Società Benefit e nel 2021 diventando la prima azienda italiana del caffè ad ottenere la certificazione internazionale B Corp. Tutto ciò che è ‘made in illy’ viene arricchito di bellezza e arte, a cominciare dal logo, disegnato da James Rosenquist, le illy Art Collection, le tazzine decorate da più di 130 artisti internazionali o le macchine da caffè disegnate da designer di fama internazionale.

Con l’obiettivo di diffonderne la cultura della qualità ai coltivatori, baristi e amanti del caffè, l’azienda ha sviluppato la sua Università del Caffè che ad oggi svolge corsi in 23 paesi del mondo. Nel 2023 illycaffè ha generato un fatturato consolidato pari a €595,1 milioni. La rete monomarca illy conta 159 punti vendita in 30 Paesi.

Anna Rita Panebianco, responsabile marketing e comunicazione del Caffè Florian di Venezia, si spegne a 56 anni per un incidente in barca

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Ci lascia Anna Rita Panebianco, manager della comunicazione e del marketing del Caffè Florian (immagine presa da Facebook)

Anna Rita Panebianco, responsabile del marketing e della comunicazione dello storico Caffè Florian di Venezia, è morta all’età di 56 anni sabato 8 marzo. Panebianco è venuta a mancare dopo lo schianto contro una briccola della barca a bordo della quale si trovava lungo il canale Dese con altre due persone entrambe ricoverate. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato da La Repubblica.

Addio a Anna Rita Panebianco del Caffè Florian

VENEZIA – “La notizia è arrivata come una pugnalata al cuore. L’8 marzo, in maniera crudele e inaspettata, ci ha lasciato Anna Rita Panebianco, una collega e un’amica”, pubblica il 9 marzo sulla sua pagina Facebook il Caffè Florian di Venezia. ”Con il cuore infranto e ancora increduli, tutti noi la ricordiamo con sincero affetto e profonda stima, personale e professionale. Già ci mancano il sorriso, l’intelligenza, la gentilezza e il suo amore per il Florian, che condivideva con passione con noi e con i clienti. Per sempre grazie per quanto ci hai dato, Anna”.

Tre persone coinvolte

L’8 marzo infatti una donna veneziana di 56 anni era morta nella laguna di Venezia, dopo lo schianto contro una bricola della barca a bordo della quale si trovava con altre due persone, due quarantacinquenni, ricoverati entrambi all’ospedale civile di Venezia. Uno dei due in condizioni più gravi dell’altro. E stamattina si è poi capito che quella donna che aveva perso la vita era Anna Rita Panebianco, manager responsabile del marketing e della comunicazione del Caffè Florian.

Sbalzati fuori bordo

L’incidente nautico è avvenuto verso le 16.30, mentre la barca stava percorrendo il canale tra Cà Noghera e l’isola di Torcello, all’altezza dell’aeroporto Marco Polo. Per il violento impatto contro una bricola che serve a delimitare i canali navigabili all’interno della laguna, due dei tre occupanti sono stati sbalzati fuoribordo e sono finiti in acqua.

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Confida presenta i distributori automatici più curiosi: non c’è più soltanto l’espresso

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La vending machine Lego (immagine concessa)

MILANO – Il distributore automatico, simbolo nazionale della pausa in ufficio e a scuola e che fa parte della quotidianità di milioni di italiani, negli anni ha saputo diversificare: non solo merendine e bibite ma anche prodotti fashion, beauty, tech, giochi, carte di credito e molto altro. A rivelarlo è Confida, Associazione italiana distribuzione automatica, che da un censimento ne ha scovato alcuni tra i più particolari.

In Italia nel 2024 sono state circa 2,2 milioni le consumazioni non-food effettuate alle oltre 830.000 vending machine presenti sul territorio nazionale, ma sono numeri destinati a crescere.

Per gli amanti dei brand iconici, come ad esempio il cavallino rampante, in centro a Milano si trova una vending machine unica che distribuisce modellini della celebre fuoriserie italiana; mentre presso gli aeroporti di Firenze e Pisa, genitori disperati e appassionati di tutte le età possono acquistare i famosi mattoncini prima della partenza. Sempre negli aeroporti si possono anche trovare vending machine molto particolari, come quelle che distribuiscono underwear di marca, carte di credito e addirittura veri e propri trolley da viaggio.

I settori del beauty e dei prodotti per la cura personale si sono lasciati affascinare dalle mille potenzialità dei distributori automatici: presso l’aeroporto di Malpensa, ad esempio, un noto brand di make-up ne ha utilizzato uno in alternativa allo store fisico durante i lavori di ristrutturazione. Mentre in altre location si possono trovare vending machine che offrono maschere per il viso, sieri, prodotti per la cura personale e molto altro!

Un famoso marchio fashion del lusso, in un evento a tema “vintage” anni ’80-’90, ha utilizzato le vending machine per distribuire ai propri ospiti delle macchine fotografiche usa e getta, mentre un brand inglese dallo stile rock ha commercializzato intimo maschile e t-shirt in aeroporti, stazioni ferroviarie e grandi centri commerciali tramite dei distributori automatici.

La moda e il lusso sembrano i settori che più degli altri abbiano saputo cogliere questa “nuova anima” dei distributori automatici: i noti gioielli legati al colore azzurro delle loro ambite confezioni, nella boutique londinese di Covent Garden, hanno infatti usato le vending machine per distribuire i propri profumi; mentre un famoso brand francese ha creato un punto vendita completamente automatico a Parigi per distribuire la sua collezione di lussuose borsette.

Anche il mondo della tecnologia è stato tra i primi a sfruttare il potenziale delle vending machine, soprattutto per i prodotti di piccole e medie dimensioni: presso “Il Centro” di Arese, ad esempio, è stato installato un “temporary shop automatico” di cuffie e auricolari, mentre all’Università Cattolica del Sacro Cuore, a Milano, è possibile rifornirsi di accessori per smartphone proprio da un distributore automatico. Sempre presso il mall di Arese, inoltre, per la gioia di grandi e bambini è da poco in funzione un distributore automatico di carte da gioco collezionabili di Pokémon, Onepiece, Dragonball, Magic e tanti altri.

“La tecnologia Made in Italy delle vending machine è molto duttile e può essere impiegata per distribuire tante tipologie di prodotti dalle più svariate forme e pesi, anche diversi dal classico food & beverage, grazie alle innovazioni tecniche. – spiega Massimo Trapletti, presidente di Confida, Associazione italiana distribuzione automatica – Inoltre, le vending machine sono facilmente personalizzabili con grafiche ad hoc; mentre quelle di ultima generazione possono interagire con i consumatori per promuovere attività sui social network. Queste caratteristiche le rendono molto adatte alla distribuzione di prodotti da parte di brand che fanno della customer experience uno strumento chiave”.

La scheda sintetica di Confida

Costituita il 13 luglio del 1979, Confida è, a livello nazionale, l’unica associazione di categoria che rappresenta i diversi comparti merceologici dell’intera filiera della Distribuzione Automatica di alimenti e bevande. Aderisce a Confcommercio – Imprese per l’Italia e, nell’ambito UE, è partner di EVA (European Vending & Coffee Service Association).

Le 10 parole italiane più usate nel mondo: nella lista ci sono riferimenti al caffè con espresso, cappuccino e tiramisù

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Una classica tazzina di espresso (immagine: Pixabay)

Le parole italiane più usate al mondo riflettono i settori per cui l’Italia è celebre: gastronomia (pizza, spaghetti, mozzarella, espresso, cappuccino, tiramisù, gelato), arte (opera), moda e stile di vita (dolce vita, paparazzo). Questi termini, entrati nei vocabolari globali, testimoniano l’influenza culturale italiana. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Marika Camposano basato sulla classifica del portale Geopop.

Le 10 parole italiane più usate in tutto il mondo

Le 10 parole italiane più utilizzate a livello globale sono quasi tutte attinenti ai settori per i quali la penisola è famosa nel mondo: la gastronomia, la musica, l’arte e la moda.

La lingua italiana, così colorita e ricca di sfumature, ha esercitato un’influenza significativa su molte culture e lingue nel mondo, tanto che diversi termini, nella loro forma originaria, come pizza, cappuccino, spaghetti e espresso sono stati presi in prestito da altre lingue, diventando parte integrante del lessico quotidiano.

La lista

  • 1 Pizza
  • 2 Spaghetti/Pasta
  • 3 Mozzarella
  • 4 Espresso
  • 5 Cappuccino
  • 6 Tiramisù
  • 7 Opera
  • 8 Gelato
  • 9 Dolce vita
  • 10 Paparazzo

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Il caffè americano cambia nome e diventa canadese o messicano: la protesta contro le tariffe di Trump

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Una tazza di caffè americano (immagine: Pixabay)

Niente più caffè americano, meglio canadese o messicano: arriva l’originale protesta dei due Paesi contro le tariffe imposte da Trump. L’iniziativa ha rapidamente guadagnato popolarità, trasformandosi in un gesto simbolico di resistenza culturale e commerciale. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Rebecca Manzi per il portale Green Me.

La fine del caffè americano: l’iniziativa delle caffetterie in Canada e Messico

MILANO – Negli ultimi giorni alcune caffetterie in Canada e Messico hanno deciso di ribattezzare il tradizionale “caffè americano” in “caffè canadese o messicano” come forma di protesta contro le politiche tariffarie imposte dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Questa iniziativa ha rapidamente guadagnato popolarità, trasformandosi in un gesto simbolico di resistenza culturale e commerciale.

Tutto è iniziato in Canada, quando un locale nella Columbia Britannica ha scelto di sostituire il nome “caffè americano” con “caffè canadese”. Il cambiamento ha attirato l’attenzione e, in breve tempo, altre caffetterie hanno seguito l’esempio. Parallelamente, anche in Messico il dibattito ha preso piede e sono state proposte alternative come “Café de Olla” o “Café Azteca”, prima di convergere sul nome “caffè messicano”.

La motivazione alla base di questa scelta è duplice. Da un lato la protesta contro le tariffe imposte dagli Stati Uniti, che colpiscono duramente l’economia di Canada e Messico con dazi al 25%. Dall’altro la volontà di sottolineare che gli Stati Uniti non producono caffè, mentre Messico e Canada vantano una solida tradizione nella coltivazione e commercializzazione di questa bevanda.

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Mixue Ice Cream & Tea, ecco la catena di gelaterie fastfood con 45mila store al mondo: più di Starbucks e McDonald’s

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Il logo di Mixue Ice Cream & Tea

Mixue Ice Cream & Tea, è una catena di gelaterie cinese con 45mila negozi nel mondo, più di Starbucks che vanta 40.199 mila punti vendita e McDonald’s, con i suoi 43 mila ristoranti. Fondata nel 1997 da Zhang Hongchao a Zhengzhou, provincia di Henan, Mixue all’inizio vendeva solo l’equivalente cinese della granite e bibite fresche. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul portale d’informazione Rivista Studio.

La catena di gelaterie cinese Mixue Ice Cream & Tea

ZHENGZHOU – C’è un nuovo re sulla montagna del fast food, è una catena di cui non avrete mai sentito parlare perché non ha neanche una punto vendita in Italia: si chiama Mixue Ice Cream & Tea, è un’azienda cinese con 45 mila negozi nel mondo, più di Starbucks (40.199 mila punti vendita) e McDonald’s, che con i suoi 43 mila ristoranti era il precedente detentore del primato. Possibile che un fast food che nessuno in Occidente ha mai sentito nominare sia diventato il più grande del mondo? Possibile, sì: come riporta il Wall Street Journal, Mixue Ice Cream & Tea ha il 90 per cento dei suoi punti vendita in Cina, il restante 10 per cento tra Thailandia, Singapore, Vietnam, Indonesia e Malesia.

Fondata nel 1997 da Zhang Hongchao a Zhengzhou, provincia di Henan, Mixue all’inizio vendeva solo l’equivalente cinese della granite e bibite fresche. Con gli anni l’azienda è cresciuta moltissimo, grazie ai prezzi rimasti sempre popolari e al modello di business basato sul franchise.

Oggi il menu di Mixue è amplissimo, ma i classici sono rimasti più o meno invariati dal 1997 a oggi: una coppa di gelato al prezzo di uno yuan (più o meno 15 centesimi), un bicchiere di bubble tea a un costo che varia da un minimo di 30 centesimi a poco di più di un euro.

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Armani/Dolci by Guido Gobino lancia la collezione Pasqua 2025

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guido gobino pasqua Armani/Dolci
L'offerta di Pasqua (immagine concessa)

MILANO – Per Armani/Dolci by Guido Gobino la Pasqua è una vera festa di sapori raffinati e sorprendenti. A cominciare dall’uovo, limited edition da 440 gr, al latte con granella di nocciola e finocchietto oppure doppio strato di cioccolato fondente e lampone. Oltre alla tradizionale colomba, soffice e profumata, la collezione propone le piccole uova da 55 gr al latte o fondente nelle classiche tin box, e gli ovetti in quattro gusti limited edition: fondente mono origine Ecuador, latte ripieno di nocciola e caffè indiano, guscio ai frutti di bosco con ripieno di crema di cacao, guscio al mango con ripieno di crema di cioccolato fondente.

La collezione Armani/Dolci by Guido Gobino di Pasqua

Sempre disponibile la confezione contenente un assortimento di prodotti continuativi e di ovetti, da regalare o da regalarsi.

A tanta raffinatezza corrisponde un packaging ricco e sofisticato, che richiama le geometrie dell’architettura Art Deco rievocate in particolare da una giacca color cipria e oro della collezione Giorgio Armani donna primavera/estate 2025 presentata a New York.

Le sleeve, che ne riproducono il colore e il motivo effetto traforato, ricoprono tutte le confezioni, chiuse da cordoncini in tinta con tag dedicata.

La collezione è disponibile da oggi nei punti vendita Armani/Dolci di Milano, Tokyo, New York e Dubai, online qui e su www.cosaporto.it per la città di Milano.