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Coffee design, sperimentare intorno al mondo del caffè: concluso il workshop di Lavazza, Università di Parma e Politecnico di Torino

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Il workshop Coffee Design (immagine concessa)

TORINO – Dal 3 al 7 marzo 2025, gli iscritti al 2° e 3° anno del corso di laurea in Design sostenibile per il sistema alimentare (Università di Parma e Politecnico di Torino) e del corso di laurea e comunicazione (Politecnico di Torino), hanno avuto la possibilità di partecipare al workshop “Coffee design – Sperimentare intorno al mondo del caffè” promosso da Lavazza.

Durante i cinque giorni di laboratori previsti, gli studenti si sono immersi nel mondo Lavazza e hanno avuto l’opportunità di comprendere l’expertise dell’azienda nella sperimentazione sul caffè, sviluppata in oltre 120 anni di storia. Durante i giorni di formazione, gli alunni sono stati stimolati a sviluppare una visione alternativa e innovativa sul prodotto, sul consumo e sulla comunicazione.

Il workshop Coffee Design

Il workshop, giunto alla 20° edizione, rappresenta ormai un punto di riferimento per gli studenti per prepararsi al mondo lavorativo, guidati dal Prof. Paolo Tamborrini (Responsabile del progetto), da Marcello Arcangeli (Lavazza Training Center Director) e da Michele Pulcher (Coffee senior trainer & Brand ambassador).

I ragazzi, divisi in tre team, hanno lavorato nelle aule del Training Center Lavazza, luogo simbolo che riunisce tutto l’impegno dell’azienda nell’ambito della formazione, della ricerca e della sperimentazione sul caffè.

La giornata di apertura del corso ha previsto una full immersion nell’universo del caffè con sessioni didattiche e pratiche per approfondire la conoscenza sulle origini della materia prima, seguendo il viaggio del chicco dalla pianta alla tazzina e analizzando i diversi sistemi di estrazione del caffè. Agli studenti, affiancati dal team Lavazza, sono stati assegnati una serie di progetti legati al mondo del caffè con il compito di identificare concept e poi sviluppare design, naming, packaging e modalità di consumo.

È stata questa un’occasione preziosa per mettersi alla prova e capitalizzare quanto acquisito, poiché l’ultimo giorno di workshop i progetti sono stati presentati in plenaria presso la sede dell’Innovation Center Lavazza.

Nella collaborazione tra Lavazza e il Politecnico è stato fondamentale il contributo del Training Center Lavazza di Torino, struttura che da oltre 30 anni si impegna nella formazione e aggiornamento dei professionisti del settore, oltre che nella ricerca e sviluppo di nuovi prodotti legati al mondo del caffè.

Lavazza è stata infatti la prima azienda a creare, nel 1989, un’istituzione dedicata alla formazione, una vera e propria scuola del caffè che oggi è diventata un network internazionale con oltre 50 sedi sparse nei 5 continenti e finalizzate alla diffusione a livello mondiale della cultura dell’autentico espresso italiano.

La scheda sintetica di Lavazza

Lavazza, fondata a Torino nel 1895, è un’azienda italiana produttrice di caffè di proprietà dell’omonima famiglia da quattro generazioni. Il Gruppo è oggi tra i principali protagonisti nello scenario globale del caffè, con un fatturato di oltre 3,1 miliardi di euro e un portfolio di marchi leader nei mercati di riferimento come Lavazza, Carte Noire, Merrild e Kicking Horse.

È attivo in tutti i segmenti di business, presente in 140 mercati, con 8 stabilimenti produttivi in 5 Paesi e circa 5.500 collaboratori in tutto il mondo. La presenza globale è frutto di un percorso di crescita che dura da oltre 125 anni e gli oltre 30 miliardi di tazzine di caffè Lavazza prodotti all’anno sono oggi la testimonianza di una grande storia di successo, per continuare a offrire il miglior caffè possibile in qualsiasi forma, curando ogni aspetto della filiera, dalla selezione della materia prima al prodotto in tazza.

Il Gruppo Lavazza ha rivoluzionato la cultura del caffè grazie ai continui investimenti in Ricerca e Sviluppo: dall’intuizione che ha segnato il primo successo dell’impresa – la miscela di caffè – allo sviluppo di soluzioni innovative per i packaging; dal primo espresso bevuto nello Spazio alle decine di brevetti industriali sviluppati.

Un’attitudine a precorrere i tempi che si riflette anche nell’attenzione rivolta al tema della sostenibilità – economica, sociale e ambientale – considerata da sempre un riferimento per indirizzare la strategia aziendale. “Awakening a better world every morning” è il purpose del Gruppo Lavazza, che ha l’obiettivo di creare valore sostenibile per gli azionisti, i collaboratori, i consumatori e le comunità in cui opera, unendo la competitività alla responsabilità sociale e ambientale.

illy SustainArt: Claudia Pagès vince il premio dedicato ai giovani artisti

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Claudia Pagès vince il Premio illy SustainArt (immagine concessa)

MADRID – L’artista Claudia Pagès (Barcellona, 1990) ha vinto il XVIII premio illy SustainArt di illycaffè, nell’ambito della 44ª edizione della Fiera internazionale d’arte ARCOmadrid. L’opera vincitrice è composta da due creazioni che rappresentano la memoria degli spazi, attraverso iscrizioni e simboli storici ritrovati su antiche mura. Il punto di partenza dell’artista è stata l’ispirazione nata nelle cisterne di Xàtiva. L’opera esplora temi come la storia, l’acqua, la memoria e la rappresentazione di spazi protettivi, come mura e castelli, nonché l’interazione tra spazio e tempo.

Claudia Pagès trionfa all’illy SustainArt

La pratica artistica di Claudia Pagès consiste nell’impiego di fogli di carta realizzati a mano per creare complesse costruzioni che evocano la storia. La sua ispirazione scaturisce dal legame tra antiche cartiere e luoghi in cui le iscrizioni storiche sono ancora conservate. Da questa connessione prendono vita le sue due opere “Muro de dos caras” e “Xàtiva”, che si presentano come labirinti in filigrana.

La luce gioca un ruolo cruciale nel suo lavoro: filtrando dall’interno di una scatola, svela la trama nascosta della memoria, illuminando le storie custodite nella carta. Per la giovane artista catalana, questo uso della luce simboleggia la necessità di portare alla luce il passato per impedirne l’oblio, sottolineando la fragilità sia della memoria che della carta.

Claudia Pagès ha conseguito una laurea in Belle Arti presso l’Università di Barcellona e un MFA presso il Sandberg Instituut di Amsterdam.

Il suo lavoro è stato esposto in prestigiose sedi internazionali, tra cui Manifesta 15, Barcellona (2024); IVAM, Valencia (2024); Sculpture Center, New York (2024); CA2M, Madrid (2023); Fundació Joan Miró, Barcellona (2023); Tabakalera, Donostia (2022); Vleeshal, Middelburg (2022); MACBA, Barcellona (2022); CAPC, Bordeaux (2022); Kunstverein Braunschweig, Braunschweig (2021); e Sharjah Art Foundation, Emirati Arabi Uniti (2018).

Il suo libro Més de dues aigües è stato pubblicato in catalano da Empúries Narrativa nel 2024 e nel 2025 uscirà un nuovo volume con Wendy’s Subway.

Nel 2022 ha ricevuto il Premio Ojo Crítico per le Arti Visive e ha partecipato a programmi di residenza artistica presso Gasworks, Londra (2017) e Triangle France, Marsiglia (2020). Nei mesi di marzo e aprile 2025 sarà in residenza presso EMPAC, a Troy, negli Stati Uniti. Nel 2025 il suo lavoro sarà esposto al Chisenhale, Londra; INDEX, Stoccolma; Mumok, Vienna; e in una mostra collettiva curata da Chus Martínez presso l’Art Sonje Center di Seoul, Corea.

La giuria, composta da figure di spicco del mondo dell’arte e della cultura, era formata da Imma Prieto (Direttrice della Fundació Tàpies), Javier Díaz-Guardiola (Critico d’arte di ABC e coordinatore della sezione d’arte di ABC Cultural) e Mariano Mayer (curatore d’arte indipendente), affiancati da Carlo Bach (direttore artistico di illy).

La scheda sintetica di illycaffè

illycaffè è un’azienda familiare italiana fondata a Trieste nel 1933, che da sempre si prefigge la missione di offrire il miglior caffè al mondo. Produce un unico blend 100% Arabica composto da 9 ingredienti diversi. L’azienda seleziona solo l’1% dei migliori chicchi di Arabica.

Ogni giorno vengono gustate più di 8 milioni di tazzine di caffè illy nei bar, ristoranti, alberghi, caffè monomarca, case e uffici di oltre 140 paesi, in cui l’azienda è presente attraverso filiali e distributori.

Fin dalla nascita illycaffè ha orientato le proprie strategie verso un modello di business sostenibile, impegno che ha rafforzato nel 2019 adottando lo status di Società Benefit e nel 2021 diventando la prima azienda italiana del caffè ad ottenere la certificazione internazionale B Corp. Tutto ciò che è ‘made in illy’ viene arricchito di bellezza e arte, a cominciare dal logo, disegnato da James Rosenquist, le illy Art Collection, le tazzine decorate da più di 130 artisti internazionali o le macchine da caffè disegnate da designer di fama internazionale.

Con l’obiettivo di diffonderne la cultura della qualità ai coltivatori, baristi e amanti del caffè, l’azienda ha sviluppato la sua Università del Caffè che ad oggi svolge corsi in 23 paesi del mondo. Nel 2023 illycaffè ha generato un fatturato consolidato pari a €595,1 milioni. La rete monomarca illy conta 159 punti vendita in 30 Paesi.

Anna Rita Panebianco, responsabile marketing e comunicazione del Caffè Florian di Venezia, si spegne a 56 anni per un incidente in barca

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Ci lascia Anna Rita Panebianco, manager della comunicazione e del marketing del Caffè Florian (immagine presa da Facebook)

Anna Rita Panebianco, responsabile del marketing e della comunicazione dello storico Caffè Florian di Venezia, è morta all’età di 56 anni sabato 8 marzo. Panebianco è venuta a mancare dopo lo schianto contro una briccola della barca a bordo della quale si trovava lungo il canale Dese con altre due persone entrambe ricoverate. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato da La Repubblica.

Addio a Anna Rita Panebianco del Caffè Florian

VENEZIA – “La notizia è arrivata come una pugnalata al cuore. L’8 marzo, in maniera crudele e inaspettata, ci ha lasciato Anna Rita Panebianco, una collega e un’amica”, pubblica il 9 marzo sulla sua pagina Facebook il Caffè Florian di Venezia. ”Con il cuore infranto e ancora increduli, tutti noi la ricordiamo con sincero affetto e profonda stima, personale e professionale. Già ci mancano il sorriso, l’intelligenza, la gentilezza e il suo amore per il Florian, che condivideva con passione con noi e con i clienti. Per sempre grazie per quanto ci hai dato, Anna”.

Tre persone coinvolte

L’8 marzo infatti una donna veneziana di 56 anni era morta nella laguna di Venezia, dopo lo schianto contro una bricola della barca a bordo della quale si trovava con altre due persone, due quarantacinquenni, ricoverati entrambi all’ospedale civile di Venezia. Uno dei due in condizioni più gravi dell’altro. E stamattina si è poi capito che quella donna che aveva perso la vita era Anna Rita Panebianco, manager responsabile del marketing e della comunicazione del Caffè Florian.

Sbalzati fuori bordo

L’incidente nautico è avvenuto verso le 16.30, mentre la barca stava percorrendo il canale tra Cà Noghera e l’isola di Torcello, all’altezza dell’aeroporto Marco Polo. Per il violento impatto contro una bricola che serve a delimitare i canali navigabili all’interno della laguna, due dei tre occupanti sono stati sbalzati fuoribordo e sono finiti in acqua.

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Confida presenta i distributori automatici più curiosi: non c’è più soltanto l’espresso

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La vending machine Lego (immagine concessa)

MILANO – Il distributore automatico, simbolo nazionale della pausa in ufficio e a scuola e che fa parte della quotidianità di milioni di italiani, negli anni ha saputo diversificare: non solo merendine e bibite ma anche prodotti fashion, beauty, tech, giochi, carte di credito e molto altro. A rivelarlo è Confida, Associazione italiana distribuzione automatica, che da un censimento ne ha scovato alcuni tra i più particolari.

In Italia nel 2024 sono state circa 2,2 milioni le consumazioni non-food effettuate alle oltre 830.000 vending machine presenti sul territorio nazionale, ma sono numeri destinati a crescere.

Per gli amanti dei brand iconici, come ad esempio il cavallino rampante, in centro a Milano si trova una vending machine unica che distribuisce modellini della celebre fuoriserie italiana; mentre presso gli aeroporti di Firenze e Pisa, genitori disperati e appassionati di tutte le età possono acquistare i famosi mattoncini prima della partenza. Sempre negli aeroporti si possono anche trovare vending machine molto particolari, come quelle che distribuiscono underwear di marca, carte di credito e addirittura veri e propri trolley da viaggio.

I settori del beauty e dei prodotti per la cura personale si sono lasciati affascinare dalle mille potenzialità dei distributori automatici: presso l’aeroporto di Malpensa, ad esempio, un noto brand di make-up ne ha utilizzato uno in alternativa allo store fisico durante i lavori di ristrutturazione. Mentre in altre location si possono trovare vending machine che offrono maschere per il viso, sieri, prodotti per la cura personale e molto altro!

Un famoso marchio fashion del lusso, in un evento a tema “vintage” anni ’80-’90, ha utilizzato le vending machine per distribuire ai propri ospiti delle macchine fotografiche usa e getta, mentre un brand inglese dallo stile rock ha commercializzato intimo maschile e t-shirt in aeroporti, stazioni ferroviarie e grandi centri commerciali tramite dei distributori automatici.

La moda e il lusso sembrano i settori che più degli altri abbiano saputo cogliere questa “nuova anima” dei distributori automatici: i noti gioielli legati al colore azzurro delle loro ambite confezioni, nella boutique londinese di Covent Garden, hanno infatti usato le vending machine per distribuire i propri profumi; mentre un famoso brand francese ha creato un punto vendita completamente automatico a Parigi per distribuire la sua collezione di lussuose borsette.

Anche il mondo della tecnologia è stato tra i primi a sfruttare il potenziale delle vending machine, soprattutto per i prodotti di piccole e medie dimensioni: presso “Il Centro” di Arese, ad esempio, è stato installato un “temporary shop automatico” di cuffie e auricolari, mentre all’Università Cattolica del Sacro Cuore, a Milano, è possibile rifornirsi di accessori per smartphone proprio da un distributore automatico. Sempre presso il mall di Arese, inoltre, per la gioia di grandi e bambini è da poco in funzione un distributore automatico di carte da gioco collezionabili di Pokémon, Onepiece, Dragonball, Magic e tanti altri.

“La tecnologia Made in Italy delle vending machine è molto duttile e può essere impiegata per distribuire tante tipologie di prodotti dalle più svariate forme e pesi, anche diversi dal classico food & beverage, grazie alle innovazioni tecniche. – spiega Massimo Trapletti, presidente di Confida, Associazione italiana distribuzione automatica – Inoltre, le vending machine sono facilmente personalizzabili con grafiche ad hoc; mentre quelle di ultima generazione possono interagire con i consumatori per promuovere attività sui social network. Queste caratteristiche le rendono molto adatte alla distribuzione di prodotti da parte di brand che fanno della customer experience uno strumento chiave”.

La scheda sintetica di Confida

Costituita il 13 luglio del 1979, Confida è, a livello nazionale, l’unica associazione di categoria che rappresenta i diversi comparti merceologici dell’intera filiera della Distribuzione Automatica di alimenti e bevande. Aderisce a Confcommercio – Imprese per l’Italia e, nell’ambito UE, è partner di EVA (European Vending & Coffee Service Association).

Le 10 parole italiane più usate nel mondo: nella lista ci sono riferimenti al caffè con espresso, cappuccino e tiramisù

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Una classica tazzina di espresso (immagine: Pixabay)

Le parole italiane più usate al mondo riflettono i settori per cui l’Italia è celebre: gastronomia (pizza, spaghetti, mozzarella, espresso, cappuccino, tiramisù, gelato), arte (opera), moda e stile di vita (dolce vita, paparazzo). Questi termini, entrati nei vocabolari globali, testimoniano l’influenza culturale italiana. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Marika Camposano basato sulla classifica del portale Geopop.

Le 10 parole italiane più usate in tutto il mondo

Le 10 parole italiane più utilizzate a livello globale sono quasi tutte attinenti ai settori per i quali la penisola è famosa nel mondo: la gastronomia, la musica, l’arte e la moda.

La lingua italiana, così colorita e ricca di sfumature, ha esercitato un’influenza significativa su molte culture e lingue nel mondo, tanto che diversi termini, nella loro forma originaria, come pizza, cappuccino, spaghetti e espresso sono stati presi in prestito da altre lingue, diventando parte integrante del lessico quotidiano.

La lista

  • 1 Pizza
  • 2 Spaghetti/Pasta
  • 3 Mozzarella
  • 4 Espresso
  • 5 Cappuccino
  • 6 Tiramisù
  • 7 Opera
  • 8 Gelato
  • 9 Dolce vita
  • 10 Paparazzo

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Il caffè americano cambia nome e diventa canadese o messicano: la protesta contro le tariffe di Trump

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Una tazza di caffè americano (immagine: Pixabay)

Niente più caffè americano, meglio canadese o messicano: arriva l’originale protesta dei due Paesi contro le tariffe imposte da Trump. L’iniziativa ha rapidamente guadagnato popolarità, trasformandosi in un gesto simbolico di resistenza culturale e commerciale. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Rebecca Manzi per il portale Green Me.

La fine del caffè americano: l’iniziativa delle caffetterie in Canada e Messico

MILANO – Negli ultimi giorni alcune caffetterie in Canada e Messico hanno deciso di ribattezzare il tradizionale “caffè americano” in “caffè canadese o messicano” come forma di protesta contro le politiche tariffarie imposte dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Questa iniziativa ha rapidamente guadagnato popolarità, trasformandosi in un gesto simbolico di resistenza culturale e commerciale.

Tutto è iniziato in Canada, quando un locale nella Columbia Britannica ha scelto di sostituire il nome “caffè americano” con “caffè canadese”. Il cambiamento ha attirato l’attenzione e, in breve tempo, altre caffetterie hanno seguito l’esempio. Parallelamente, anche in Messico il dibattito ha preso piede e sono state proposte alternative come “Café de Olla” o “Café Azteca”, prima di convergere sul nome “caffè messicano”.

La motivazione alla base di questa scelta è duplice. Da un lato la protesta contro le tariffe imposte dagli Stati Uniti, che colpiscono duramente l’economia di Canada e Messico con dazi al 25%. Dall’altro la volontà di sottolineare che gli Stati Uniti non producono caffè, mentre Messico e Canada vantano una solida tradizione nella coltivazione e commercializzazione di questa bevanda.

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Mixue Ice Cream & Tea, ecco la catena di gelaterie fastfood con 45mila store al mondo: più di Starbucks e McDonald’s

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Il logo di Mixue Ice Cream & Tea

Mixue Ice Cream & Tea, è una catena di gelaterie cinese con 45mila negozi nel mondo, più di Starbucks che vanta 40.199 mila punti vendita e McDonald’s, con i suoi 43 mila ristoranti. Fondata nel 1997 da Zhang Hongchao a Zhengzhou, provincia di Henan, Mixue all’inizio vendeva solo l’equivalente cinese della granite e bibite fresche. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul portale d’informazione Rivista Studio.

La catena di gelaterie cinese Mixue Ice Cream & Tea

ZHENGZHOU – C’è un nuovo re sulla montagna del fast food, è una catena di cui non avrete mai sentito parlare perché non ha neanche una punto vendita in Italia: si chiama Mixue Ice Cream & Tea, è un’azienda cinese con 45 mila negozi nel mondo, più di Starbucks (40.199 mila punti vendita) e McDonald’s, che con i suoi 43 mila ristoranti era il precedente detentore del primato. Possibile che un fast food che nessuno in Occidente ha mai sentito nominare sia diventato il più grande del mondo? Possibile, sì: come riporta il Wall Street Journal, Mixue Ice Cream & Tea ha il 90 per cento dei suoi punti vendita in Cina, il restante 10 per cento tra Thailandia, Singapore, Vietnam, Indonesia e Malesia.

Fondata nel 1997 da Zhang Hongchao a Zhengzhou, provincia di Henan, Mixue all’inizio vendeva solo l’equivalente cinese della granite e bibite fresche. Con gli anni l’azienda è cresciuta moltissimo, grazie ai prezzi rimasti sempre popolari e al modello di business basato sul franchise.

Oggi il menu di Mixue è amplissimo, ma i classici sono rimasti più o meno invariati dal 1997 a oggi: una coppa di gelato al prezzo di uno yuan (più o meno 15 centesimi), un bicchiere di bubble tea a un costo che varia da un minimo di 30 centesimi a poco di più di un euro.

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Armani/Dolci by Guido Gobino lancia la collezione Pasqua 2025

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guido gobino pasqua Armani/Dolci
L'offerta di Pasqua (immagine concessa)

MILANO – Per Armani/Dolci by Guido Gobino la Pasqua è una vera festa di sapori raffinati e sorprendenti. A cominciare dall’uovo, limited edition da 440 gr, al latte con granella di nocciola e finocchietto oppure doppio strato di cioccolato fondente e lampone. Oltre alla tradizionale colomba, soffice e profumata, la collezione propone le piccole uova da 55 gr al latte o fondente nelle classiche tin box, e gli ovetti in quattro gusti limited edition: fondente mono origine Ecuador, latte ripieno di nocciola e caffè indiano, guscio ai frutti di bosco con ripieno di crema di cacao, guscio al mango con ripieno di crema di cioccolato fondente.

La collezione Armani/Dolci by Guido Gobino di Pasqua

Sempre disponibile la confezione contenente un assortimento di prodotti continuativi e di ovetti, da regalare o da regalarsi.

A tanta raffinatezza corrisponde un packaging ricco e sofisticato, che richiama le geometrie dell’architettura Art Deco rievocate in particolare da una giacca color cipria e oro della collezione Giorgio Armani donna primavera/estate 2025 presentata a New York.

Le sleeve, che ne riproducono il colore e il motivo effetto traforato, ricoprono tutte le confezioni, chiuse da cordoncini in tinta con tag dedicata.

La collezione è disponibile da oggi nei punti vendita Armani/Dolci di Milano, Tokyo, New York e Dubai, online qui e su www.cosaporto.it per la città di Milano.

Students’ Creative Food: concluso il contest di cucina, al 1° posto la squadra spagnola di Alcalà De Henares

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Students’ Creative Food
La squadra vincitrice di Alcalà De Henares (immagine concessa)

SONDALO (Sondrio) – Si è concluso con grande successo Students’ Creative Food, il contest internazionale di cucina, pasticceria, sala e bar organizzato da APF Valtellina. L’istituto professionale, con il contributo di Regione Lombardia e il supporto della Provincia di Sondrio, ha confermato il proprio impegno per una formazione innovativa e di qualità, offrendo ai suoi studenti un’esperienza formativa di respiro internazionale.

La competizione, svoltasi dal 3 al 7 marzo presso la sede di Sondalo di APF Valtellina, ha rappresentato un’opportunità unica per i partecipanti, ospitati nel convitto dell’istituto insieme alla giuria d’eccezione chiamata a valutarli. Quindici team stranieri si sono sfidati nella preparazione di un menù completo, garantendo un servizio impeccabile agli ospiti e ai giudici.

Il contest si è concluso con una cerimonia finale ricca di emozioni, caratterizzata dalla presentazione di nuovi progetti, dalla premiazione delle squadre e da spettacolari show cooking.

La serata è proseguita con una cena alla presenza di numerose autorità istituzionali e rappresentanti del mondo imprenditoriale, tra cui Davide Menegola, Presidente della Provincia di Sondrio; Ilaria Peraldini, Sindaca di Sondalo; Giorgio Visini, Confindustria Lecco-Sondrio; Andrea Scala, Unione del Commercio e dei Servizi di Sondrio; Francesco Cossi, Presidente Comunità Montana Alta Valtellina; Maurizio Gandolfi, Presidente Ente Promozione Turistica Bormiese; Ivar Foglieni di Europe 3000; Marco Bonat, Segretario Generale Camera di Commercio di Sondrio; Stefania Palma, Direttore Generale Fondazione ITS Innovazione Agroalimentare; Gionni Gritti, Presidente Confartigianato Imprese Sondrio; Paola Dolzadelli e Marco Chiapparini del Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina, oltre all’intero CDA di APF Valtellina e numerosi partner e sponsor che hanno sostenuto l’iniziativa.

A dare il via alla cerimonia è stato Guido Porrati, titolare della bottega tradizionale ParlaComeMangi di Rapallo e attore, che ha introdotto gli ospiti e gli interventi della serata. Il primo momento di rilievo è stato il collegamento con lo chef stellato Alessandro Negrini del ristorante Il Luogo di Aimo e Nadia, che ha presentato il Progetto ALPINA High School e ha ricevuto un riconoscimento per il suo contributo.

A seguire, il pubblico ha potuto assistere a due show cooking di grande interesse. Il primo, curato dallo chef Cheng Si Yuan del ristorante Si Yuan di Milano, ha visto la preparazione dei tradizionali Chinese Lamian from Lanzhou, con una dimostrazione interattiva che ha permesso ad alcuni presenti di assaggiare il piatto. “La mia missione è far conoscere la cucina della mia terra natale e permettere a chiunque di assaporare la profondità della cultura gastronomica cinese”, ha dichiarato lo chef, sottolineando il valore delle tecniche tradizionali impiegate per garantire autenticità ai suoi piatti.

Il secondo show cooking ha visto protagonista il campione del mondo di pasticceria Filippo Valsecchi e dallo chef Giorgio Ferrari del ristorante Porticciolo. La loro dimostrazione ha conquistato il pubblico con un raffinato dessert a base di meringa e lamponi. Entrambi gli eventi si sono conclusi con la consegna di targhe di riconoscimento agli chef.

La cerimonia di premiazione

La vera e propria cerimonia di premiazione è stata introdotta dal responsabile dell’area progetti e alta formazione di APF Valtellina, Marco Cimino, che ha ripercorso le fasi salienti del contest, anche attraverso un video riassuntivo delle giornate di gara, realizzato da Unica Tv.

Sul palco sono poi saliti il Direttore di APF Valtellina, Evaristo Pini, il Presidente Elio Moretti, il Presidente della Provincia di Sondrio, Davide Menegola, e la responsabile della sede di Sondalo di APF Valtellina, Valentina Mostacchi, che hanno espresso il loro orgoglio per il successo dell’iniziativa.

Un altro momento significativo della serata è stato il riconoscimento alle cinque donne che hanno supportato il contest in diverse funzioni: Camilla Panzeri, membro della giuria e restaurant manager; Loredana Pasini, docente e responsabile social media; Valeria Puca, dell’Ufficio Turismo di APF Valtellina; Susanna Vanoni, operatrice turistica; e Valentina Mostacchi, responsabile della sede di Sondalo. A ciascuna di loro è stato consegnato un bouquet di fiori e una medaglia ricordo.

Successivamente, tutte le squadre partecipanti al contest sono state invitate sul palco per ricevere il premio di partecipazione e le medaglie di Students’ Creative Food. Anche Mrs. Charuna, rappresentante della Regione della Mongolia Interna in Cina, ha ricevuto il premio di partecipazione, con la consegna del piatto commemorativo.

Ecco le squadre partecipanti:

Italia

APF Valtellina (Sondalo)

IPSSAT “R. Chinnici” (Nicolosi-Santa Maria di Licodia)

Francia

Lycée des Métiers Roberval (Breuil Le Vert)

LP Léonard de Vinci (Trith Saint Léger)

Spagna

Escuela de Hostelería y Turismo (Alcalà de Henares)

Trith Saint Léger (Zaragoza)

Romania

Colegiul Economic Dionisie Pop Martian (Alba Iulia)

Slovenia

Vocational College for Hospitality, Wellness and Tourism (Bled)

Slovacchia

The Secondary Vocational School of Hotel Services and Business (Zvolen)

Albania

Kristo Isak Vet School (Berat)

Polonia

Zespol Szkol Gastronomiczno-Hotelarskich (Danzica)

Danimarca

ZBC, Kokke og Tjenerskole (Slagelse)

Lettonia

State Ltd. Riga Technical School of Tourism and Creative Industry (Riga)

Vietnam

ItaCentro – Università di HANOI (Hanoi)

La fase della premiazione è iniziata con l’intervento del Presidente di Giuria, Chef Luigi Gandola, che ha introdotto i membri della giuria e illustrato i criteri di valutazione. Sono stati poi assegnati i Techniques Awards, riconoscendo l’eccellenza nelle varie categorie:

  • Zero waste award: Italia – Sondalo;
  • Best pizza dressing award: Spagna – Zaragoza;
  • Best starter award: Slovacchia – Zvolen;
  • Best main course award: Spagna – Alcalà de Henares;
  • Best dessert award: Slovacchia – Zvolen;
  • Best mise en place award: Francia – Breuil Le Vert;
  • Best service team award: Spagna – Alcalà de Henares;
  • Best pairing award: Italia – Nicolosi, premiata da Giuseppe Giussani e Matteo Brenna del Ristorante “Il Porticciolo” di Lecco.

Si è poi passati alla consegna dei Soft Skills Awards, che hanno valorizzato le competenze relazionali, la creatività e l’innovazione dei partecipanti. A premiare i vincitori sono stati esperti del settore e rappresentanti degli sponsor del contest:

Elegance and style in the service award – Slovacchia Zvolen, premiata da Giorgio Uccellini, HR Manager di Blu Hotels;

Elegance and cleaning in the kitchen award – Slovenia Bled, premiata da Gianandrea Rossi, Direttore Commerciale di Coltellerie Ambrogio Sanelli;

Country testimonial award – Albania Berat, premiata da Emilio Colombo del Timbrificio Bonacina;

Communication award – Lettonia Riga, premiata da Giorgio Visini di Confindustria Sondrio Lecco;

Relational skills award – Danimarca Slagelse, premiata da Stefania Palma della Fondazione ITS Agroalimentare;

Problem solver award – Spagna Alcalà De Henares, premiata da Andrea Scala dell’Unione del Commercio-Turismo-Servizi di Sondrio;

Innovative combination award – Polonia Gdansk (Danzica), premiata da Gionni Gritti, Presidente di Confartigianato Imprese Sondrio;

Creative performance award – Romania Alba Iulia, premiata dal dott. Marco Missaglia, Specialista in Scienza dell’Alimentazione e Endocrinologia Sperimentale.

Adopted citizen of valtellina award – Italia Nicolosi, premiata da Francesco Cossi,

Presidente della Comunità Montana Alta Valtellina, e Ilaria Peraldini, Sindaco di Sondalo;

Special award in memoria dello chef Claudio Prandi – Slovenia Bled, premiata da Mauro Bolis, Stylist Manager, e Fausto Silvestri dell’Associazione Mattias Peri.

Infine, il momento più atteso della serata è arrivato con la proclamazione delle tre migliori squadre dell’edizione 2025 di Students’ Creative Food.

Il terzo posto è stato conquistato dalla squadra della Slovenia, premiata da Paola Dolzadelli e Marco Chiapparini del Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina. La seconda posizione è andata alla Slovacchia di Zvolen, con il premio consegnato da Elio Moretti, Presidente di APF Valtellina, ed Evaristo Pini, Direttore di APF Valtellina.

A salire sul gradino più alto del podio è stata la squadra spagnola di Alcalà De Henares, che si è distinta per l’eccellenza in cucina e nel servizio. A premiare i vincitori è stato Davide Menegola, Presidente della Provincia di Sondrio, in un momento di grande emozione e applausi.

La serata si è conclusa con una raffinata cena di gala nella sala ristorante, durante la quale il dottor Marco Missaglia, Specialista in Scienza dell’Alimentazione e Endocrinologia Sperimentale e membro del Comitato Scientifico CediSA dell’Università del Piemonte Orientale, ha presentato “A scuola di salute”, il programma televisivo in cinque puntate realizzato da APF Valtellina con Unica TV.

L’edizione 2025 di Students’ Creative Food si è così conclusa confermando il valore della competizione come vetrina internazionale per giovani talenti della ristorazione e dell’ospitalità.

Il presidente della Provincia di Sondrio, Davide Menegola, ha sottolineato il valore umano dell’esperienza: “Eventi come questo dimostrano che costruire relazioni oltre i confini è possibile. E questi ragazzi ci danno una grande speranza per il futuro, perché mostrano che lavorare insieme può superare qualsiasi difficoltà. È per questo che dobbiamo continuare a investire nei giovani e credere in loro”.

Elio Moretti, presidente APF Valtellina ha espresso il suo orgoglio per l’evento e per la struttura che rappresenta: “Questo contest ha celebrato la passione per la cucina e l’arte dell’ospitalità, lasciando un segno indelebile nei partecipanti. Da quando sono presidente, ho compreso ancora di più l’importanza di questa struttura, portata avanti da persone straordinarie. Ringrazio tutti per il lavoro eccezionale svolto. In un momento storico complesso, vedere l’unione di tanti Paesi diversi è un segnale di grande valore, che rende questa iniziativa ancora più significativa”.

Evaristo Pini, direttore di APF Valtellina, ha collegato l’evento ai valori olimpici: “A meno di un anno dalle Olimpiadi Invernali, possiamo dire di aver realizzato una piccola impresa. Abbiamo portato qui gli stessi valori che animano i giochi olimpici: competizione sana, crescita e amicizia. Un incontro di culture e talenti che arricchisce tutti noi”.

Marco Cimino, responsabile del contest, ha sottolineato l’importanza di questa prima edizione: “In un anno così prossimo ai Giochi Olimpici, questo evento rappresenta non solo un’eccellenza nella formazione, ma anche un’opportunità per valorizzare il territorio della Valtellina. Il merito va a tutti i ragazzi che, con il loro impegno, sono stati fondamentali per la riuscita dell’evento. Sono stati ambasciatori della nostra scuola con professionalità e passione. Un ringraziamento speciale va anche agli sponsor e ai partner istituzionali, che hanno creduto in questa iniziativa e nel valore di una formazione di qualità, dimostrando al tempo stesso grande vicinanza ad APF Valtellina”.

Valentina Mostacchi, responsabile della sede di Sondalo, ha evidenziato il forte legame che si è creato tra i partecipanti: “Questa esperienza non è stata solo una competizione, ma un viaggio. E oggi non rappresenta un traguardo, bensì una tappa di un lungo percorso. I nostri studenti, pur rimanendo nella loro sede, hanno vissuto un’esperienza multiculturale e altamente formativa. Oltre alle competenze tecniche e professionali, hanno acquisito capacità di socializzazione fondamentali per la loro crescita personale. Grazie a tutti per aver reso possibile tutto questo.”

Infine, il presidente di Giuria, chef Luigi Gandola, ha elogiato il livello della competizione: “I concorrenti hanno dimostrato una preparazione tecnica straordinaria, rendendo il nostro compito di giudici tutt’altro che semplice. Questa competizione è stata molto più di una gara: è stata un’occasione per creare connessioni, non solo tra persone, ma anche tra sapori e tradizioni culinarie. Il valore più grande? Aver conosciuto nuove persone e aver condiviso insieme questa esperienza unica. Complimenti a tutti!”

Stoppani sul turismo balneare: “È strategico per l’Italia: servono regole chiare”

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fipe stoppani
Lino Enrico Stoppani interviene agli Stati Generali del Turismo Balneare (immagine concessa)

ROMA – Intervenendo agli Stati Generali del Turismo Balneare, organizzati dal SIB a Roma, il presidente della Federazione Fipe Lino Enrico Stoppani ha sottolineato il ruolo cruciale del turismo balneare nell’economia italiana e la necessità di un quadro normativo stabile che consenta alle imprese del settore di programmare investimenti a lungo termine.

Il turismo balneare

Lino Enrico Stoppani: “Il turismo balneare rappresenta un asset strategico per l’Italia e contribuisce in modo significativo alla crescita del comparto turistico nel suo complesso. Per questo, è indispensabile garantire stabilità normativa e sostenibilità economica alle imprese, affinché possano investire con sicurezza e migliorare l’offerta turistica”.

Stoppani aggiunge: “Servono regole chiare che tutelino le nostre coste, valorizzino l’esperienza e la professionalità degli operatori balneari e preservino un modello che, negli anni, ha saputo attrarre e fidelizzare sia i turisti italiani sia gli stranieri”.

Senza certezze sul futuro, si rischia di compromettere un patrimonio imprenditoriale e culturale che ha fatto grande il nostro turismo costiero”, ha concluso Stoppani.