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venerdì 04 Aprile 2025
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Luca Montagna, Artcafé, mette 16 grammi di monorigine specialty nel flacone dedicato ai ristoranti: “Un ottimo modo per far cultura”

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Luca Montagna con la materia prima (foto concessa)
Luca Montagna con la materia prima tostata (foto concessa)

MILANO – Di recente Luca Montagna, titolare dell’Artcafé di Parma, è comparso su queste pagine in occasione del lancio della miscela nata dalla collaborazione con la start-up Nzatu e ora torna per descrivere la porzione monodose di specialty dedicata ai ristoranti, realizzata per rimediare al doppio problema di volumi bassi e freschezza della materia prima.

Montagna partiamo proprio dal contenitore

“Il flacone di alluminio è dotato di un tappo in grado di preservare in maniera straordinaria il caffè. Ci serviva un contenitore particolare per una dose da 16 grammi di caffè e certamente non poteva essere di plastica. In seguito a diverse mie ricerche svolte durante la pandemia, ho trovato un’azienda inglese e, una volta testato diversi campioni, abbiamo realizzato che proprio la bottiglietta faceva al caso nostro: ermetica, con chiusura a vite e una shelf life di qualche mese.

Ma perché proprio 16 grammi?

I flaconi di specialty (foto concessa)

“Insieme al mio braccio destro Vito Schiavo, trainer della nostra torrefazione, abbiamo provato innanzitutto a partire dal single dose con un macinacaffè Ceado, che prepara esattamente la quantità inserita nella campana, senza che si verifichi il fenomeno di ritenzione.

L’esigenza è nata dal fatto che, trattando moltissimi specialty, da diverse origini, mi sono dovuto porre la domanda: come faccio a sfruttarli in maniera migliore nei locali? I macinadosatori esposti nei bar solitamente, contengono dei caffè già vecchi rimasti esposti all’aria per parecchio tempo e il risultato finale rischia spesso di non rispecchiare il lavoro della nostra torrefazione a monte.

Quindi ci siamo chiesti: come garantire un prodotto fresco e differenziato? Abbiamo pensato al flacone, abbinato al grinder di Ceado. Tutto questo ci ha permesso di servire una tazzina migliore: per una materia prima di un certo livello, Arabica, con un prezzo più elevato, invece che usare la single dose e rischiare di estrarla male, abbiamo scelto il double shot così da ottenere due tazzine separate, oppure in double shot come sarebbe ideale con gli specialty.

In singola degustazione o meno, il caffè finale risulta buono.

L’esperienza che abbiamo pensato è arricchita da una carta degli specialty coffee, per cui ogni origine da noi acquistata è abbinata alla sua singola scheda tecnica contenente la provenienza, i processi di lavorazione e tostatura, i sentori organolettici, a disposizione del cliente che può scegliere cosa gli arriva al tavolo.

Parliamo di un servizio completo, un’ottima vetrina per qualsiasi ristorante e locale che voglia distinguersi con una tazzina specialty.

Le monorigini Artcafé (foto concessa)

Ora abbiamo iniziato a collaborare con dei ristoranti e pasticcerie che hanno la possibilità durante l’arco della giornata di far consumare una tazza di caffè con un po’ di tempo e spazio a disposizione. Presentare diversi specialty su un carrello apposito nei ristoranti, direttamente al tavolo a fine portata, dà la possibilità al cliente di scegliere non solo l’origine ma anche il metodo di estrazione preferito: chemex, V60, syphon, sono pronti per essere usati con un altro macinadosatore settato sul filtro. Resta lo stesso flacone, in doppia dose, ma con una tostatura differente.

È un ottimo modo di fare cultura dello specialty. Abbiamo la fortuna di essere già in contatto con diversi ristoranti che si sono mostrati ricettivi e hanno riscosso dei buoni riscontri, così come i coffee shop specializzati. Sono convinto che sia un discorso che toccherà più luoghi di ricezione in futuro.

Inoltre, il flacone si presta molto bene anche al food pairing: ad esempio abbiamo organizzato delle cene dedicate con un menù a base soltanto di caffè, dall’antipasto, sino al dolce, utilizzando per ogni portata uno specialty diverso.”

Oltre ai ristoranti potrebbe essere indirizzata al consumo domestico prosumer?

“Il consumatore più evoluto che ha la macchina per espresso in casa, potrebbe facilmente acquistare il flacone. Ad esempio lo uso a casa mia e lo offro anche ai miei ospiti e mi piace molto stare al tavolo con più persone e poter proporre loro cinque referenze diverse allo stesso tempo. Questo credo che sia un modo per confrontarsi e favorire lo scambio. E il contenitore poi è riutilizzabile una volta svuotato, basta sterilizzarlo e poi riempirlo di nuovo.

Per ora contiene solo monorigini, ma in futuro potrebbe essere la prossima fase inserire anche lo specialty in miscela, che secondo la mia visione di torrefattore è un’unione di gusti che mette maggiormente in gioco le nostre competenze di roasters.”

Dove si trova in vendita e a che prezzo?

Montagna: “La vendita al pubblico parte dai 7 euro per il Blue Mountain e arriva ai 4 euro per gli altri caffè – ne abbiamo attualmente una trentina a disposizione, che consiglierei di alternare per far assaggiare regolarmente una tazzina diversa al consumatore -. Li distribuiamo noi con Artcafé e prossimamente si troveranno anche sul sito online.”

Expocacer, nella Regione del Cerrado Mineiro, Glaucio de Castro: “Produzione media di 6 milioni di sacchi all’anno”

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Gláucio de Castro expocacer
Gláucio de Castro, (foto concessa)

MILANO – Expocacercooperativa del Cerrado Mineiro che fornisce un supporto diretto ai coltivatori e li aiuta nello stoccaggio, nella commercializzazione e nell’esportazione del loro caffè, guidandoli anche nei processi di sostenibilità e certificazione – si racconta attraverso le parole di Gláucio de Castro, presidente della Federazione dei coltivatori di caffè del Cerrado.

Un uomo che ha questo ruolo nel suo DNA, visto che suo padre ha partecipato alla creazione della cooperativa fin dai primi anni e ora sostiene lo stesso progetto che è cresciuto nel tempo.

Cerrado Mineiro (foto concessa)

Ma prima, una premessa importante per chiarire il rapporto tra Expocacer e la Federazione dei coltivatori di caffè del Cerrado: La Federazione è responsabile del rilascio della certificazione della Denominazione di Origine (DO) del caffè Cerrado Mineiro, istituita nel 2013. La Federazione si occupa di garantire la qualità, l’autenticità e la tracciabilità del caffè, allineando il prodotto della regione agli standard di qualità internazionali.

Expocacer lavora direttamente con i coltivatori, fornendo supporto logistico, facilitando certificazioni per la sostenibilità e le pratiche rigenerative, oltra ad essere un collegamento tra il verde e il mercato. Expocacer si occupa della parte operativa, aiutando i coltivatori a soddisfare i criteri richiesti per le certificazioni ed esportando il loro caffè a livello globale.

Queste due entità collaborano strettamente, ma le loro funzioni sono distinte: la Federazione stabilisce gli standard e protegge la DO, mentre Expocacer sostiene l’attuazione pratica di tali standard, in particolare attraverso iniziative di sostenibilità.

Gli ultimi risultati che hanno caratterizzato il Cerrado Mineiro

Nel 2024, la regione ha registrato un notevole aumento del 160% nella certificazione dell’origine del caffè, raggiungendo un totale di 300.500 sacchi certificati, rispetto al 2023. Questa crescita significativa è il risultato di misure strategiche attuate per migliorare il controllo dell’origine, la tracciabilità e i processi di certificazione, rafforzando al contempo il profilo del caffè della regione nel mercato globale.

Questi progressi includono la certificazione del caffè “bica corrida” subito dopo il raccolto, snellendo il processo di certificazione. Inoltre, solo i caffè che hanno ottenuto un punteggio superiore all’80 sono ora certificati, garantendo che solo la materia prima di qualità più elevata soddisfi i rigorosi standard della regione.

Il processo di tracciabilità è stato esteso oltre l’area delimitata, consentendo di seguire il verde anche quando viene stoccato fuori dalla regione. Infine, è stata implementata la consegna automatica dei certificati e dei rapporti di qualità agli acquirenti, migliorando la trasparenza, la fiducia nel prodotto e soddisfacendo i requisiti dei mercati internazionali.

Expocacer: dal 1993 a oggi, come è cambiato il mercato del caffè del Cerrado Mineiro?

“Abbiamo iniziato il nostro lavoro nel 1993, 31 anni fa, come associazione. Ora abbiamo 6 cooperative e 6 associazioni sotto di noi. Solo in un secondo momento siamo diventati una cooperativa: l’Associazione rappresenta i produttori da un punto di vista politico, per rispondere alle esigenze ambientali e lavorative; con le cooperative, inoltre, possiamo avere anche dei magazzini in cui stoccare il caffè dei nostri agricoltori, che poi possono vendere attraverso di noi.

Nel 1993 abbiamo fatto la scelta di valorizzare il nostro caffè – il primo concorso è stato nel 1991 con illycaffè – che sappiamo essere di alta qualità: nei vari concorsi la nostra materia prima, il Cerrado Mineiro, si è distinta più volte.

Ci siamo quindi posti l’obiettivo di farne la nostra identità: nel 2005 abbiamo ottenuto la prima prova che potesse attestare la diversità del nostro prodotto, unico per qualità e sapori. Abbiamo voluto dargli una denominazione d’origine, nel 2013, per il desiderio di mostrarlo come un marchio nelle confezioni che vendiamo in tutto il mondo.

I sacchi di caffè (foto concessa)

Nel 2022 abbiamo contato 1 milione di sacchi di questo caffè ed esportiamo in più di 30 Paesi”.

Quali sono i principali mercati di riferimento per Expocacer e dove vorreste rafforzarvi?

“Il Paese più importante per noi in termini di esportazioni è l’Europa, Italia e Germania sono i più significativi, ma poi vendiamo anche in Giappone e negli Stati Uniti: quest’ultimo è il mercato che vorremmo penetrare maggiormente. Stiamo cercando di migliorare e ampliare le opportunità di business verso questo Paese”.

Da quanto tempo e perché avete creato un’unità dedicata agli specialty coffee e quanto rappresenta in termini di volume rispetto al totale del caffè che trattate?

“Abbiamo avviato il primo concorso nel Cerrado Mineiro nel 2012: la prima volta abbiamo deciso di elevare la qualità della materia prima tra i produttori, che hanno trovato il modo di fare del loro meglio e, a riprova di questo cambio di passo, quest’anno abbiamo contato 5147 coltivatori che si sono proposti per i concorsi.

Lo sguardo verso le specialità è dovuto al nostro interesse per la continua ricerca di un caffè di qualità sempre più elevata: competere con questi caffè dà molta buona visibilità al Cerrado Mineiro.

Parlando di numeri: abbiamo una media di 6 milioni di sacchi all’anno, una percentuale di esportazione del 70% e una media del 40-60% di caffè con punteggio dagli 80 in su per tutto il verde prodotto – esportato e venduto internamente -.

Il 15% del caffè che ha ottenuto un punteggio superiore ad 80 proviene da micro e nanolotti altamente valutati”.

Expocacer distingue tra caffè classico, caffè industriale e caffè speciale: può spiegare la differenza tra queste categorie?

“Quasi tutti i caffè del Cerrado Mineiro si collocano nella fascia tra gli 80 e gli 84 punti: stiamo certamente parlando di un caffè già molto buono, che possiamo definire classico. Lo specialty supera naturalmente questa soglia e deve andare oltre gli 86 per essere considerato tale. Il caffè industriale, invece, è quello che presenta molti difetti ed è solitamente destinato al consumo interno.”

Quali certificazioni rilascia Expocacer e in che modo rappresentano una soluzione sia per i coltivatori che per gli importatori?

“Oggi ci sono tantissime certificazioni ed è un problema per i produttori perché sono legati alla decisione di qualcuno che viene dall’esterno nelle loro piantagioni per controllare ogni aspetto della produzione e del processo: non è facile per un agricoltore affrontare questo.

Con Expocacer abbiamo creato una Federazione che lavora insieme per creare conoscenza intorno al Cerrado Mineiro. Stiamo cercando di formulare un unico protocollo che possa racchiudere le diverse certificazioni, il che può facilitare le cose ai produttori: tuttavia, non è un metodo immediatamente comprensibile dagli importatori. Abbiamo iniziato a spingere sulla comunicazione quest’anno e forse nel 2025 avremo i primi risultati.

Expocacer garantisce le principali certificazioni, ma le stiamo mettendo tutte – tranne il Biologico – sotto un unico protocollo che abbiamo studiato e approvato.”

Quanti soci ha la vostra cooperativa e, di questi, quanti sono i grandi e quanti i piccoli agricoltori?

“Attualmente le nostre cooperative contano 7000 famiglie. Il 20% di queste è di grandi dimensioni – nell’ordine dei 5000 ettari coltivati a caffè – e il 50% è di piccole dimensioni – circa 15 ettari e oltre -. Mentre il restante 30% è costituito da agricoltori di medie dimensioni. Trattiamo maggiormente con i piccoli agricoltori e questo ci dà molto più lavoro, perché è più facile gestire grandi volumi”.

Qual è il valore aggiunto di far parte di Expocacer per il farmer?

“Avere accesso al mercato: le cooperative si occupano di trovare gli sbocchi giusti per un prodotto di alta qualità. Essere membri di Expocacer dà anche la possibilità di migliorare la propria materia prima o di riconoscere che si coltiva già un caffè speciale e quindi essere più competitivi sul mercato.”

Come si diventa membri di Expocacer?

“E’ necessario essere produttori nel Cerrado Mineiro di Arabica, rispettando le condizioni di lavoro di sostenibilità sociale e ambientale che abbiamo stabilito e che vogliamo siano garantite attraverso continui controlli. Poi si può entrare in contatto con gli uffici delle cooperative che si dedicano ai nuovi ingressi: a loro si può consegnare la domanda per diventare un nuovo socio e avviare così la procedura per verificare se si soddisfano i nostri standard.

L’adesione a Expocacer è totalmente gratuita”.

EUDR: Expocacer è all’avanguardia su questo tema. Ci parli delle strategie già in atto e di quelle che svilupperete per affrontare questa sfida?

“In Brasile non abbiamo particolari problemi con il caffè rispetto alla normativa: già coltiviamo e siamo strutturati per esportare caffè che non disbosca, il che ci permette quindi di essere preparati a questa sfida”.

Quali altri obiettivi si pone Expocacer nei prossimi anni?

“Continuare a collaborare tra di noi e con le aziende, così come abbiamo fatto finora con illycaffè. Vorremmo creare nuovi hub a Londra, in Corea, negli Stati Uniti e aumentare ulteriormente la qualità del nostro caffè per raggiungere tutti i mercati con questa forte identità.

Per quanto riguarda la minaccia del cambiamento climatico – che quindi mette l’Arabica più a rischio rispetto alla Robusta – stiamo lavorando molto su nuovi sistemi di irrigazione, sulla coltivazione di semi in grado resistere a temperature diverse e quindi di migliorare le condizioni del suolo, che sarà più ricco di acqua. Nel Cerrado Mineiro stiamo anche cercando di procedere con l’agricoltura rigenerativa: la prima azienda agricola di questo tipo è proprio nella nostra regione.”

Trung Nguyen: tecnologia italiana per la torrefazione che esporterà il caffè vietnamita in tutto il mondo

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Trung Nguyen Legend
Il logo di Trung Nguyen Legend

MILANO – Tecnologia italiana e tedesca per quello che si preannuncia sin d’ora come il più grande stabilimento net-zero per la trasformazione del caffè del sud-est asiatico: lunedì 10 marzo ha avuto luogo, nella zona industriale di Buon Ma Thuot – capoluogo della provincia del Dak Lak, massima area di produzione del Vietnam – la cerimonia di inizio dei lavori per la costruzione della fabbrica Trung Nguyen Legend “Energy Coffee Factory”, che sorgerà su un’area di 50 mila metri quadrati, per un investimento di un’ottantina di milioni di dollari.

Trung Nguyen Legend è il più importante marchio del caffè vietnamita: esporta in un centinaio di paesi e territori, compresi: Usa, Ue, Canada, Russia, Cina, Giappone e paesi Asean.

Presesente alla cerimonia anche la direttrice esecutiva dell’Ico Vanúsia Nogueira, ospite del 9° Buon Ma Thuot Coffee Festival, in corso in questi giorni.

La costruzione avverrà in due fasi. La fabbrica utilizzerà le più avanzate tecnologie italiane e tedesche – fa sapere l’azienda – sarà ad alta efficienza energetica, ecosostenibile e conforme agli standard Net Zero.

Il progetto prevede una densità di costruzione massima del 60%, con oltre il 20% destinato a verde. L’edificio presenterà tratti architettonici propri della civiltà ottomana, romana e Zen, fusi con elementi culturali autoctoni.

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SIGEP World 2026 anticipa le date: la Fiera si svolgerà a Rimini da venerdì 16 a martedì 20 gennaio

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SIGEP World 2025 (immagine concessa)

RIMINI Italian Exhibition Group (IEG) annuncia le nuove date di SIGEP World per il 2026. Il salone internazionale di gelateria, pasticceria e cioccolato, panificazione, caffè e pizza si terrà in fiera a Rimini dal 16 al 20 gennaio, dal venerdì al martedì. SIGEP World conferma così il suo ruolo di primo grande appuntamento dell’anno per il settore foodservice, punto di riferimento per trend e innovazione.

SIGEP World: annunciata l’anticipazione per l’edizione 2026

Infatti, in linea con l’anticipazione di un mese annunciata dal Gulfood di Dubai per l’edizione 2026 – dettata dalle esigenze del Ramadan – anche SIGEP World ha scelto di rivedere il proprio calendario.

Con un duplice obiettivo: da un lato, evitare sovrapposizioni con altri eventi internazionali, offrendo agli espositori una gestione più sostenibile degli appuntamenti fieristici; dall’altro, massimizzare le opportunità di business garantendo un afflusso ottimale di visitatori sia nazionali, sia internazionali.

Si tratta dunque di un adeguamento strategico che conferma l’attenzione di IEG, per tutti i suoi prodotti, alle dinamiche globali del settore.

Anche nel 2026, in un territorio tradizionalmente vocato all’innovazione e ai temi dell’ospitalità qual è Rimini, SIGEP World offrirà una panoramica completa, dai prodotti, ingredienti e servizi alle attrezzature, arredi, soluzioni di packaging e tecnologie.

Le aziende metteranno in mostra e presenteranno il futuro dell’industry ai buyers in arrivo da tutto il mondo, mentre i maggiori protagonisti globali dei comparti rappresentati all’interno della manifestazione offriranno momenti esclusivi – convegni, campionati, dimostrazioni e via enumerando – che accenderanno i riflettori sulle tendenze future e sui gusti ancora inesplorati.

Victoria Arduino protagonista al temporary store Orlinski – Le Café a Parigi con Eagle One dentro il Carrousel del Louvre

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Orlinski - Le Café victoria arduino
Orlinski - Le Café (immagine concessa)

PARIGI – Nel cuore di Parigi, all’interno del prestigioso Carrousel du Louvre, è stata offerta un’esperienza unica che fonde arte e caffè d’eccellenza: Orlinski – Le Café. Questo temporary caffè portava la firma di Richard Orlinski, uno degli artisti contemporanei più celebri al mondo, noto per le sue sculture audaci e iconiche. In questo spazio esclusivo, l’arte si manifestava non solo nelle opere esposte, ma anche nel design e nella preparazione del caffè, trasformando ogni tazzina in un’esperienza multisensoriale.

Un connubio tra design e innovazione: Eagle One di Victoria Arduino

Per offrire un’esperienza di caffè straordinaria, Richard Orlinski ha scelto di integrare nel suo caffè una macchina per espresso Eagle One a due gruppi di Victoria Arduino, che ha personalizzato per rispecchiare la sua visione artistica. Questa macchina non è solo un capolavoro di design, ma rappresenta anche l’eccellenza nella tecnologia del caffè.

La Eagle One a due gruppi di Victoria Arduino (immagine concessa)

Perché Eagle One?

L’Eagle One è stata progettata per combinare prestazioni, innovazione e sostenibilità, garantendo un’estrazione impeccabile in ogni tazza. Alcuni dei suoi punti di forza includono:

  • Tecnologia NEO (New Engine Optimization): ottimizza il consumo energetico riducendo gli sprechi e garantendo un’estrazione sempre consistente.
  • Materiali innovativi e sostenibili: la macchina per caffè espresso è realizzata con materiali eco-friendly, minimizzando l’impatto ambientale.
  • Compattezza ed efficienza: pensata per spazi dinamici e moderni, senza compromettere la qualità del caffè.
  • Un design iconico: la versione personalizzata per Orlinski – Le Café fonde la visione estetica dell’artista con le linee eleganti della macchina, rendendola un vero pezzo da collezione.
Un cappuccino a regola d’arte (immagine concessa)

Un’esperienza unica nel cuore di Parigi

Orlinski – Le Café è stato molto più di un semplice caffè; è stato una galleria vivente con un’atmosfera calda e piacevole, dove ogni creazione culinaria era un capolavoro da assaporare. Unendo arte e gastronomia, Orlinski ha presentato una serie di creazioni uniche e iconiche che, abbinate al caffè, hanno offerto un’esperienza sensoriale di livello superiore.

Grazie a Eagle One, ogni espresso servito diventava un viaggio sensoriale, che fondeva l’eccellenza dell’arte della caffetteria di alto livello con la visione avanguardista di Richard Orlinski.

Ispirato dalla cultura pop e dagli oggetti di uso quotidiano, Richard Orlinski ha rapidamente sviluppato uno stile inconfondibile, creando sculture dinamiche—spesso raffiguranti animali—che simboleggiano libertà, potenza e passione. I suoi audaci design sfaccettati, animati da vibranti colori pop, hanno conquistato il pubblico di tutto il mondo.

Gli elementi di cultura pop (immagine concessa)

Riconosciuto per aver ridefinito i confini dell’arte, l’artista contemporaneo francese ha reinterpretato l’esperienza culinaria, immergendosi per la prima volta nell’universo della gastronomia e dimostrando che l’arte dell’esperienza sensoriale può essere tanto affascinante e ispirante quanto le sue sculture.

Dalla Corte sponsor con le sue macchine professionali per espresso del Campionato baristi SCA UK 2025-27

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dalla corte
Dalla Corte Zero (immagine concessa)

ST ALBANS – La filiale britannica di Dalla Corte, produttore globale di macchine per espresso italiane professionali, annuncia la sua sponsorizzazione triennale del Campionato baristi SCA UK. Questa sponsorizzazione rappresenta un passo significativo nell’espansione continua di Dalla Corte nel mercato del caffè specialty nel Regno Unito, supportando baristi e aziende con una passione per l’espresso per #MakeItBetter.

Dalla Corte sponsor del Campionato barista SCA UK

Il Campionato baristi UK è la competizione di caffè più prestigiosa del Regno Unito, organizzata dal capitolo britannico della Specialty Coffee Association (SCA UK). L’evento mette in luce i migliori talenti della comunità baristi del Regno Unito, offrendo ai concorrenti una piattaforma per mostrare le proprie abilità e creatività – con l’opportunità di ottenere riconoscimento a livello globale.

Thomas Hall, responsabile di Dalla Corte UK&I, ha dichiarato: “Nel corso dell’ultimo anno, il marchio Dalla Corte ha guadagnato più rilevanza che mai nel settore del caffè specialty nel Regno Unito. L’apertura del nostro nuovo showroom a St Albans, la sponsorizzazione ufficiale delle macchine per Caffè Culture 2024 e ora la sponsorizzazione triennale del Campionato Baristi UK dimostrano il nostro impegno nel migliorare il caffè, con la straordinaria comunità baristi del Regno Unito al centro.”

Il Campionato Baristi UK 2025 comprenderà una serie di gare di qualificazione in tutto il paese, con tappe a Bristol, Sheffield, Chichester e Glasgow a partire da aprile, culminando nella finale alla Tate Modern di Londra nel mese di giugno. Il vincitore volerà poi a HostMilano (17-21 ottobre 2025) per competere per il titolo di Campione Mondiale Baristi 2025 alla principale fiera globale per il settore HoReCa.

Il coinvolgimento di Dalla Corte UK come sponsor ufficiale delle macchine per espresso per tre anni include la fornitura delle macchine da competizione Zero Barista all’avanguardia, oltre ad altre attrezzature della gamma Dalla Corte per i torrefattori partner durante gli eventi. Il team di Dalla Corte UK sarà presente in ogni evento per offrire supporto tecnico, con sessioni di formazione sulle macchine disponibili presso il nostro showroom di St Albans per i concorrenti e i torrefattori durante l’intero programma del campionato.

Thomas continua: “La macchina per espresso Zero Barista è un capolavoro dell’ingegneria italiana, sfruttando la tecnologia multiboiler per garantire precisione e innovazione, permettendo ai concorrenti di esprimere il massimo potenziale. Attraverso la nostra collaborazione con la SCA UK nei prossimi tre anni, miriamo a generare un valore aggiunto significativo per i baristi in gara e per i visitatori dell’evento – e, in definitiva, a portare il caffè specialty a un pubblico più ampio nel Regno Unito come mai prima d’ora.”

La scheda sintetica di Dalla Corte UK

Dalla Corte UK è la filiale nazionale di Dalla Corte, produttore internazionale di macchine per espresso tradizionali e macinacaffè con sede a Milano, Italia. Da oltre due decenni, Dalla Corte supporta baristi e appassionati di caffè specialty con attrezzature per #MakeItBetter. Le macchine per espresso pluripremiate di Dalla Corte celebrano il meglio dell’artigianato italiano: tecnologia brevettata, innovazione unica e design elegante.

Barista Attitude è a Internorga 2025 come protagonista della finale dei Campionati nazionali, 14-18/03

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Tempesta, la macchina da caffè che unisce facilità d'uso e alta tecnologia (immagine concessa)

AMBURGO – Dal 14 al 18 marzo 2025, Barista Attitude parteciperà a Internorga 2025 come sponsor della finale dei Campionati nazionali, invitando media, professionisti e appassionati del settore a scoprire e provare le sue soluzioni innovative. Durante l’evento, i visitatori potranno esplorare e testare due dei prodotti più avanzati del brand: Tempesta, la macchina da caffè che unisce facilità d’uso e alta tecnologia, e Faro, il macinacaffè di nuova generazione che offre una macinatura precisa e uniforme.

Tempesta vista di lato (immagine concessa)

In particolare, quest’anno Tempesta e Faro saranno disponibili anche presso il Bar SCA, situato vicino alla zona dei campionati, dove i professionisti del settore potranno testare personalmente le performance delle due soluzioni. Il Bar SCA diventerà un punto di riferimento per chi desidera vivere un’esperienza unica di innovazione e qualità nel mondo del caffè.

Faro, il macinacaffè di nuova generazione (immagine concessa)

Faro sarà disponibile anche per prove in modalità by weight, consentendo a baristi, torrefattori e dealer di attrezzature di testare il macinadosatore con il proprio caffè. Per prenotare uno slot e provare il macinadosatore Faro, basta inviare una mail a events@barista-attitude.com.

Durante queste sessioni, il team di Barista Attitude sarà presente al Bar SCA per spiegare tutte le caratteristiche e i vantaggi di Faro, un macinadosatore tecnologicamente avanzato in grado di ottimizzare il lavoro quotidiano del barista.

Tempesta, dotata di un’interfaccia touch screen, offre un’esperienza fluida e intuitiva, consentendo ai baristi di visualizzare e controllare ogni dettaglio dell’estrazione in tempo reale. La possibilità di salvare e replicare facilmente i dati stimola l’innovazione e la sperimentazione continua, facendo di Tempesta un esempio di eccellenza tecnologica e design ergonomico.

Faro, invece, è una vera rivoluzione nel mondo della macinatura del caffè. Grazie al suo sistema brevettato di autoapprendimento assistito da A.I., garantisce una precisione di 0,1 grammi, eliminando il problema del channelling e assicurando una macinatura uniforme. Inoltre, Faro si distingue per la sua silenziosità, rendendolo ideale per un ambiente di lavoro tranquillo. Il suo touch screen con profili utente protetti da password assicura sicurezza e personalizzazione.

Non perdere l’opportunità di scoprire queste innovazioni al Bar SCA durante Internorga 2025. Tempesta e Faro sono pronti a trasformare il modo di lavorare del barista e a ridefinire l’esperienza del caffè. Prenota ora il tuo slot per provare Faro e scopri come le soluzioni innovative di Barista Attitude possano arricchire la tua esperienza professionale.

L’appuntamento è dal 14 al 18 marzo con Barista Attitude a Internorga, dove Tempesta e Faro sono pronti a rivoluzionare il lavoro del barista e la passione per il caffè.

Satispay introduce una commissione dell’1% per gli esercenti dei bar pure per le transazioni sotto i 10 €

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satispay autogrill
I pagamenti in Autogrill con Satispay

Alberto Dalmasso, founder e ceo di Satispay, l’app per pagare con lo smartphone, parla degli obiettivi raggiunti dall’azienda e delle novità del marchio, tra cui la commissione dell’1% per gli esercenti che si applicherà anche per le transazioni sotto i 10 euro. Leggiamo di seguito un estratto dell’articolo pubblicato sul portale Il Sole 24 Ore Radiocor.

La nuova commissione di Satispay per gli esercenti

MILANO – Lo sbarco a Piazza Affari (“nell’arco di 4-5 anni”) e l’obiettivo come fatturato annualizzato di “superare quest’anno i 100 milioni di euro”. Alberto Dalmasso, founder e ceo di Satispay, l’app per pagare con lo smartphone, parla delle sue tappe di crescita a margine di un evento nella sede di Borsa italiana, dal piano di stock option ai nuovi ingressi (“quest’anno speriamo di assumere 400 persone”).

Al centro c’è la possibile quotazione come riportato da Il Sole 24 Ore Radiocor: “Ci stiamo strutturando e annunceremo in questi giorni una crescita interna con un cfo che sarà Giorgio Berardi, che prende questo ruolo dopo esser stato al mio fianco come strategy director. Il percorso lo stiamo facendo con i nostri investitori”.

Sullo sfondo restano le recenti modifiche tariffarie di Satispay, che ha introdotto una commissione dell’1% per gli esercenti che si applicherà anche per transazioni sotto i 10 euro.

Per leggere la notizia completa basta cliccare qui

Codice della strada: il 44% intende ridurre le uscite in bar e ristoranti

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horeca codice strada
I risultati dello studio CGA by NIQ (immagine concessa)

MILANO – In seguito all’entrata in vigore del nuovo Codice della strada, avvenuta il 14 dicembre 2024, CGA by NIQ ha condotto un’indagine per comprendere i possibili effetti sui consumi nel settore horeca in Italia. La ricerca si pone l’obiettivo di individuare quali saranno le principali sfide e opportunità per il settore, identificando non solo i profili dei consumatori più inclini a modificare le proprie abitudini, ma anche le strategie da mettere in atto in risposta al nuovo quadro normativo.

Gli effetti del nuovo Codice della strada sull’horeca

Dallo studio, innanzitutto, si evince come, nel Bel Paese sia altamente diffusa la consapevolezza dell’entrata in vigore della norma stradale, e quasi la metà del campione raggiunto (46%) prevede di modificare le proprie abitudini di consumo e socializzazione. Dichiarazione particolarmente valida per i millenials (49%) e i milanesi (55%).

Inoltre, tra i maggiori effetti che ci si aspetta vi è sicuramente la riduzione di affluenza nei locali: il 44% degli italiani, infatti, è intenzionato a moderare la frequenza delle uscite in bar e ristoranti. Tale affermazione trova consenso soprattutto tra i giovani della Gen Z (+12pp) e tra gli abitanti di Roma (+9pp) e Milano (+3pp) – note per la movida e la cultura del bere in compagnia.

Tra coloro che dichiarano di voler cambiare le proprie abitudini, il 37% dei consumatori è più propenso a optare per le alternative analcoliche – come ad esempio le bibite – trend trainato ancora una volta dalla Gen Z (+7pp) e meno diffuso, invece, tra i Millenials (-6pp) che tendono a preferire una riduzione del consumo di alcol, ma senza sostituirlo con categorie analcoliche. In questo contesto emerge, in particolare tra la Gen Z (+6pp) e i Millenials (+5pp), un’ulteriore dinamica: la propensione verso alternative No/Low alcol, cioè quelle bibite dealcolate, come la birra 0% alcol e i mocktails – ovvero bevande che imitano i cocktail classici ma senza l’uso di alcol.

Prendendo in esame i dati, la Gen Z sembra quindi distinguersi per un atteggiamento più cauto e consapevole nei confronti dei consumi fuori casa. Un grande cambiamento per il settore HoReCa, chiamato a intercettare nuove esigenze e ad adattare la propria offerta a un pubblico sempre più consapevole e selettivo.

“L’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada potrebbe rappresentare un momento di cambiamento per il settore horeca, con sfide da affrontare ma anche nuove opportunità da cogliere – ha dichiarato Beatrice Francoli, sales account development di CGA by NIQ – In momenti come questi, è fondamentale comprendere a fondo le dinamiche di mercato e le trasformazioni in atto, affinché i player possano adattarsi in modo efficace, rivedendo le proprie strategie di approccio ai consumatori. Premiumizzazione, marketing mirato, posizionamento strategico dei prodotti e piani promozionali innovativi sono solo alcune delle leve che i brand potrebbero adottare nel prossimo futuro”.

La scheda sintetica di CGA by NIQ

CGA by NIQ (NielsenIQ) è la principale società di consulenza per la misurazione, l’analisi e la ricerca nel settore On Premise che favorisce la crescita dei brand di cibo e bevande di maggior successo al mondo. Con oltre 30 anni di esperienza e i migliori risultati di ricerca, dati e analisi, CGA by NIQ è in una posizione unica per aiutare le aziende del settore On Premise a sviluppare strategie vincenti per la crescita.

CGA by NIQ collabora con fornitori di alimenti e bevande, proprietari di brand di consumo, grossisti, enti governativi e distributori per pub, bar e ristoranti proteggendo e plasmando il futuro dell’esperienza On Premise. La sua missione è analizzare dati sui comportamenti del settore e offrire insight di esperti per offrire ai brand un vantaggio competitivo e garantire che il mercato che amiamo sia il più vivace possibile.

TheFork, report: 690 milioni di ricavi dei partner e quasi 73 i risparmi dei clienti

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Il logo TheFork

MILANO – TheFork, la principale piattaforma per la prenotazione online di ristoranti e leader europeo nei gestionali per la ristorazione con TheFork Manager, presenta TheFork Insights 2024, un report comprensivo dell’ultimo anno riguardante la ristorazione. L’analisi evidenzia i dati e i trend principali che illustrano lo stato del settore italiano della ristorazione e l’evoluzione del comportamento dei consumatori.

Effetto TheFork

Su una scala globale, TheFork ha generato un impatto economico stimato di €2.1 miliardi per i 55,000 ristoranti partner d’Europa. In Italia, la piattaforma ha portato 23 milioni di consumatori nei ristoranti, contribuendo con circa 690 milioni di euro ai ricavi dei suoi partner e con quasi 73 milioni di euro ai risparmi dei clienti grazie agli sconti.

“TheFork continua a investire nell’innovazione del nostro sistema gestionale dei ristoranti, TheFork Manager, e nella nostra app, avendo l’obiettivo di ottimizzare le operazioni dei ristoranti, accrescendo il loro reddito e mettendo a disposizione degli utenti un’esperienza maggiormente personalizzata. La nostra mission è quella di rendere i ristoranti più efficienti ed equipaggiarli con strumenti pratici per massimizzare le prenotazioni, dichiarando guerra ai tavoli vuoti” ha affermato Carlo Carollo, country manager di TheFork.

TheFork Italia: crescita a doppia cifra nelle prenotazioni online di ristoranti nel 2024

Il 2024 si è concluso con una nota positiva per TheFork Italia, registrando un’accelerazione della crescita delle prenotazioni al ristorante rispetto al 2023. Tutte le aree geografiche del Paese hanno contribuito a questo aumento, con il sud che spicca per il suo incremento significativo. In termini assoluti, le città con il più alto numero di prenotazioni sono state Roma, Milano, Firenze, Torino e Napoli, con Torino e Napoli che mostrano la crescita più sostanziale rispetto all’anno precedente.

Mentre i posti prenotati a prezzo pieno con TheFork rimangono la maggioranza, le promozioni restano la strategia chiave per sostenere la domanda, in particolare nei periodi di bassa stagione.

· Mangiare fuori: il 75% degli utenti prenota per cena, il sabato è il giorno più popolare (26%)

· Orario di prenotazione: il 42% degli utenti prenota entro le 4 ore o meno

· Preferenze culinarie: la cucina italiana rimane la scelta preferita (31%), seguita da quella mediterranea (12%), le pizzerie (12%), la cucina giapponese (6%), e la cucina a base di pesce (6%)

· Spesa media: il 64% degli utenti spende tra i €25 e i €50 a persona.

· Canali di prenotazione: circa l’80% delle prenotazioni sono state fatte con l’app, il 20% via web

· Francia (17%)

· Regno Unito (16%)

· Germania (10%)

· Spagna (9%)

Il turismo domestico è rimasto stabile, con il 17% delle prenotazioni effettuate da turisti italiani, la stessa percentuale del 2023.

La qualità guida le prenotazioni

I ristoranti INSIDER, selezionati sulla base di prestigiosi riconoscimenti di guide gastronomiche e delle recensioni online di TheFork, rappresentano il 25% delle offerte disponibili sulla piattaforma, contribuendo al 30% delle prenotazioni totali e registrando un aumento annuo a doppia cifra.

Anche i ristoranti selezionati dalla guida MICHELIN continuano a crescere. Questa espansione riflette le preferenze degli utenti, che prediligono sempre di più la qualità: i ristoranti con un punteggio sopra il 9 hanno ricevuto oltre il 40% di prenotazioni nel 2024.

Inoltre, rispetto al 2023, i ristoranti presenti nella Top 100 a dicembre 2024 hanno visto un aumento significativo delle prenotazioni.

Il ruolo delle catene di ristoranti nella crescita delle prenotazioni

Le catene di ristoranti hanno giocato un ruolo sempre più importante nel 2024, contribuendo sostanzialmente alle prenotazioni con TheFork. I primi 10 grandi gruppi, con un totale di 106 ristoranti sulla piattaforma, sono diventati sempre più significativi nelle prenotazioni complessive. Rispetto al 2023, le prenotazioni per queste catene sono cresciute molto, evidenziando come i formati ben consolidati e riconoscibili stiano diventando sempre più popolari tra gli utenti.

A guidare questa crescita sono stati brand come FraDiavolo, Officina del Riso, ROSSOPOMODORO, Pizzium, Trattoria Dall’Oste, We Grill, Mani Pizza & Cucina, NIMA Sushi & Uramakeria, Pokèria, PIZZAut e Balestrari. Questi brand mostrano come innovazione e forte identità possono essere strumenti chiave nell’attirare e accrescere la propria base di consumatori.

La scheda sintetica di TheFork

TheFork, brand di Tripadvisor è la principale piattaforma per le prenotazioni online di ristoranti in Europa. In prima linea nel sostenere e promuovere la cultura della ristorazione, TheFork utilizza la tecnologia per favorire le connessioni reali tra clienti e ristoratori e per avviare questi ultimi al successo.

Con una rete di circa 55.000 ristoranti partner in 11 Paesi, quasi 40 milioni di download dell’app e più di 20 milioni di recensioni verificate, TheFork è la piattaforma di riferimento per tutti gli appassionati di food che vogliono vivere esperienze indimenticabili al ristorante. Attraverso TheFork gli utenti possono facilmente selezionare un ristorante in base alle loro preferenze, consultare le recensioni verificate, controllare la disponibilità in tempo reale, prenotare immediatamente online 24 ore su 24, 7 giorni su 7, beneficiare di offerte speciali e pagare direttamente dall’app.

Per i ristoranti, TheFork fornisce un software, TheFork Manager, che consente di ottimizzare la gestione delle prenotazioni e il tasso di occupazione, aumentare le prenotazioni e la visibilità, combattere i no-show, gestire i pagamenti e semplificare le operazioni, connettendosi alla più ampia community di appassionati di ristorazione.