giovedì 08 Gennaio 2026
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Torino: al via il primo master universitario di secondo livello dedicato al caffè con Lavazza

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I giornali al bar (immagine: Pixabay)

Millecinquecento ore dedicate alla Coffee Science and Technology tra lezioni, esperienze pratiche e tirocini in azienda. Il master universitario di secondo livello inizierà nel 2026. A sostenere il progetto ci sono alcuni protagonisti della torrefazione torinese: Lavazza Group, Casa del Caffè Vergnano, Costadoro e la Camera di Commercio di Torino. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Piera Genta per Il Corriere della Sera.

Il master dedicato al caffè

TORINO – Nel 2026 prenderà il via il primo Master universitario di secondo livello interamente dedicato alla Coffee Science and Technology, un percorso formativo unico nel suo genere che guarda all’intera filiera. Il master è coordinato dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, in collaborazione con i Dipartimenti di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, di Scienza e Tecnologia del Farmaco, di Chimica e di Giurisprudenza.

A sostenere il progetto ci sono alcuni protagonisti della torrefazione torinese: Lavazza Group, Casa del Caffè Vergnano, Costadoro e la Camera di Commercio di Torino. Il segnale è chiaro: unire il mondo accademico con quello produttivo, con l’obiettivo di formare figure professionali capaci di muoversi su scala globale.

Il percorso sarà interamente in lingua inglese, aperto a un numero ristretto di partecipanti per garantire la dimensione pratica di laboratori e tirocini.

Ogni modulo affronta una fase chiave della catena: dalla genetica e agronomia delle piante alle trasformazioni post-raccolta, dalla tostatura e analisi chimico-nutrizionale fino alla preparazione della bevanda, con uno sguardo anche agli aspetti normativi e commerciali internazionali. In cattedra non ci saranno soltanto docenti UniTo, ma anche esperti provenienti da Paesi leader nella produzione mondiale, come Brasile, Vietnam e India.

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Costadoro partecipa a Cheese 2025, il caffè incontra Slow Food

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Costadoro protagonista a Cheese (immagine concessa)

TORINO – Dal 19 al 22 settembre 2025, Costadoro sarà tra i protagonisti di Cheese 2025, l’evento internazionale dedicato ai formaggi a latte crudo e a tutte le forme del latte, organizzato da Slow Food e dalla Città di Bra, con il supporto della Regione Piemonte.

Il tema dell’edizione 2025, “C’è un mondo intorno”, sarà un invito ad allargare lo sguardo e a uscire dal settore lattiero caseario. Durante l’iniziativa non si parlerà solo di razze locali e rustiche, custodi di biodiversità e fonti di un latte che dà origine a formaggi unici per cultura e valore territoriale, ma anche di boschi, prati e miele.

L’evento prevederà un ricco programma di degustazioni, incontri, attività culturali e un grande mercato, animato da piccoli e grandi produttori provenienti da tutto il mondo.

In qualità di sponsor e area partner, Costadoro sarà presente all’interno della Casa della Slow Food Coffee Coalition, nello spazio dei torrefattori, rafforzando il legame che da anni la unisce alla rete internazionale promossa da Slow Food.

Per l’azienda torinese, leader nella produzione di caffè di alta gamma, la partecipazione a Cheese rappresenterà un’importante occasione per promuovere la propria visione di filiera etica e trasparente. Durante la kermesse, i visitatori potranno non solo degustare le pregiate miscele firmate Costadoro, ma anche conoscere più da vicino i valori e gli obiettivi della Coalition, di cui l’azienda è parte attiva.

Questa, inoltre, sarà l’occasione per presentare al pubblico il nuovo Specialty Coffee certificato Slow Food di Costadoro: Aswana. Si tratta di un caffè che cresce quasi selvaggio nelle foreste di Flores, in Indonesia, che all’assaggio ha totalizzato un punteggio di 84,5 e che in estrazione regala note di spezie esotiche, tabacco dolce e caramello.

ll prodotto è disponibile per l’acquisto sull’e-commerce aziendale cliccando qui.

“Per noi, prendere parte a Cheese rappresenta un’importante occasione per raccontare il caffè come prodotto di eccellenza, ma anche come espressione concreta di sostenibilità, etica e cultura del gusto” ha dichiarato Giulio Trombetta, amministratore delegato di Costadoro. “Un ringraziamento speciale a Slow Food, che ci permetterà anche quest’anno di creare nuovi legami, riflettere sul futuro del caffè e trovare nuovi stimoli, insieme a tutti gli attori della comunità.”

La Coffee Coalition tra sostenibilità e trasparenza

La Slow Food Coffee Coalition è una rete internazionale, aperta e collaborativa che unisce tutti coloro che sono coinvolti nella filiera del caffè. Il suo obiettivo è quello di unire qualità sensoriale e buone pratiche agricole, che vadano di pari passo con la trasformazione del settore.

Per questo motivo, promuove l’adozione di tecniche sostenibili, che aiutino la costruzione di una comunità in cui ogni tazza diventa una miscela di responsabilità sociale e una cura per l’ambiente.

La Coalition si fonda su principi chiari: costruire relazioni più consapevoli tra chi produce e chi consuma, incentivare l’adozione di tecniche rispettose dell’ambiente e generare un impatto sociale positivo in ogni fase della filiera.

In questo sistema virtuoso, i torrefattori hanno il compito di selezionare materie prime in linea con i valori della rete, mentre i consumatori possono fare la differenza orientando le proprie scelte verso caffè provenienti da filiere sostenibili, ed arrivare a scegliere quindi un caffè “buono, pulito e giusto”.

Il risultato è una visione del caffè non solo come bevanda, ma come simbolo di cambiamento positivo, espressione di responsabilità collettiva e attenzione al futuro.

Con la partecipazione a Cheese, Costadoro rafforza il proprio impegno all’interno di una comunità orientata alla sostenibilità, che valorizza l’armonia tra agricoltura e ambiente e promuove modelli produttivi capaci di affrontare le sfide del mondo contemporaneo.

La scheda sintetica di Costadoro

Caffè Costadoro, azienda produttrice di caffè di Alta Gamma dal 1890, è presente in oltre 40 Paesi ed è diventata ambasciatrice dell’espresso italiano nel mondo mantenendo sempre saldo il legame con le sue radici torinesi.

Dopo i risultati ottenuti nel tempo in tema di sostenibilità e responsabilità sociale, Costadoro ha ottenuto la Certificazione B Corporation. Quest’ultima viene assegnata alle società che si impegnano a osservare alti standard di performance sociale e ambientale, di trasparenza e responsabilità e che operano nel rispetto di tutti gli stakeholder coinvolti nel sistema: dai fornitori ai clienti, passando per i collaboratori, con particolare attenzione alle generazioni future.

BMW presenta la macchina da caffè di lusso da 7689 euro

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ECM x BMW Motorrad Big Coffee Boxer (Foto: ECM/BMW)

MW Motorrad ha collaborato con ECM per creare un’esperienza di lusso sotto forma di macchina del caffè, ECM x BMW Motorrad Big Coffee Boxer, al costo di 9000 dollari (circa 7689 euro). Leggiamo di seguito un estratto dell’articolo pubblicato sul portale d’informazione Carro e Motos.

La macchina espresso in collaborazione con BMW Motorrad

MILANO – La ECM x BMW Motorrad Big Coffee Boxer è una macchina da espresso di lusso prodotta dal marchio di macchine da caffè di alta qualità ECM in collaborazione con BMW Motorrad.

Ha fatto il suo debutto mondiale alla edizione 2025 di BMW Motorrad Days, incantando i visitatori con un’esperienza unica.

Ma è importante sottolineare che la Big Coffee Boxer non è una macchina del caffè qualsiasi.

Oltre al fatto che sia una collaborazione tra ECM e BMW, che di per sé è già un lusso, utilizza il blocco motore del motore boxer più potente della BMW Motorrad R18.

(Foto: ECM/BMW)

Tuttavia, la Big Coffee Boxer sostituisce i componenti tradizionali del motore a combustione interna con una serie di pezzi necessari per preparare il caffè.

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Stop ai bar e caffè in casa: la nuova tendenza della generazione Z

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Due ragazze al cellulare (immagine: Pixabay)

Per rispondere all’aumento del prezzo della tazzina al bar, la generazione Z (sono i nati tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del 2010, ad esempio, tra il 1997 e il 2012, ha deciso di adattare le proprie cucine come caffetterie fai-da-te, curate nei minimi dettagli. Il trend, noto come home café, spopola tra i giovani che condividono quotidianamente video in cui si preparano i caffè. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul portale Radio 105 Network.

La nuova tendenza della generazione Z è il caffè in casa

MILANO – I cappuccini al mattino, sempre più costosi, stanno diventando un lusso quotidiano che molti giovani non sono più disposti a concedersi.

E così, la Generazione Z ha deciso di rispondere, trasformando le proprie cucine in caffetterie fai-da-te, curate nei minimi dettagli: dai menù personalizzati alle divise da barista, dai dolci fatti in casa alle playlist rilassanti che ricreano l’atmosfera dei coffee shop di tendenza.

Su TikTok, il fenomeno ormai è virale. Il trend, noto come home café, spopola tra i giovani che condividono quotidianamente video in cui si preparano caffè freddi, cappuccini con latte vegetale, matcha, o espresso artigianali, il tutto servito in bicchieri da asporto personalizzati, spesso decorati a mano.

Una delle creator più attive, anche se non italiana, è Marlene Rodriguez, che si riprende ogni mattina mentre prepara il suo caffè freddo in una tazza riutilizzabile, accompagnato dalla scritta motivazionale “Promemoria per preparare il caffè a casa domani mattina e risparmiare quei 7 dollari”.

Un messaggio che parla chiaramente a una generazione attenta sia al risparmio economico, sia all’estetica quotidiana.

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Circana rivela come i marchi minori innovano su larga scala

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I punti salienti del report (immagine concessa)

MILANO – Le aziende di beni di largo consumo di piccole dimensioni stanno innovando su vasta scala nella creazione di prodotti “Superstar”, con una media di vendite di innovazione maggiore per le brand di piccole e medie dimensioni rispetto a quelle più grandi. Basandosi su valori quali localismo, sostenibilità e sul desiderio dei consumatori di prodotti che entusiasmino, aziende che ispirino e supportino il loro stile di vita, i marchi minori che investono nell’innovazione sono estremamente efficaci nel generare vendite, confermando un vecchio detto che “piccolo è meglio”.

Il report Circana

Questo, in sostanza, è quanto emerge dal report Europe’s Innovation Pacesetters 2025 pubblicato oggi da Circana, uno studio dettagliato su oltre 75.000 nuovi lanci e rinnovamenti di beni di largo consumo nel 2024 che includono alimentari, bevande, prodotti per la casa, cura della persona, neonati e animali domestici. Il report analizza i dati dei punti vendita dei più grandi mercati europei monitorati da Circana – Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito (EU6) – e si basa su ricerche sui consumatori per comprendere i loro comportamenti di acquisto.

In tutta Europa, la continua incertezza geopolitica ed economica, unita all’inflazione, ha portato a un calo complessivo dell’innovazione nei beni di largo consumo.

Il numero di innovazioni è diminuito del 20% rispetto al 2023, mentre le vendite inerenti nuovi prodotti sono calate del 17%, passando da €28,9 miliardi nel 2023 a €24,1 miliardi nel 2024.

Lo scorso anno solo il 5,2% di tutti i beni di largo consumo erano innovazioni, in calo rispetto al 6,2% dell’anno precedente; uno dei livelli più bassi mai registrati da Circana.
Il Regno Unito e i Paesi Bassi hanno avuto i tassi di inflazione più alti e quindi hanno subito il maggiore calo di innovazione in termini di valore delle vendite.

Il Regno Unito ha visto le vendite di innovazioni nelle categorie alimentari diminuire del 28% tra il 2023 e il 2024, mentre i Paesi Bassi sono calati del 43% nello stesso periodo.

Il Regno Unito rimane tuttavia il mercato più importante per l’innovazione, con il 7% delle vendite di nuovi prodotti alimentari provenienti dallo sviluppo di nuovi prodotti (NPD), il più alto tra i sei Paesi.

“L’innovazione è la linfa vitale del settore dei beni di largo consumo, una fonte attestata di crescita e un modo per soddisfare i consumatori che cercano prodotti nuovi in un momento di tagli ai costi e di incertezza”, commenta Ananda Roy, senior vice president and industry advisor, consumer goods, Circana.

“Nonostante il calo dell’innovazione anno su anno, registrato in tutti gli anni successivi alla pandemia, e con le aziende concentrate sull’ottimizzazione dei loro portafogli e sull’uso della ‘shrinkflation’ per aumentare le vendite, esistono significative aree di crescita tra brand minori e “follower” e tra alcuni dei nostri marchi storici più amati che si stanno reinventando.”

L’analisi di Circana rivela anche che i nuovi prodotti performano meglio nell’anno successivo al loro lancio. Ciò accade in quanto i consumatori hanno modo di provarli, eventuali problemi iniziali della distribuzione possono essere risolti e le strategie di prezzo possono essere adeguate. I lanci di prodotti innovativi ‘Rising Stars’ (che hanno generato da €500.000 a €1 milione di vendite per SKU) o ‘Mainstream’ (da €100.000 a €500.000) nel loro primo anno, spesso passano a diventare Superstar (generando più di €1 milione) entro il secondo anno di diffusione.

Punti salienti del report:

Piccolo è grande: dal pollo biologico alla vodka scozzese

Nel 2024, i produttori di beni di largo consumo minori hanno innovato su vasta scala, con l’innovazione che ha contribuito fino al 79% delle vendite totali di una brand. Le media di vendita di innovazione è stata più alta per i produttori di dimensioni extra piccole, piccole e medie rispetto a quelli grandi, con un aumento del contributo complessivo delle aziende minori all’innovazione di prodotto.

L’azienda alimentare spagnola a conduzione familiare, Avícola Sánchez, è in cima alla classifica dei Produttori Più Innovativi del 2024 (basata sul valore medio delle vendite per innovazione). Nota per il suo pollo biologico Avicosan, l’azienda ha generato vendite di €36 milioni per ogni innovazione. In un altro caso, la brand di bevande alcoliche ‘disruptive’, Glen’s Vodka, che fa particolarmente leva sulle sue radici scozzesi, ha generato vendite di €22 milioni per ogni innovazione.

I marchi storici e di fiducia puntano sulla “reinvenzione” di prodotto

Le brand storiche si stanno reinventando attraverso una combinazione di diversificazione, collaborazione e ispirazione da TikTok per svecchiare, dare nuova energia e ridefinire le categorie.

La marca del distributore rende lo shopping di nuovo divertente

Molti lanci di marche del distributore sono ora diventate brand a sé stanti, con i reseller in tutta Europa che sperimentano nuove rotte di mercato, ‘bundle’ di prodotti e servizi nonché strategie di prezzo per contribuire a rendere l’esperienza di acquisto più piacevole.

Ananda Roy di Circana aggiunge: “I consumatori apprezzano moltissimo i nuovi prodotti che si adattano al loro stile di vita, alle loro scelte alimentari e che li aiutino a raggiungere i loro obiettivi di vita. Per questi motivi, sono disposti a pagare di più per articoli che offrono qualcosa di veramente differenziato. Ma è fondamentale assicurarsi che i nuovi prodotti soddisfino le aspettative, altrimenti i consumatori li abbandoneranno in modo silenzioso. Il messaggio per i produttori e le marche CPG è chiaro e semplice: è il momento di innovare.”

Sei trend di innovazione che influenzano i consumatori:

  1. Alimenti a base vegetale con gusti innovativi, ingredienti riutilizzati creativamente (ad es. frutta brutta ma buona) e sistemi di ricarica o detersivi per bucati veloci aiutano i consumatori a scegliere prodotti etici.
  2. Crescente domanda di tavolette di cioccolato fondente e aromatizzate, con packaging innovativo.
  3. Focus su salute e benessere, con bevande energetiche premium e ipertoniche che soddisfano la domanda di una nutrizione potenziata in formati convenienti.
  4. Produttori che aggiungono proteine e vitamine, seguendo trend salutistici come il microbioma e la perdita di peso (inclusi prodotti ispirati a GLP-1).
  5. Ispirazione alla cucina globale, come il Dubai Chocolate, il cioccolato diventato virale.
  6. Brand noti con un tocco in più, come le bevande proteiche con caffè.

Metodologia

Circana ha analizzato i dati dei punti vendita per i beni di largo consumo di marca dai sei paesi dell’UE: Francia, Regno Unito, Germania, Italia, Spagna e Paesi Bassi, tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2024.

Questo è stato confrontato con i trend dell’intero anno precedente 2023 e in alcuni casi di studio con i trend a medio termine nel 2021-2022. Il report si basa anche sulla Pacesetters Survey di Circana condotta a marzo 2025 con 1.000 consumatori nei sei paesi dell’UE e sulla ricerca European Innovation Attitudes di Circana, condotta ad aprile 2023 con 3.500 consumatori nei sei paesi dell’UE. Circana utilizza anche modelli analitici proprietari per sviluppare le classifiche di innovazione.

La scheda sintetica di Circana

Circana è un’azienda leader nella fornitura di tecnologia, intelligenza artificiale e dati agli operatori del largo consumo e di beni durevoli, produttori e distributori, impegnati a ottimizzare il loro business.

Le analisi predittive e la tecnologia di Circana consentono ai clienti di misurare la loro quota di mercato, comprendere il comportamento dei consumatori che la guida e accelerare la crescita. La piattaforma tecnologica Liquid Data di Circana è alimentata da un vasto set informativo di alto valore e da algoritmi intelligenti sviluppati in sei decenni di esperienza nel settore.

Con Circana, i clienti possono intraprendere azioni immediate per preparare il futuro ed evolvere le loro strategie di crescita in un’economia sempre più complessa, dinamica e in continua evoluzione. Per ulteriori informazioni, visita www.circana.com.

Caffarel presenta la collezione di praline Piemonte Bigusto

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Piemonte Bigusto, la nuova collezione di praline firmata Caffarel (immagine concessa)

MILANO – Tradizione, innovazione e un’irresistibile doppia anima: è da questo incontro che nasce Piemonte Bigusto, la nuova collezione di praline firmata Caffarel. Un omaggio all’eccellenza piemontese e al gusto autentico della “Nocciola Piemonte IGP”, protagonista indiscussa di un’esperienza multisensoriale capace di sorprendere e conquistare morso dopo morso.

Piemonte Bigusto: il nuovo volto del gianduia

Caffarel reinterpreta la propria icona, il Piemonte, dando vita a una collezione che unisce la delicatezza del gianduia classico alla dolcezza del cioccolato bianco e all’intensità del gianduia fondente:

Piemonte Bianco & Classico, dalla dolcezza avvolgente del cioccolato bianco che incontra la cremosità del gianduia;

Piemonte Fondente & Classico, per chi ama l’intensità del fondente in perfetto equilibrio con la morbidezza del gianduia.

Un equilibrio armonioso di consistenze e sapori, espressione della storica maestria Caffarel nel trasformare ingredienti d’eccellenza in momenti di puro piacere.

Tre formati per tre momenti di piacere

Praline Piemonte Bigusto

Ideale per chi ama scegliere e lasciarsi guidare dal gusto, creare la propria selezione per gusto e quantità.

Piemonte Bigusto porta al centro dell’esperienza la pralina nella sua forma più autentica. Pensato per momenti di condivisione o degustazione, permette di apprezzare ogni singola variante in totale libertà, valorizzando il gesto quotidiano del concedersi un piacere goloso.

Piemonte Bigusto Cornet (150g )

Raffinato e pratico, il Cornet Piemonte Bigusto è perfetto per chi desidera regalarsi un momento di dolcezza o sorprendere qualcuno con un pensiero elegante e ricercato. Le praline racchiuse all’interno esprimono al meglio l’equilibrio tra croccantezza e morbidezza che caratterizza la nuova collezione.

Piemonte Bigusto Scatola regalo (215g)

Un piccolo scrigno che unisce estetica e bontà: il formato Mini Hobo è pensato per le occasioni speciali e per chi ama donare con stile. Il design curato e il contenuto pregiato fanno di questa confezione il regalo perfetto per trasmettere attenzione, gusto e amore per la tradizione.

L’eccellenza di sempre, con una nuova personalità

Con Piemonte Bigusto, Caffarel continua il suo percorso nella valorizzazione della tradizione dolciaria piemontese, con uno sguardo sempre attento all’innovazione di prodotto. Il risultato è una collezione raffinata e distintiva, che rinnova l’esperienza del cioccolato gianduia in chiave moderna, senza rinunciare alla qualità e all’autenticità che da sempre definiscono il brand.

Elah Dufour: perdita di 3,3 milioni di euro a causa del rincaro del cacao

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I loghi Elah, Dufour e Novi

Il rincaro del cacao ha mandato in rosso il gruppo Elah Dufour con una perdita di 3,3 milioni di euro. Il Gruppo opera sul mercato con oltre 240 addetti attraverso marchi prestigiosi come Elah Dufour, Baratti e Novi, spaziando dalle caramelle al cioccolato, dai preparati per dessert alla vendita di prodotti da forno. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Andrea Giacobino per Il Giornale di Italia.

Il bilancio del gruppo Elah Dufour

NOVI LIGURE (Alessandria) – Elah Dufour, il rincaro del cacao manda in rosso il Gruppo, perdita da €3,3 milioni nonostante l’aumento dei ricavi. Il secondo bilancio dopo la scomparsa del cavaliere del lavoro Flavio Repetto, ex presidente di Fondazione Carige, ha visto sì crescere i ricavi ma chiudere in perdita il gruppo dolciario genovese Elah Dufour presieduto da Guido Repetto (figlio di Flavio) e da lui controllato e partecipato fra gli altri da Ermenegildo Zegna HoldItalia e Fenera Holding.

Il Gruppo opera sul mercato con oltre 240 addetti attraverso marchi prestigiosi come Elah Dufour, Baratti e Novi, spaziando dalle caramelle al cioccolato, dai preparati per dessert alla vendita di prodotti da forno.

L’esercizio consolidato del 2024 da poco approvato ha mostrato un buon aumento delle vendite a 171 milioni rispetto ai 157 milioni del 2024, ma si è passati da un utile di 12,3 milioni a una perdita di 3,3 milioni perché i costi della produzione sono saliti da 147,7 milioni a 184,3 milioni per il rincaro dei costi del personale e dei prezzi delle materie prime (cacao e burro di cacao).

I ricavi del comparto dolciario hanno contribuito per 162,8 milioni dai 142,4 milioni dell’anno prima grazie al canale discount; crollo dei ricavi dai servizi di ristorazione e di distribuzione automatica che hanno fatturato 8,4 milioni, in calo del 42,7%.

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Starbucks punta sulle bevande proteiche con il progetto Starting 5

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Il logo di Starbucks

Il colosso americano Starbucks presenta il programma Starting 5 con l’obiettivo di rinnovare l’offerta e invertire il calo delle vendite focalizzandosi principalmente sugli alimenti proteici. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul portale d’informazione Alimentando.

Il nuovo piano di Starbucks

SEATTLE – Si chiama Starting 5 il programma che vuole traghettare Starbucks nel futuro e voluto da Brian Niccol, ceo dall’agosto 2024. L’obiettivo è rinnovare l’offerta e invertire il calo delle vendite intercettando i nuovi trend di consumo, che oggi guardano principalmente al mondo del benessere e degli alimenti proteici. Sono infatti in corso all’interno di cinque caffetterie Starbucks degli Stati Uniti – prima di un lancio su scala nazionale – alcune nuove proposte per il menù.

Tra queste, un nuovo topping per bevande a base di caffè contenente 15 grammi di proteine, la ‘Protein Cold Foam’, e due bevande a base di acqua di cocco, il Coco Matcha e il Coco Cold Brew. La catena starebbe testando anche la cottura, direttamente nei punti vendita, di alcuni prodotti da forno. I primi test riguarderebbero un croissant al burro e un double chocolate cookie.

Nel corso degli ultimi mesi Starbucks Usa ha già introdotto diverse novità nei suoi menù:

  • l’eliminazione del sovrapprezzo per le personalizzazioni con latte vegetale
  • l’eliminazione dello zucchero dalla polvere di matcha per un maggiore controllo sulla dolcezza
  • l’inserimento di una nuova proposta vegan, lo Spicy Falafel Pocket
  • il lancio di nuove bevande ready-to-drink come Starbucks Iced Energy (5 calorie, 0 g di zuccheri) e Starbucks Frappuccino Lite Coffee Drink (100 calorie, senza zuccheri aggiunti)

“La risposta è stata forte”, sottolinea la catena in una nota. “Dopo la rimozione dello zucchero dal matcha in polvere, abbiamo registrato un aumento di quasi il 40% nelle vendite di bevande a base di matcha, segno che i clienti stanno accogliendo favorevolmente scelte più salutari”.

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Cono gelato: ecco le nuove proposte dei maestri pasticceri

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gelato cono bari garda sardegna mostra milano pupo
Un cono gelato (immagine: Pixabay)

Pankono, CroNò, Ice Croissant: definizioni e tecniche diverse per rinnovare il cono gelato, in base alla creatività di maestri pasticceri o giovani talenti. Così la classica cialda lascia il posto a consistenze che ripropongono i sapori dei lievitati. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato su Identità Golose.

La nuova definizione del cono gelato

MILANO – Ormai si sa, la cucina è anche evoluzione e rivoluzione. Riprogramma le sue regole e aggiorna ciclicamente i suoi modelli, progetta nuove strade e costruisce ponti per attraversare territori inesplorati, così reinventa le mode e cambia le abitudini a tavola, più o meno frequentemente.

Pensando al passato vengono in mente Riso, oro e zafferano di Gualtiero Marchesi, il manifesto della nuova cucina italiana d’autore; le Cinque stagionature di Parmigiano reggiano in diverse consistenze di Massimo Bottura, che rilegge il territorio attraverso un gesto radicalmente innovativo; ancora, l’arrivo della cucina molecolare anche in Italia, grazie a chef come Moreno Cedroni, Ettore Bocchia o Davide Scabin; o la “riscoperta del pane” by Niko Romito.

Proposte che hanno cambiato aspetto o nome o percezione al già visto, puntando su sapori originali e intraprendendo nuove vie per dare piacere al palato.

A trovarsi al centro di un processo di revisione e innovazione stavolta tocca al cono gelato.

È icona dell’estate, rivoluzionario emblema di libertà eletto a puro piacere da passeggio; il MoMA di New York lo annovera tra le icone di design che hanno cambiato le nostre vite. Scelto abitualmente da 7 italiani su 10, oggi la sua fama è in ascesa, tanto da meritare un posto nel paniere 2025 dell’Istat, che lo individua tra i prodotti più rappresentativi dei consumi delle famiglie italiane.

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HostMilano in anteprima alla sede di Confcommercio: riflettori su caffè, cacao, gelato e horeca Francesca Cavallo (Fiera): “Il caffè? È come un linguaggio”

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Il ritorno di HostMilano (immagine concessa)

MILANO – I consumatori oggi non cercano solo prodotti, ma esperienze: sapori che si contaminano, suggestioni che nascono dall’incontro tra mondi diversi, idee che trasformano la tradizione in nuove opportunità.

È su questa domanda che si concentra Il gusto dell’ospitalità, l’evento promosso da HostMilano e Confcommercio Milano che si è tenuto il 12 settembre nella Veranda Liberty di Palazzo Castiglioni (sede della Confcommercio milanese), con le associazioni Altoga, Assofood, Epam Fipe Milano e Panificatori dedicato ai quattro grandi filoni simbolo del made in Italy – caffè, cioccolato, pasta-pizza-pane e gelato oltre al ruolo della ristorazione – e alla loro crescente ibridazione, capace di dare vita contaminazioni inedite e sorprendenti.

Il ritorno di HostMilano

Dalle sinergie tra pane e cioccolato, ai dessert che uniscono forno e gelato, fino al caffè reinterpretato in chiave gourmet: l’innovazione di prodotto nasce sempre più spesso dal dialogo tra filiere affini, capaci di generare inedite esperienze sensoriali per i consumatori e nuove occasioni di business per le imprese.

In questo scenario, HostMilano, organizzata da Fiera Milano, si conferma hub internazionale dell’ospitalità e laboratorio di contaminazioni creative: con oltre 1.900 espositori provenienti da 54 Paesi, la manifestazione offre uno spazio unico per valorizzare affinità, stimolare connessioni e anticipare i trend globali del fuoricasa e del food retail.

Il ruolo di piattaforma è rafforzato anche dalla capacità di HostMilano di creare connessioni, coinvolgendo istituzioni, associazioni e territori, e accompagnando le imprese nelle trasformazioni in corso.

“Appuntamenti come quello di oggi – commenta Francesca Cavallo, head of hospitality Exhibitions di Fiera Milano – sono fondamentali per valorizzare le sinergie tra filiere e HostMilano si distingue proprio per la sua capacità di riunire mondi diversi in un sistema integrato dove innovazione, sostenibilità e collaborazione sono centrali. In futuro – conclude – vogliamo rafforzare ancora di più il legame con tutti gli stakeholder e con il territorio, così da rendere la manifestazione un punto di riferimento sempre più forte per l’ospitalità, anche oltre i giorni di fiera”. E poi, a proposito di caffè: “È come un linguaggio”

“HostMilano 2025 è un appuntamento strategico per valorizzare settori chiave come pane, caffè, gelato, cioccolato e ristorazione, eccellenze della nostra organizzazione e del nostro territorio che contribuiscono in modo decisivo alla crescita del Paese – afferma Simonpaolo Buongiardino, vicepresidente di Confcommercio MiLoMB – Queste filiere rappresentano non solo una tradizione da difendere, ma anche un laboratorio di innovazione e di nuove opportunità di business”. “Confcommercio Milano – prosegue – è da sempre al fianco delle imprese per accompagnarle in un percorso di crescita e innovazione, creando sinergie, come con Fiera Milano e HostMilano, che possano rafforzare il loro ruolo di riferimento nell’ospitalità milanese e italiana”.

Un dinamismo che trova riscontro anche nei numeri. Nonostante un contesto internazionale complesso, nel primo semestre 2025 l’export mondiale dei settori rappresentati da HostMilano è cresciuto del +2,9% (fonte ExportPlanning). La performance più significativa è quella dei macchinari per gelato e refrigerazione (+8,6%), seguita dalle macchine da caffè (+2,5%), mentre la ristorazione professionale cresce dell’1% e i macchinari per panificazione e pasticceria segnano un +0,3%. Dati che confermano la solidità e la vitalità di filiere che continuano a trainare l’ospitalità italiana sui mercati internazionali.

Anche i singoli settori restituiscono un quadro dinamico

Nel 2024, la panificazione ha generato in Italia un fatturato di circa 13 miliardi di euro, con consumi previsti in crescita dell’1,6% nonostante un trend di lungo periodo leggermente calante (fonte Coordinamento Filiera Agroalimentare Confcommercio Milano).

Il comparto del gelato, in cui l’Italia spicca come leader europea, rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello globale: oltre 4,5 miliardi di euro complessivi di fatturato lungo la filiera e più di 600 milioni di porzioni di gelato artigianale vendute, con un consumo pro capite di circa 2 kg (fonte Coordinamento Filiera Agroalimentare Confcommercio Milano).

L’Italia conferma la sua leadership europea anche nel settore del caffé: con oltre 556.500 tonnellate di caffè torrefatto, pari al 25% della produzione UE, è il principale torrefattore dell’Unione (fonte Eurostat).

Un primato che si inserisce in un mercato globale valutato in circa 120 miliardi di dollari (fonte Mediobanca), con prospettive di crescita costante sia sul fronte della materia prima sia delle macchine da caffè, che a livello mondiale varranno quasi 19 miliardi di dollari nel 2025 e supereranno i 25 miliardi entro il 2030 (fonte Mordor Intelligence). L’aumento del costo della tazzina, sommato alla diminuzione del potere di acquisto delle famiglie, sta, al momento, rallentando la spesa giornaliera che gli italiani dedicano alla colazione o alla classica pausa caffè.

Pur essendo l’Italia uno dei paesi europei dove il costo della tazzina è aumentata, negli ultimi anni, in misura minore rispetto all’incremento dei costi della materia prima (dati Istat e Banca d’Italia) rimane obiettivo primario delle torrefazioni italiane quello di ritrovare un equilibrio economico/finanziario di settore tale da riuscire ad invertire questa attuale tendenza dei consumi e ridare un ruolo centrale alla bevanda più famosa e consumata dagli italiani (fonte Altoga).

Infine, la ristorazione conferma il suo ruolo strategico con un valore aggiunto di oltre 59 miliardi di euro nel 2024, il settore non solo sostiene le filiere produttive con acquisti per circa 20 miliardi di euro l’anno, ma genera un indotto complessivo di oltre 55,5 miliardi, trasformando ogni piatto in un racconto del territorio e delle sue eccellenze (fonte Epam Fipe Milano).

HostMilano 2025, in programma a Fiera Milano dal 17 al 21 ottobre sarà quindi il momento in cui imprese, buyer e professionisti provenienti da tutto il mondo potranno incontrarsi, scoprire in anteprima le novità e anticipare le tendenze che segneranno l’ospitalità di domani.

Le degustazioni speciali di pane, cioccolato, gelato e caffé

All’interno dell’evento Il gusto dell’ospitalità del 12 settembre promosso da Fiera Milano – HostMilano e Confcommercio Milano nella veranda di Palazzo Castiglioni, l’esperienza si completa con una degustazione che celebra l’eccellenza dei settori protagonisti di Host 2025, dal pane al cioccolato, dal gelato al caffè, alla ristorazione. Un percorso tra sapori e contaminazioni che mette in dialogo tradizione e innovazione.

Grazie al contributo delle associazioni di Confcommercio Milano – Altoga, Assofood, Panificatori, Epam Fipe Milano – e del maître chocolatier Davide Comaschi, oggi sono state proposte degustazioni speciali pensate per l’evento che raccontano ricerca, studio e passione e prendono forma in quattro assaggi:

Pane: sono stati proposti dal presidente dei panificatori Matteo Cunsolo tre tipi di pane:
– “shokupan”, un pane in cassetta giapponese, a dimostrazione dell’internazionalità del valore del pane;

– pane in cassetta con malto tostato e semi, a dimostrazione della vicinanza che il pane ha nei confronti della salute e del benessere;

– pane con pancetta, rucola e formaggio, per promuovere il valore del gusto, come elemento qualificativo del prodotto pane.

Cioccolato: è stata presentata da Davide Comaschi la “Pralina Carato”, un cioccolatino-design, una delle diverse prove con la quale Comaschi ha vinto il campionato del mondo di cioccolateria a Parigi e che ad oggi fa parte della linea di cioccolato firmata da Da Vittorio e Davide Comaschi.

Al suo interno si trova un cremoso ripieno di cioccolato al latte al 46%, fatto con un blend di fave di cacao provenienti da differenti piantagioni nel mondo e un latte che ha la particolarità di essere molto cremoso proveniente dalle nostre montagne, accompagnato da un centrifugato di zenzero fresco selezionato senza nervature in modo da dare una delicata nota piccante ma con un gusto molto aromatico e fresco tipico dello zenzero. Il tutto chiuso in una copertura dello stesso cioccolato al latte e rifinito con una foglia d’oro alimentare in modo da renderlo ancora più prezioso.

Gelato: un gelato al pane con semi di quinoa e amaranto, servito con un gelato al cioccolato monorigine senza latte proposto dal consigliere Assofood Antonio Morgese della gelateria Il Rigoletto.Un connubio che ben rappresenta i valori di ricerca, studio, e internazionalità di HostMilano e del gelato, ma che in questa occasione ha scelto di preparare anche per sottolineare il valore del fare impresa nel campo dell’agroalimentare.

Caffè: un caffè del gruppo Bonomi – Musetti proposto dal presidente di Altoga, Davide Licchelli.