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venerdì 04 Aprile 2025
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Lavazza e Fisher-Price nella campagna natalizia dedicata all’apprendimento dei bambini

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Lavazza e Fisher-Price insieme (immagine concessa)

TORINO – Il momento del caffè, in Italia, è vissuto da sempre come la sublimazione dell’atmosfera familiare e amicale, un rito condiviso che scandisce la giornata e che riunisce per attimi di relax, spensieratezza e chiacchiere. Momenti vissuti in compagnia, in cui i bambini sono spettatori delle vite adulte.

Nelle varie fasi della vita, infatti, i bimbi si nutrono delle azioni che vedono compiere agli adulti e desiderano ripeterne i gesti; così anche la condivisione di una tazzina di caffè diventa un momento di apprendimento.

La partnership tra Lavazza e Fisher-Price

Fisher-Price e Lavazza, accomunati dal desiderio di celebrare questo rituale tutto italiano, scelgono di raccontare due dei loro prodotti iconici, la Mia prima macchina del caffè Fisher Price e le macchine per il caffè espresso Lavazza A Modo Mio, e si uniscono per lanciare insieme, in vista del Natale, la campagna social “Ci facciamo un caffè?” di cui saranno entrambi protagonisti, e che ci pone come osservatori di questi momenti speciali ma con un punto di vista eccezionale, gli occhi dei bambini.

Il video si svolge nell’atmosfera festosa dei giorni che precedono il Natale e vede protagonista un bambino che osserva con entusiasmo diverse scene di consumo del caffè. Finalmente, la mattina di Natale, il bambino può partecipare a questo rito collettivo grazie alla macchina giocattolo Fisher Price.

La campagna, realizzata con Freeda, sarà on air sulle piattaforme digital dei due brand fino a Natale.

La campagna social andrà a supportare importanti attivazioni retail nello stesso periodo che riguardano i canali di vendita di Fisher-Price e Lavazza che saranno dedicate a genitori, nonni e gift givers di questo magico momento.

I clienti, sul sito ufficiale Lavazza, acquistando una macchina per caffè espresso Lavazza A Modo Mio Deséa o Idola e rispettivamente 108 o 72 capsule originali Lavazza A Modo Mio, riceveranno uno sconto di 5€ per l’acquisto di almeno 30€ di prodotti Fisher-Price e Little People* spendibile sull’ecommerce del rivenditore Iperbimbo.

Viceversa, acquistando almeno 30€ di prodotti Fisher-Price presso i punti vendita che aderiranno all’iniziativa esponendo i materiali promozionali dedicati, si otterrà uno sconto di almeno 5€ applicabile su prodotti in vendita presso il sito Lavazza.it.

Sulla piattaforma Amazon saranno inoltre disponibili dei bundle set formati da La Mia Prima Macchina del Caffè e Deséa + 72 capsule originali Lavazza A Modo Mio, un’idea regalo perfetta per grandi e piccini.

La collaborazione tra Fisher-Price e Lavazza si declinerà anche sul piano didattico nel Museo Lavazza, all’interno di Nuvola Lavazza a Torino.

Dall’8 dicembre 2024, all’interno del laboratorio Coffee Kids Quiz Christmas Edition, che si terrà in occasione della Giornata delle Famiglie, La mia prima macchina del caffè Fisher-Price sarà protagonista di un’attività che coinvolgerà i bambini fino a 12 anni.

Squadre avversarie dovranno rispondere ad una serie di domande, quiz e game, al fine di guadagnare punti e pezzi di un puzzle che comporrà le regole per preparare il caffè. Utilizzando la Mia Prima Macchina del Caffè Fisher-Price, i bimbi giocheranno a simulare la preparazione del caffè, di cappuccini e squisitezze, utilizzando tutti gli accessori giocattolo e seguendo le indicazioni dei coffelier di Lavazza che, contestualmente, offriranno una degustazione di ricette ai genitori e accompagnatori.

L’approccio ludico permetterà ai partecipanti di imparare divertendosi, così da ampliare le proprie conoscenze attraverso l’ascolto, l’osservazione e il lavoro di squadra.

NB: Il consumo di caffè non si intende per un pubblico di bambini, il giocattolo Fisher-Price incoraggia i bambini dai 18 mesi in su a replicare azioni svolte nella vita quotidiana in modalità di gioco role play, per lo sviluppo di capacità motorie e relazionali”

*sono esclusi gli articoli già in promozione

La scheda sintetica di Mattel

Mattel è una delle principali aziende globali nel settore dei giocattoli e possiede uno dei portafogli più solidi di franchise per l’intrattenimento familiare e per bambini a livello mondiale. Crea prodotti innovativi ed esperienze che ispirano, intrattengono e sviluppano i bambini attraverso il gioco.

Coinvolge i consumatori attraverso il nostro portafoglio di marchi iconici, tra cui Barbie, Hot Wheels, Fisher-Price, American Girl, Thomas & Friends, UNO, Masters of the Universe, Monster High e MEGA, oltre ad altre proprietà intellettuali popolari di sua proprietà o con licenza in collaborazione con aziende globali dell’intrattenimento. La sua offerta comprende contenuti cinematografici e televisivi, esperienze digitali e di gioco, musica ed eventi dal vivo.

Opera in 35 sedi e i suoi prodotti sono disponibili in oltre 150 paesi in collaborazione con le principali aziende di vendita al dettaglio ed e-commerce del mondo. Dal suo fondamento nel 1945, Mattel è orgogliosa di essere un partner di fiducia che da la possibilità ai bambini di esplorare la meraviglia dell’infanzia e raggiungere il loro pieno potenziale.

La scheda sintetica del Gruppo Lavazza

Lavazza, fondata a Torino nel 1895, è un’azienda italiana produttrice di caffè di proprietà dell’omonima famiglia da quattro generazioni. Il Gruppo è oggi tra i principali protagonisti nello scenario globale del caffè, con un fatturato di oltre 3 miliardi di euro e un portfolio di marchi leader nei mercati di riferimento come Lavazza, Carte Noire, Merrild e Kicking Horse.

È attivo in tutti i segmenti di business, presente in 140 mercati, con 8 stabilimenti produttivi in 5 Paesi. La presenza globale è frutto di un percorso di crescita che dura da oltre 125 anni e gli oltre 30 miliardi di tazzine di caffè Lavazza prodotti all’anno sono oggi la testimonianza di una grande storia di successo, per continuare a offrire il miglior caffè possibile in qualsiasi forma, curando ogni aspetto della filiera, dalla selezione della materia prima al prodotto in tazza.

Il Gruppo Lavazza ha rivoluzionato la cultura del caffè grazie ai continui investimenti in Ricerca e Sviluppo: dall’intuizione che ha segnato il primo successo dell’impresa – la miscela di caffè – allo sviluppo di soluzioni innovative per i packaging; dal primo espresso bevuto nello Spazio alle decine di brevetti industriali sviluppati.

Un’attitudine a precorrere i tempi che si riflette anche nell’attenzione dedicata a temi economici, sociali e ambientali, da sempre considerati fondamentali per orientare la strategia aziendale. “Awakening a better world every morning” è il purpose del Gruppo Lavazza, che ha l’obiettivo di creare valore per gli azionisti, i collaboratori, i consumatori e le comunità in cui opera, unendo la competitività alla responsabilità sociale e ambientale.

Vending: Vendon e Coges: il webinar sulle tecnologie di connettività IoT e i sistemi di pagamento innovativi, 12/12

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Coges in partnership con Vendon (immagine concessa)

VICENZA – Coges, leader nella fornitura di soluzioni di pagamento cashless, e Vendon, esperto di IoT e telemetria per i settori della distribuzione automatica e del caffè, continuano la loro collaborazione, volta ad aiutare le aziende ad affrontare l’evoluzione del mercato.

Con la fine dell’anno, le due aziende riflettono sui loro successi e condividono approfondimenti sulle tendenze che plasmeranno i settori della distribuzione automatica e del caffè nel 2025.

Coges e Vendon hanno lavorato a stretto contatto per integrare le loro tecnologie e competenze, offrendo soluzioni complete che semplificano le operazioni, migliorano l’efficienza e consentono alle aziende di soddisfare meglio le aspettative dei clienti.

Un anno di progressi

Coges e Vendon hanno unito le loro competenze per fornire soluzioni personalizzate e senza soluzione di continuità, progettate per rispondere alle esigenze specifiche delle aziende di distribuzione automatica e caffè.

Coges, con decenni di esperienza nei sistemi di pagamento in contanti e cashless, offre soluzioni affidabili e versatili, mentre Vendon arricchisce queste proposte con tecnologie avanzate di telemetria e connettività IoT.

Integrando tecnologie di pagamento con funzionalità di dati in tempo reale, la collaborazione consente alle aziende di ottimizzare le operazioni, monitorare le prestazioni e comprendere meglio il comportamento dei clienti.

“Sia Coges che Vendon sono esperti rispettivamente in sistemi di pagamento e IoT, ma è la nostra collaborazione a creare una sinergia potente. Insieme offriamo il massimo valore ai nostri clienti, proponendo soluzioni personalizzate che affrontano le sfide uniche dei settori della distribuzione automatica e del caffè”, sottolinea Janis Jukna, head of sales di Vendon.

Guardando al futuro

Fornire semplicemente dati grezzi non è più sufficiente: gli operatori necessitano di soluzioni in grado di evolversi per offrire intuizioni chiare e utili. Le analisi devono essere facili da comprendere, i report devono offrire un valore reale e i dati devono lavorare per l’azienda, non il contrario.

Oltre alle esigenze operative, gli operatori devono affrontare tendenze più ampie nel settore del food & beverage, come la sostenibilità e la crescente domanda di distributori automatici di cibo fresco.

Queste tendenze stanno ridefinendo le aspettative dei clienti e l’IoT può svolgere un ruolo cruciale nell’aiutare le aziende ad adattarsi. Sfruttando le intuizioni basate sull’IoT, gli operatori possono monitorare e gestire iniziative di sostenibilità, ottimizzare le catene di approvvigionamento per i prodotti freschi e mantenersi allineati con le priorità dei consumatori.

Avvicinandosi al 2025, l’attenzione non sarà solo sull’adozione dell’IoT, ma sul miglioramento delle sue capacità per offrire soluzioni più intelligenti, semplici ed efficaci, in grado di soddisfare le esigenze in evoluzione del settore. Gli operatori che abbracceranno questo cambiamento saranno meglio posizionati per avere successo in un mercato sempre più dinamico.

Per condividere questi approfondimenti e fornire indicazioni pratiche, Coges e Vendon stanno organizzando un webinar online intitolato che si terrà il 12 dicembre dalle 14:00 alle 15:15.

L’evento vedrà la partecipazione di esperti del settore di entrambe le aziende, tra cui Daniele Ioriatti, Raivis Vaitekūns e Janis Jukna, che discuteranno di tendenze, strumenti e casi di successo reali.

Per registrarsi basta cliccare qui.

Isic: il consumo di caffè può aggiungere 2 anni di vita sana

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caffè attacco di cuore

MILANO – Un nuovo articolo di revisione(1) pubblicato su Ageing Research Reviews e supportato dalla Scientific Information on Coffee (Isic) esplora il legame tra il consumo di caffè e un invecchiamento sano. La percentuale della popolazione mondiale di età pari o superiore a 65 anni sta crescendo rapidamente e si prevede che aumenterà dal 10% nel 2022 al 16% nel 2050(2).

Questo studio sottolinea l’importanza che il consumo regolare e moderato di caffè può avere per questa fascia di popolazione, come parte di uno stile di vita sano ed equilibrato.

La European Food Safety Authority (EFSA) considera sicuro e moderato un consumo fino a 400 mg di caffeina al giorno (equivalente a 3-5 tazze di caffè) per la maggior parte degli adulti. Per le donne in gravidanza o in allattamento, l’assunzione di caffeina dovrebbe essere ridotta a 200 mg al giorno (3).

Essendo uno degli alimenti più studiati al mondo, oltre 50 studi hanno osservato il potenziale del caffè nel ridurre la mortalità per tutte le cause, giocando un ruolo significativo nella diminuzione del rischio di malattie cardiovascolari, tumori, malattie respiratorie, declino cognitivo e fragilità.

La nuova revisione ha scoperto che il consumo regolare di caffè aggiunge in media 1,8 anni di vita sana, garantendo non solo una maggiore longevità ma anche una migliore qualità della vita.

Alcune ricerche suggeriscono che altri interventi nutrizionali anti-invecchiamento potrebbero avere un effetto di distorsione legato al genere; tuttavia, la revisione ha concluso che l’aumento dell’aspettativa di vita sana attribuita al caffè è evidente sia negli uomini che nelle donne.

Oltre a ridurre il rischio di alcune delle principali malattie croniche, il team ha esplorato il ruolo del caffè nei meccanismi biologici legati al processo di invecchiamento.

Questo include l’influenza del caffè nella mitigazione dell’instabilità genomica o delle mutazioni cellulari, che sono un noto fattore scatenante dell’invecchiamento, e nel rafforzamento della normale funzionalità cellulare.

È importante sottolineare che la revisione si è concentrata esclusivamente su studi condotti su esseri umani o tessuti umani, fornendo una comprensione più accurata e affidabile degli effetti del caffè sulla salute umana.

Molte raccomandazioni cliniche tradizionali per gli anziani hanno suggerito di ridurre o addirittura evitare il consumo di caffè (4,5,6,7). Questa nuova revisione propone che tali linee guida siano rivalutate alla luce delle evidenze scientifiche che dimostrano il ruolo del caffè nell’invecchiamento sano.

Sebbene il caffè sia principalmente associato al contenuto di caffeina, contiene anche una miscela di oltre 2.000 composti bioattivi. I polifenoli, ad esempio, possono fornire proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, riducendo la neuroinfiammazione o regolando la sensibilità all’insulina.

Sia i componenti con caffeina che quelli senza caffeina del caffè possono contribuire a prolungare la vita sana, ma c’è ancora molto da scoprire sui meccanismi esatti dietro il ruolo di questi componenti.

Gli autori evidenziano il forte potenziale per ulteriori ricerche sui benefici del caffè in questo campo.

Il dottor Rodrigo Cunha, autore principale e docente presso l’Università di Coimbra, ha dichiarato: “Sappiamo che la popolazione mondiale sta invecchiando più rapidamente che mai, ed è per questo che è sempre più importante esplorare interventi dietetici che possano permettere alle persone non solo di vivere più a lungo, ma anche in maniera più sana. Le raccomandazioni cliniche tradizionali hanno talvolta sottovalutato il ruolo del caffè nell’invecchiamento sano, ma con una solida base di ricerca che dimostra come il consumo regolare possa potenzialmente ridurre alcune delle malattie croniche più comuni, è probabilmente il momento di rivalutare queste indicazioni”.

Cunha aggiunge: “La nostra revisione sottolinea il ruolo che il consumo regolare e moderato di caffè può avere nel contrastare i meccanismi biologici che naturalmente rallentano o falliscono con l’avanzare dell’età, causando una serie di potenziali problemi di salute e comorbidità. Inoltre, c’è ancora spazio per comprendere meglio come funzionano esattamente questi meccanismi e quali individui possono essere predisposti biologicamente a trarre il massimo beneficio dal consumo di caffè”.

Il consumo moderato di caffè può essere definito come 3-5 tazze al giorno, basandosi sulla revisione EFSA sulla sicurezza della caffeina.

Per maggiori informazioni basta cliccare qui.

Note

  1. Lopes CR & Cunha RA (2024). Impact of coffee intake on human aging: Epidemiology and cellular mechanisms. Ageing Research Reviews 102.
  2. United Nations (2024). Global Issues: Ageing. Accessed at: https://www.un.org/en/global-issues/ageing (September 2024)
  3. EFSA (2015). Scientific Opinion on the Safety of Caffeine, EFSA Journal, 13(5):4102.
  4. Troyer RJ & Markle GE (1984) Coffee Drinking: An Emerging Social Problem? Social Problems 31 (4):403-416
  5. Soroko S, Chang J, Barrett-Connor E (1996) Reasons for changing caffeinated coffee consumption: the Rancho Bernardo Study. J Am Coll Nutr 15(1): 97-10.
  6. James JE (1997) Is habitual caffeine use a preventable cardiovascular risk factor? Lancet 349: 279-81.
  7. Sotos-Prieto M., Carrasco P., Sorlí J.V., Guillén M., Guillém-Sáiz P., Quiles L., Corella D (2010) Coffee and tea consumption in a high cardiovascular risk Mediterranean population. Nutr Hosp 25:388-393.

Campari Group ha nominato Simon Hunt come chief executive officer

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Il logo di Campari

MILANO – Il consiglio di amministrazione di Davide Campari-Milano N.V. (Reuters CPRI.MI-Bloomberg CPR IM) annuncia la scelta di Simon Hunt come chief executive officer di Campari Group. La nomina è il risultato di una valutazione approfondita di candidati interni ed esterni condotta dal Comitato per la remunerazione e le nomine, dal Comitato per la transizione della leadership e dal Consiglio di amministrazione.

Simon Hunt subentrerà agli attuali co-ceo ad interim Paolo Marchesini, chief financial and operating officer, e Fabio Di Fede, chief legal and M&A Officer.

Ai sensi della legge olandese, il consiglio di amministrazione ha deliberato la convocazione di un’Assemblea Generale ad hoc il 15 gennaio 2025 per nominare Simon Hunt Amministratore Esecutivo di Davide Campari-Milano N.V.. Simon sarà chief executive officer a partire dalla data dell‘Assemblea Generale.

Con oltre 30 anni di esperienza nei premium spirit, Simon Hunt è un veterano del settore e leader affermato con una solida esperienza nell’accelerazione dei percorsi di crescita aziendale e nella costruzione di marchi globali.

Ha maturato un’ampia competenza nei mercati internazionali, in particolare nel mercato strategico degli Stati Uniti, così come nei mercati emergenti. Simon possiede consolidate capacità strategiche, manageriali e di leadership acquisite attraverso responsabilità crescenti nei diversi mercati e categorie di spirit, lavorando per le principali aziende del settore, sia quotate che non.

In particolare, ha trascorso 14 anni in William Grant&Sons, proprietaria del portafoglio di Scotch whisky single malt più venduto al mondo, oltre che di marchi rilevanti nelle categorie del gin e della tequila.

Nel corso degli anni ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, da President&Managing Director of North America a Chief Commercial Officer, fino a essere promosso Chief Executive Officer dal 2016 al 2020. Durante la sua carriera presso William Grant&Sons, Simon Hunt ha sviluppato e implementato con successo la strategia aziendale focalizzata su infrastrutture scalabili e costruzione di marchi premium, rafforzando la presenza nei mercati emergenti e promuovendo l’innovazione.

Simon Hunt ha iniziato la sua carriera in Diageo, dove ha ricoperto varie posizioni manageriali nel marketing e nelle vendite, incluso il ruolo di Vice President of Smirnoff Global Marketing. Successivamente è entrato a far parte di Allied Domecq come Senior Vice President of Global Innovation ed Executive Vice President of Marketing North America, prima di unirsi a Pernod Ricard in qualità di Chief Executive Officer&President di Malibu-Kahlua International.

Più recentemente, dopo due anni come consulente strategico per Chief Executive e Consigli di Amministrazione di aziende di spirit premium, nel 2022 Simon Hunt è stato nominato Chief Executive Officer di Catalyst Spirits, un incubatore di marchi spirit, dove ha guidato le iniziative strategiche dell’azienda e l’innovazione di marchi attraverso piattaforme digitali.

Catalyst Spirits è la società operativa dietro marchi quali Howler Head in cui Campari Group ha acquisito nel 2022 una partecipazione di minoranza e i diritti di distribuzione, attualmente in fase di dismissione dato il rinnovato focus di Campari Group sui brand strategici prioritari.

Simon Hunt, cittadino australiano e britannico, è laureato alla London School of Economics e alla London Business School. Ha completato programmi da executive presso Harvard Law School, INSEAD a Singapore e Wharton negli Stati Uniti.

Luca Garavoglia, presidente del Gruppo: “Sono lieto di dare il benvenuto a Simon come nuovo Chief Executive Officer di Campari Group. La sua ampia e comprovata esperienza nel settore, insieme alla sua leadership nella costruzione e nello sviluppo dei marchi premium a livello globale saranno fondamentali per guidare Campari Group nella sua prossima fase di crescita. Sono convinto che le competenze, la personalità, l’energia, la leadership e la determinazione di Simon porteranno Campari Group a nuovi traguardi mentre continuiamo a implementare la nostra strategia di crescita e a evolvere nel nostro nuovo modello operativo delle House of Brands”.

Garavoglia continua: “Colgo questa opportunità per esprimere la mia profonda gratitudine a Paolo Marchesini e Fabio Di Fede per l’impegno nel loro ruolo di Co-CEO ad interim, garantendo una transizione di governance di successo, e per il loro continuo supporto, collaborando con Simon e assicurando un passaggio di consegne fluido. Inoltre, desidero ringraziare sinceramente il Comitato per la Transizione della Leadership, presieduto da Bob Kunze-Concewitz in qualità di Amministratore non esecutivo, il Comitato per la Remunerazione e le Nomine e l’intero Consiglio di Amministrazione per il loro supporto fattivo e il contributo significativo nel processo di selezione”.

Simon Hunt, chief executive officer: “Durante i miei oltre tre decenni di esperienza nell’industria degli spirit, ho sempre nutrito grande stima per Campari Group per la sua storia unica, il solido portafoglio di brand iconici, la cultura aziendale, la continua sovraperformance e l’eccezionale storia di crescita. Sono onorato ed entusiasta di cogliere questa straordinaria opportunità e non vedo l’ora di collaborare con un leadership team di talento quale quello di Campari Group e con tutta l’organizzazione per continuare a consolidare l’eredità e i successi degli ultimi decenni, elevando il potenziale e l’ambizione di crescita del Gruppo a livelli ancora più elevati”.

La scheda sintetica di Campari Group

Campari Group è uno dei maggiori player a livello globale nel settore degli spirit, con un portafoglio di oltre 50 marchi che si estendono fra brand a priorità globale, regionale e locale. I brand a priorità globale rappresentano il maggiore focus di Campari Group e comprendono Aperol, Campari, SKYY, Grand Marnier, Espolòn, Courvoisier, Wild Turkey e Appleton Estate. Campari Group, fondato nel 1860, è il sesto per importanza nell’industria degli spirit di marca.

Ha un network distributivo su scala globale che raggiunge oltre 190 Paesi nel mondo, con posizioni di primo piano in Europa e nelle Americhe. La strategia di Campari Group punta a coniugare la propria crescita organica, attraverso un forte brand building, e la crescita esterna, attraverso acquisizioni mirate di marchi e business. Con sede principale in Italia, a Sesto San Giovanni, Campari Group opera 25 siti produttivi in tutto il mondo e una rete distributiva propria in 26 paesi.

Il Campari Group impiega circa 4.900 persone. Le azioni della capogruppo Davide Campari-Milano N.V. (Reuters CPRI.MI – Bloomberg CPR IM) sono quotate al Mercato Telematico di Borsa Italiana dal 2001. Per maggiori informazioni basta cliccare qui.

International Coffee Tasting 2024 in Italia e in Cina: le gold medal di novembre assegnate da Iiac chiudono l’edizione annuale

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Carlo Odello (presidente Iiac – International institute of coffee tasters, Luca D’Alba (direttore generale Autogrill Italia), Gian Paolo Braceschi (ceo Good Senses), Roberto Conter (Product innovation and development specialist Autogrill Italia) (immagine concessa)

MILANO – International Coffee Tasting, il concorso organizzato da Iiac – International institute of coffee tasters, chiude l’edizione 2024 con le gold medal assegnate nelle sessioni di novembre in Italia e in Cina. Un’edizione che ha visto il coinvolgimento di quasi 800 prodotti da 10 paesi, diventando così la più grande sinora organizzata.

“Abbiamo voluto calcolare il numero delle ore impegnate nelle sole attività di valutazione sensoriale. Abbiamo stimato che i nostri giudici sensoriali hanno speso circa 2.000 ore per profilare i prodotti in gara e questa stima non include la fase di elaborazione e validazione dei dati – ha dichiarato Carlo Odello, presidente di Iiac – International institute of coffee tasters – Questo per dare un’idea del livello di impegno richiesto per svolgere un concorso che continua a volersi basare sulla pura analisi sensoriale che prevede un metodo strutturato e scientifico”.

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Il logo dell’international coffee Tasting IIAC 2024

L’ultima sessione italiana di novembre si è tenuta presso la Factory Food Designers all’interno dell’headquarter di Autogrill a Rozzano (MI), nel nuovo Next Drip, l’innovativo laboratorio dedicato al mondo del caffè. Sono state assegnate le Gold Medals alle aziende italiane seguenti: Marcandalli, Torrefazione Caffè Avana, Torrefazione Caffè Gran Salvador, Dacatè, Torrefazione Goriziana e Torrefazione La Brasiliana (l’elenco completo con anche le aziende non italiane premiate è disponibile a www.internationalcoffeetasting.com).

“International Coffee Tasting 2024 è stata anche l’occasione per introdurre nuove categorie di prodotto. Ci siamo quindi spinti oltre quelle classiche come l’espresso in grani, il filtro e la moka, il caffè in cialda e capsula, arrivando al caffè concentrato, a quello solubile e ai ready-to-drink a base di caffè – ha continuato Odello – Siamo partiti con questi nuovi prodotti proprio in Cina perché si tratta di un mercato dove hanno una quota di mercato significativa e stiamo valutando la loro estensione anche ad altri mercati”.

International Coffee Tasting è nato con l’idea di fornire un banco di prova equo e indipendente per le torrefazioni, per dare loro la possibilità di una valutazione oggettiva dei propri prodotti e permettergli di valorizzarli e migliorarli a favore del consumatore finale. Questo è davvero lo scopo ultimo della competizione: sostenere la competenza del settore e dei suoi professionisti. Per questo International Coffee Tasting è tra i concorsi più selettivi del food & beverage: nel 2024 ha premiato con la Gold Medal solo il 25% dei prodotti in gara.

La scheda sintetica di Iiac

Iiac – International institute of coffee tasters è un’associazione senza fini di lucro che vive delle sole quote sociali. È stato fondato nel 1993 con l’obiettivo di mettere a punto e diffondere un metodo scientifico per l’assaggio del caffè.

Dalla sua fondazione Iiac ha svolto centinaia di corsi ai quali hanno partecipato 13.000 allievi da più di 40 paesi nel mondo.

Il manuale Espresso Italiano Tasting, edito in italiano e in inglese, è stato tradotto in spagnolo, portoghese, tedesco, francese, russo, giapponese, cinese, coreano e tailandese. Iiac è dotato di un importante comitato scientifico che pianifica la ricerca per garantire l’innovazione del settore: ne fanno parte docenti universitari, tecnici e professionisti. Ha inoltre filiali dirette in Cina, Corea e Giappone. Per maggiori informazioni basta cliccare qui.

C’è anche il bar caffetteria della catena Atlantic nel nuovo Esselunga aperto a Treviglio

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Il bar Atlantic di Treviglio (immagine concessa)

TREVIGLIO (Bergamo) – Esselunga apre il superstore di Treviglio in via Caravaggio, lungo la strada provinciale 11 di fronte all’ospedale cittadino. A Bergamo e provincia sono ora 7 i negozi aperti: oltre ai tre nel capoluogo sono attivi i superstore di Curno, Stezzano e Nembro.

Il negozio di Treviglio, con una superficie commerciale di 2.500 mq, sorge sull’area dell’ex hotel La Lepre, una struttura chiusa da circa 10 anni. I lavori di costruzione hanno previsto la realizzazione di una doppia rotatoria a forma di otto per agevolare il flusso del traffico in una zona di grande passaggio.

La nuova apertura di Esselunga a Treviglio

L’apertura di Esselunga rappresenta un’opportunità per il territorio grazie all’importante intervento di riqualificazione urbana di uno spazio abbandonato, all’investimento sulla viabilità della zona e alle positive ripercussioni sull’occupazione e sull’offerta ai consumatori.

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Il nuovo Esselunga (immagine concessa)

All’interno dell’Esselunga di Treviglio lavorano 104 persone di cui 75 nuovi assunti del territorio; lo spostamento di 29 dipendenti provenienti da altri negozi ha generato a sua volta l’assunzione di altrettante risorse, allo scopo di equilibrare le competenze e la necessaria esperienza.

Il superstore è dotato di un ampio parcheggio con 435 posti auto, oltre a un locker per il ritiro della spesa online.

L’offerta ai clienti è di oltre 15.000 prodotti con grande attenzione alla convenienza e le esclusive linee a marchio privato per soddisfare ogni esigenza di spesa. Esselunga propone i reparti di frutta e verdura sfusa e confezionata e i reparti assistiti di pesce, carne, gastronomia, panetteria e una fornita enoteca con oltre 800 etichette e l’assistenza di un sommelier per guidare i clienti nella scelta dei vini.

Arricchisce l’offerta Elisenda, la linea di alta pasticceria realizzata in collaborazione con i fratelli Cerea del ristorante stellato Da Vittorio.

A Treviglio apre anche il Bar Atlantic, 125° della catena, che mette a disposizione della clientela una sala con 112 sedute a cui si aggiunge un dehor esterno con ulteriori 36 posti, dove vengono offerti una selezione di piatti caldi e un servizio di panineria, oltre ad aperitivi nella fascia serale.

Per rendere l’esperienza di acquisto più rapida e comoda sono presenti casse veloci dedicate al self-payment e al self check-out e il “Presto Spesa”, disponibile anche su app. I nuovi clienti hanno la possibilità di aderire al programma “Fìdaty” richiedendo direttamente in negozio, tramite un QR code, la card digitale gratuita e subito attiva.

Oltre al servizio e-commerce disponibile attraverso l’app e il sito esselungaacasa.it, per chi preferisce ordinare la spesa online e ritirarla in negozio già in giornata, nella fascia oraria prenotata, c’è il servizio gratuito Clicca e Vai Locker. Nel negozio è presente anche un ecocompattatore per la raccolta e il riciclo di bottiglie in plastica PET.

L’Esselunga di Treviglio è aperta ogni giorno dalle 7.30 alle 21, la domenica dalle 8 alle 20.
La scheda sintetica di Esselunga

La scheda sintetica di Esselunga

Esselunga è uno dei principali gruppi italiani nel settore della grande distribuzione che opera attraverso una rete di 190 negozi. Esselunga si avvale di centri produttivi e di lavorazione che servono tutti i negozi della catena.

Fanno parte di Esselunga anche i Bar Atlantic e le profumerie eb. Fondata nel 1957 con l’apertura a Milano del primo supermercato in Italia, Esselunga occupa oltre 28.000 persone, ha un fatturato di 9,3 miliardi di euro e 5,5 milioni di clienti fidelizzati.

L’azienda lavora costantemente per garantire qualità, convenienza, innovazione e tutela dei consumatori, con un impegno quotidiano per la sostenibilità.

Grom e Amedei presentano la carta di accostamenti di gelato e cioccolato

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Cono gourmet al pistacchio Grom (immagine concessa)

MILANO – Gelato e cioccolato sono una vera e propria passione nel Belpaese: ogni anno gli italiani mangiano circa 4kg di gelato e consumano circa 3kg di cioccolato a testa . Seppur così amati, non è usanza tipica gustarli “insieme”: invece, non tutti sanno che, se uniti, potrebbero portare piacevoli sorprese.

A lanciare questa idea sono la nota rete torinese di gelaterie Grom e la storica realtà toscana specializzata in cioccolato artigianale d’alta gamma Amedei che, in occasione dell’ingresso delle sue tavolette, praline e napolitains nelle gelaterie Grom, hanno ideato una carta per scoprire l’inedito accostamento tra gelato e cioccolato realizzata dagli esperti di Ricerca & Sviluppo di Grom ed Amedei: un viaggio sensoriale che guida gli amanti del gusto alla scoperta di sensazioni inattese, dove sapori, consistenze e aromi si intrecciano in un equilibrio perfetto.

Le praline Amedei (immagine concessa)

1. Gelato al pistacchio & cioccolato fondente

Il gelato al pistacchio si distingue per la sua autenticità, caratterizzata solitamente da note balsamiche e resinose che ne esaltano l’intensità. A questo si può accostare un cioccolato fondente 70%, ottenuto da una delle varietà di cacao Criollo più pregiate al mondo, delicata ma complessa.

Inoltre, il pistacchio rivela la sua identità più nobile attraverso la cremosità del gelato, mentre il cioccolato fondente si fa ambasciatore di eleganza e raffinatezza, completandosi l’un l’altro in un’esplosione di sentori tostati e profondi, in un gusto equilibrato, pulito e persistente.

2. Gelato alla crema & pralina al cioccolato fondente e frutta secca

Un gelato alla crema all’uovo, con un tocco di granella di cioccolato fondente Ecuador e pezzetti di biscotto, potrebbe essere unito a una pralina al cioccolato fondente e frutta secca.

La cremosità della crema, ricca e avvolgente, trova infatti nella pralina un complemento perfetto: un guscio di cioccolato fondente vellutato che racchiude un cuore croccante di frutta secca caramellata. L’equilibrio tra la morbidezza del gelato e la croccantezza della pralina esalta la dolcezza equilibrata di entrambi, regalando un assaggio che gioca con consistenze diverse.

3. Caramello salato & cioccolato al latte e nocciole

Il gelato al caramello salato è un’esperienza di contrasti, tra dolcezza intensa, sapidità decisa e sapore grasso e bruciato.

Un gusto equilibrato che trova un ideale compagno in un cioccolato al latte arricchito con nocciole tostate, dove la cremosità del cioccolato incontra la croccantezza delle nocciole. Entrambi i gusti condividono la capacità di bilanciare sapori in contrasto, offrendo un’esperienza gustativa complessa e avvolgente.

4. Gelato al fiordilatte & pralina cremosa al cioccolato al latte

Per chi apprezza la semplicità e la purezza del latte fresco, il gelato al fiordilatte rappresenta un tributo alla genuinità degli ingredienti. Il suo sapore dolce e delicato, esaltato dalla sua consistenza, può trovare il partner ideale in una pralina cremosa al cioccolato al latte con un ripieno morbido.

La dolcezza naturale del fiordilatte non sovrasta mai e lascia invece emergere le sfumature più delicate del cioccolato, per un finale armonioso e bilanciato.

5. Gelato al limone & cioccolato fondente fruttato

L’asprezza del gelato al limone, bilanciato e fresco, è un invito irresistibile per chi ama i sapori agrumati. Questa freschezza si può abbinare a un cioccolato fondente Madagascar dalle spiccate note fruttate, con accenti di agrumi e frutti di bosco.

L’incontro tra questi due elementi dà vita a un accostamento vibrante, dove l’intensità del cacao si armonizza con l’asprezza del limone. Il risultato è un’esplosione vivace che si prolunga al palato.

Cialde in carta standard E.S.E.: novità, tra certificazione home compost e il Green New Deal

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Il caffè in cialda E.S.E. è perfettamente compostabile
Le carte in cialda standard E.S.E. hnno tanti pregi sia per la qualità in tazza sia per la sostenibilità

MILANO – Sembra confermata la tendenza, nell’ambito più generale della sostenibilità ambientale, sempre più marcata dei mercati verso la compostabilità domestica. Si tratta di una certificazione che ha effettivamente valore. Anche se la Francia, in particolare, ha messo una serie di sbarramenti. Ed è comunque una materia controversa, che si chiarirà nei prossimi anni a seguito delle ultime indicazioni normative e del Green New Deal che ha visto la luce nel settembre 2020. Indicazioni che riguardano anche le cialde di carta standard E.S.E..

È evidentemente in atto un’evoluzione nel settore della sostenibilità e della compostabilità e si registra una tensione particolare che, probabilmente, porterà allo sviluppo di nuove tipologie di caffè monodose con materiali di nuova generazione completamente sostenibili e compostabili.

È la direttiva stessa che lo afferma. In assenza di eventuali cambiamenti dei parametri di accesso ai test “OK Compost Home” attualmente previsti dall’unica norma europea di riferimento, la UNI EN 13432:2002, le cialde in carta – anche se compostabile – non sono ammesse ai test di ingresso per tale certificazione.

borbone sport cialde
Cialde di carta standard E.S.E.

Molte aziende certificate applicano correttamente il marchio della certificazione compost industrial ottenuta sui prodotti, salvo poi dichiarare in video, audio e head delle campagne pubblicitarie che la cialda di caffè in carta esausta può essere smaltita nell’umido.

È ancora attuale il dibattito sul corretto utilizzo di termini e affermazioni in ambito promozionale e di comunicazione al consumatore. E bisognerebbe entrare nel merito del controllo della comunicazione effettuata dalle aziende di torrefazione post certificazione di compostabilità industriale, ma certamente non ancora “home”.

La materia della gestione dello smaltimento dei rifiuti organici rimane complessa e in parte controversa. Nonostante l’aumento della domanda e della diffusione del concetto di home compost, restano irrisolti se non peggiorati i problemi legati alle modalità di smaltimento dei prodotti home compost, passando dalla iniziale migliore gestione nazionale alla più recente e peggiorata gestione che è differente tra città della stessa regione.

cialde
Il monoporionato delle cialde

Lo stesso in materia di smaltimento rifiuti organici, con i comuni che gravitano intorno a impianti diversi, non necessariamente nella stessa regione e che applica regole diverse.

Enti di certificazione tra i più rinomati hanno apportato modifiche al proprio marchio inserendo la raccomandazione di verificare con il proprio Comune o con il gestore locale le modalità di conferimento e raccolta dei rifiuti.

A conferma del disallineamento nella gestione sostenibile del fine vita dei prodotti nei vari Paesi europei. Ed anche il valore della certificazione “OK Compost Industrial” in Francia o in Germania è diverso da quello che può avere in Italia.

Sono stati costituiti consorzi e organismi di filiera per la gestione del fine vita degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile raccolti con la frazione organica dei rifiuti e trasformati all’interno del sistema CONAI.

Che cosa prevede la normativa UNI EN 13432:2002

La UNI EN 13432:2002, datata e imperfetta, è superata dalle scelte di mercato, ma non risulta essere ancora interessata da aggiornamenti. Nonostante il mercato dei prodotti compostabili sia esploso, da un punto di vista tecnico non è cambiato nulla negli ultimi dieci anni nella letteratura che regola l’esecuzione dei test che consentono di definire un prodotto “home compostable”.

L’attenzione degli enti di certificazione verso possibili revisioni del testo della normativa UNI EN 13432:2002 è molto alta. Nel frattempo, l’aumento delle richieste di certificazioni di compostabilità domestica è gestito anche da enti e imprese che applicano schemi di certificazione privati, seppur di eccellenza. Un esempio: i test full scale sono eseguiti solo dal C.I.C. (Consorzio Italiano Compostatori).

Le cialde E.S.E in carta compostabile

La certificazione “OK Compost Industrial” rilasciata secondo la normativa UNI EN 13432:2002; rimane una condizione di partenza anche per il Consorzio E.S.E. che da oltre dieci anni è impegnato nel percorso verso la certificazione “OK Compost Home” (OWS valida per l’Europa).

Percorso tuttora bloccato, perché i criteri di accesso ai test “home” non trovano riscontro nell’unica normativa di riferimento UNI EN 13432:2002.

La prima fase del lungo e complesso percorso lungo verso la certificazione “OK Compost Home” delle cialde in carta a marchio E.S.E. è terminata il 3 luglio 2020, con il rilascio della licenza numero S 1365. Prima fase, perché questa è la certificazione “OK Compost Industrial”, risultato dei test eseguiti dal laboratorio belga OWS convenzionato con TUV Austria Italia.

Ne beneficiano direttamente i soci torrefattori del consorzio E.S.E. Caffè Borbone, illycaffè e Lavazza e indirettamente i soci produttori di macchine per caffè espresso De’ Longhi e Groupe Seb.

Il consorzio prosegue con la valutazione di nuove tipologie di carte compostabili prodotte dalle principali cartiere nazionali e internazionali che agevolerebbero l’accesso ai test “home compost”.

Così come è sempre alta l’attenzione verso nuovi materiali per ottenere la compostabilità anche del packaging esterno (secondario) della cialda di caffè. Oltre che del possibile superamento dei test home compost dell’intero prodotto “cialda di caffè in carta compostabile” (carta + caffè).

Consorzio cialda E.S.E.
Il logo del Consorzio E.S.E.

In Italia i torrefattori che producono anche cialde E.S.E. sono una trentina: alcuni si appoggiano a terzisti per il confezionamento fornendo il torrefatto. I marchi che propongono cialde sono uniformemente diffusi tra Nord, Centro e Sud. Tra i principali ricordiamo Gimoka, Kimbo, Pellini, Caffè Vergnano ed Esssecaffè.

Il profilo del Consorzio cialde standard E.S.E.

Il Consorzio per lo sviluppo e la tutela dello standard E.S.E. (Easy Serving Espresso) è un ambito precompetitivo internazionale e l’unica organizzazione al mondo che vede l’integrazione verticale tra torrefattori e produttori di macchine per espresso.

Con l’attività di condivisione del know how delle aziende socie, il Consorzio è riuscito ad affermare a livello mondiale lo standard E.S.E. come ‘unico standard industriale aperto’ grazie alle caratteristiche tecniche che rendono ogni “serving” (cialda monodose di caffè macinato racchiuso tra due strati di carta compostabile E.S.E.), compatibile con tutte le macchine per espresso E.S.E.

Il sistema E.S.E. è rappresentato all’interno del Consorzio dai principali torrefattori internazionali e da aziende leader nella produzione di macchine per espresso. Un forte nucleo di aziende, libere concorrenti nel mercato del caffè espresso, accomunate dalla volontà di completare anche con i prodotti a marchio E.S.E. l’ampia offerta dei sistemi di caffè porzionato.

Caffè Borbone (°) – De’ Longhi (*) – Groupe SEB (*) –- illycaffè (°) – Lavazza (°)

(*) macchine per caffè espresso (°) torrefattori

I principali benefici della scelta delle cialde di caffè in carta sistema E.S.E.

Caratteristiche tecniche: le cialde E.S.E. hanno con diametro da 43,5 a 44,5 mm, contenenti circa 7 grammi di caffè tostato, macinato e pressato in modo ottimale, racchiuso in carta compostabile di ultima generazione. Con un costo di circa 20 centesimi al pezzo.
Le cialde in carta compostabile E.S.E. sono perfettamente compatibili con le macchine espresso E.S.E. e rendono la preparazione del caffè espresso una facile operazione per ogni amante del caffè, oltre ad assicurarlo sulla qualità tecnica dei prodotti e garantendo così le caratteristiche dello standard.

Cialde, sicurezza e salute

Le cialde sono confezionate in atmosfera protetta, sotto azoto e sigillate per garantire la costanza qualitativa. Inserite in una macchina da caffè, le cialde in carta E.S.E. vengono attraversate dall’acqua bollente che passa il filtro ed erogano in tazzina un caffè espresso cremoso, senza passare da plastica o alluminio.

Cialde, rapporto qualità/prezzo

In termini di peso/costo le cialde di caffè in carta E.S.E. hanno la giusta dose di caffè macinato (circa 7 grammi) con impiego di materiali di confezionamento semplici come la carta filtro o cellulosa, che consentono di limitare l’incidenza sul prezzo finale, più basso rispetto alle capsule in plastica e alluminio, materiali più elaborati che prevedono impianti di produzione industriale più sofisticati e anche un minore contenuto di caffè macinato per ogni capsula.

Arianna Mingardi sul rincaro della tazzina: “Preserviamo la libertà di scegliere il prezzo”

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Arianna Mingardi (foto concessa)
Arianna Mingardi (foto concessa)

MILANO – Arianna Mingardi interviene per commentare l’intervista di Antonio Quarta, in qualità di Presidente dell’Associazione Caffè Trieste, che è filiera, rappresentante di traders, spedizionieri doganali per arrivare alle torrefazioni e alle aziende collegate.

Mingardi premette: “Sono una persona che non impone il proprio pensiero agli altri e quindi rispetto assolutamente quanto ha espresso Antonio Quarta. “

“Credo che, considerando le diversità tra le varie regioni e il contesto legato a ciascuna di esse, la libertà sia la cosa più importante da preservare, quindi la capacità di ciascun operatore di fare la propria scelta anche in termini di prezzo.

Il caffè, lo sottolineo, non è a chilometro zero, perché arriva da zone molto lontane ed è un prodotto di importazione che in questi ultimi anni, in particolare in questo ultimo periodo ha subito degli aumenti enormi.

I costi che la filiera sostiene dalle origini sino al consumatore finale, che lo beva al bar o che lo acquisti per consumo personale, sono significativi, a partire dalla materia prima. Il proprietario di un locale deve essere libero di stabilire il prezzo che ritiene opportuno, in rapporto alla location, al pubblico di riferimento, alle sue spese.

“Non si può limitare la questione alla sola divisione tra il costo al chilo del caffè e circa le 142 tazzine che si possono estrarre da questo.”

“Credo sia giusto pensare anche allo stipendio del barista: ci lamentiamo dei giovani che spesso svolgono questo mestiere come piano B, ma siamo già i primi a non dare valore a questa professione pagandola poco.

Poi si dovrebbe parlare del latte aggiunto al macchiato, dello zucchero, del biscotto sul piattino, le utenze, l’affitto: tutto questo compone il prezzo finale della tazzina. Il gestore deve poter fare i suoi conti, offrire più miscele, selezionarle e magari pensare oltre l’espresso con altre estrazioni.

Questo non significa rendere inaccessibile ai più, l’espresso: esistono varie tipologie di clienti, chi lo beve di fretta, chi vuole prendersi un attimo di tempo per degustarlo. In ogni caffetteria c’è la diversificazione di prezzo per i prodotti, così anche per il caffè.”

Mingardi conclude: “Credo comunque che il caffè non possa costare meno di un euro e 50, ma che si debba partire da lì per poi salire, rispettando l’allineamento con il quotidiano.

Questo è il minimo. Potrebbe essere che in un primo periodo se ne berrà di meno, ma non credo che il rito della tazzina svanirà. Tutto ciò porterà a valutare ciò che si sta bevendo e le persone cominceranno ad interrogarsi sulla qualità del caffè che stanno degustando.

Diamo valore a ciò che consumiamo, anche quando si parla di caffè, così come avviene con altri prodotti. Perché non lo facciamo con questa bevanda?”.

Mercati del caffè: così le continue chiamate di margine dei broker spingono al rialzo i prezzi

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MILANO – Il dollaro in flessione fa ripartire i mercati del caffè, che sono tornati a salire nella giornata di ieri, mercoledì 4 dicembre, dopo tre sedute consecutive al ribasso. A New York, il contratto per scadenza marzo ha guadagnato il 2,8% risalendo a 303,70 centesimi. Londra fa ancora meglio, con una rivalutazione del 3,1% sulla scadenza principale, che riporta la scadenza principale (gennaio) a 4.770 dollari.

Sul fronte dei fondamentali due notizie positive. La prima arriva dalla Colombia, dove la produzione di ottobre è cresciuta del 37%, per un totale di 1,76 milioni di sacchi.

Secondo le previsioni della Fcn (Federazione nazionale dei produttori), la produzione potrebbe raggiungere a fine anno i 13,6 milioni di sacchi, dagli 11,3 milioni dell’anno scorso.

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