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Verbania e la fabbrica di cioccolato: ecco il podcast dei dipendenti Barry Callebaut sulla chiusura della fabbrica

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Barry callebaut cioccolato unilever
Il logo di Barry Callebaut

Gli otto episodi del podcast Verbania e la fabbrica di cioccolato, disponibili su Spotify, raccontano la storia dello stabilimento e l’impegno di dipendenti, sindacalisti e politici per evitare la chiusura. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul portale d’informazione Vco News.

Il podcast Verbania e la fabbrica di cioccolato

INTRA (Verbanio, Cusio, Ossola) – In un periodo cruciale per il futuro dello stabilimento Barry Callebaut di Intra e per le famiglie che da esso dipendono, Volt Verbania ha dato vita a “Verbania e la fabbrica di cioccolato”, un podcast in cui gli stessi dipendenti raccontano le loro storie, le loro speranze e le loro paure.

Ogni episodio è un viaggio emozionante dentro la vita di chi sta lottando per salvare il proprio lavoro e la propria dignità.

Gli episodi, disponibili per l’ascolto sulla piattaforma Spotify (o sul sito dedicato), sono otto, ognuno dei quali racconta un diverso aspetto della storia dello stabilimento verbanese tramite le testimonianze di dipendenti, sindacalisti e politici.

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La catena 12oz apre una nuova caffetteria all’aeroporto di Torino

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Da sinistra: Francesca Soncini, direttrice commerciale Extra Aviation di Torino Airport, e David Nathaniel, fondatore di 12oz (immagine concessa)

TORINO – 12oz, il retail format italiano specializzato nel servizio rapido di bevande coffee&milk based, apre un nuovo store nella sala imbarchi dell’aeroporto internazionale di Torino, consolidando la sua presenza nel segmento travel che – tra punti vendita in stazioni e aeroporti italiani – a oggi quota la metà degli oltre 30 punti vendita della catena.

La partnership con Torino Airport era stata avviata già l’anno scorso con l’apertura di un primo temporary store che ha consentito di testare la risposta del pubblico all’offerta food&beverage cosmopolita caratteristica di 12oz.

“Siamo molto contenti dell’accordo con l’aeroporto di Torino per l’apertura di questo store permanente – commenta il fondatore e ceo David Nathaniel – che ci permetterà di servire i nostri prodotti sia ai torinesi in partenza, che ai turisti che transitano da qui, un pubblico anche internazionale, in forte crescita, che arriva in occasione dei grandi eventi sportivi e meeting che la città ospita, oltre che per visitare Torino o trascorrere qualche giorno nelle località sciistiche limitrofe”.

Nathaniel continua: “Siamo un format perfetto per il canale travel e i suoi alti flussi, e consentiremo agli oltre 4,5 milioni di passeggeri di Torino Airport di essere serviti velocemente, soprattutto nel caso in cui arrivino giusto in tempo per scegliere la loro bevanda prima che l’aereo parta, da portare con sé.”

“Siamo felici che 12oz apra un nuovo punto vendita nel nostro aeroporto, – dichiara Francesca Soncini, direttrice commerciale Extra Aviation di Torino Airport -perché con la sua proposta saprà andare incontro alle esigenze dei nostri passeggeri, in particolare di quelli più giovani e dinamici. Cerchiamo sempre di diversificare l’offerta per soddisfare tutte le esigenze, come quella di un servizio rapido per i turisti della neve che arriveranno numerosi nel nostro scalo fin dalle prossime settimane”.

Il locale di 50 mq (al netto del magazzino) ospita 28 posti a sedere. L’assortimento dei prodotti è più che completo: il menù, infatti, oltre all’iconica selezione di bevande caffeine based calde e fredde servite in pochi secondi, propone una gamma ad hoc di prodotti food dolci e salati, proprio per rispondere al forte consumo richiesto durante tutto l’arco della giornata. Oltre agli iconici donut e bagel del format, i clienti troveranno nuovi prodotti pensati appositamente per questo store, specialmente relativamente alla proposta food salato. Tutto pronto per il consumo sul posto e per il to go, tratto caratterizzante della catena, così da permettere alle persone di curiosare tra i negozi della sala imbarchi, fare acquisti o lavorare nelle aree relax in attesa della partenza effettiva oppure portare con sé i prodotti da consumare in volo.

La nuova location all’interno dello scalo torinese anticipa le prossime aperture già previste nei primi mesi del 2025 per 12oz, che continua così a crescere con punti vendita a gestione diretta e in franchising nei centri città, centri commerciali e prossimamente in altre location anche non convenzionali.

La scheda sintetica di 12oz

Retail format di caffetterie 2.0, nato nel 2015 con un primo locale a Milano, dall’intuizione dell’imprenditore italiano e CEO David Nathaniel, da oltre trent’anni nel settore della prima colazione per l’hotellerie di lusso.

Nel 2018 è nata la joint venture con JDE Peet’s, secondo torrefattore al mondo e parte del colosso internazionale JAB Holding Company, che ha nel suo portafoglio primari brand della ristorazione. JDE Peet’s ha investito nel concept, in cui crede fortemente, diventandone il socio di maggioranza. Il potente piano di sviluppo prevede l’apertura di centinaia di locali diretti e in franchising, in Italia e all’estero.

12oz promuove i nuovi trend di bevande da consumare in movimento, già pienamente nelle abitudini di Millennials e GenZ. Integra il gusto globale e cosmopolita dell’offerta con la rapidità di servizio tipica del bar all’italiana, grazie a un sistema di macchine tecnologicamente avanzate, che consente di erogare la metà delle bevande a menù in meno di 30 secondi, e ingredienti di alta qualità.

Gruppo Gimoka controlla ora la maggioranza di Natfood, il leader in Italia delle bevande calde e fredde: insieme per l’eccellenza nel canale horeca

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Da sinistra: Ivan Padelli, Luciano Lochis e Giuseppe Lochis (immagine concessa)

MILANO – Natfood, leader in Italia nel settore delle bevande calde e fredde (ginseng, orzo, cioccolata, te, tisane, creme) per il canale horeca, con oltre 25.000 clienti serviti, annuncia la partecipazione di maggioranza del Gruppo Gimoka nel capitale sociale dell’azienda. L’operazione completa un percorso di crescita strategica avviato nel 2021, con l’ingresso del Gruppo nell’azionariato.

L’operazione è stata resa possibile anche grazie al supporto finanziario di UniCredit che ha agito come banca capofila e banca agente del pool di banche finanziatrici che comprendono altresì: Banco Bpm, Bper, Banca Popolare di Sondrio e Mediocredito Centrale

“L’ulteriore impegno del Gruppo Gimoka rappresenta un passo avanti per Natfood e un riconoscimento del percorso positivo di questi anni, basato su valori condivisi e visioni complementari – ha dichiarato Luciano Lochis, Amministratore Delegato di Natfood. Siamo convinti che l’integrazione delle nostre competenze aprirà a nuove opportunità di crescita, permettendoci di introdurre soluzioni sempre più complete e innovative nel mercato Ho.Re.Ca., sia in Italia che all’estero.”

L’accordo stabilisce una continuità dell’assetto manageriale e organizzativo di Natfood. La compagine sociale e gli organi amministrativi sono stati confermati con la partecipazione della GF Holding e della famiglia Lochis, che manterranno le quote di minoranza della società.

L’attuale presidente di Natfood, Giuseppe Lochis, farà parte del nuovo CdA e Luciano Lochis continuerà a guidare l’azienda in qualità di Amministratore Delegato. Questo indirizzo rappresenta una garanzia di prosecuzione del percorso che ha permesso all’azienda di raggiungere un fatturato annuo 2024 nell’ordine di 40 milioni di euro.

Da sinistra: Ivan Padelli. Luciano Lochis e Giuseppe Lochis (immagine concessa)

Inoltre, grazie a questa business combination, Natfood potrà beneficiare di un’accresciuta capacità di ricerca e sviluppo, non solo nel campo delle bevande, ma anche nel settore delle tecnologie di erogazione e delle apparecchiature professionali. Questo consentirà al Gruppo di essere particolarmente reattivo rispetto ai nuovi trend di mercato e fornire un servizio di assistenza al cliente ancora più completo. Il consolidamento di Gruppo Gimoka permetterà di focalizzarsi ulteriormente sullo sviluppo del know-how integrato che caratterizza l’offerta di Natfood, favorendo una migliore interazione tra dispositivo, prodotto e distribuzione.

Ivan Padelli, presidente del Gruppo Gimoka, ha aggiunto: “Questa operazione rappresenta un importante investimento per il nostro Gruppo e dà seguito all’impegno che avevamo assunto da tre anni al fianco della famiglia Lochis, fondatori di Natfood. Favoriremo la continuità aziendale, mettendo a disposizione la nostra esperienza e le risorse del Gruppo Gimoka per supportare l’ulteriore sviluppo tecnologico e l’innovazione di prodotto. Natfood manterrà la propria autonomia operativa e continuerà a servire i clienti con la professionalità e la passione che contraddistinguono la sua ampia rete di distributori.”

Giuseppe Lochis, fondatore di Natfood, ha dichiarato: “L’alleanza tra Natfood e Gruppo Gimoka favorirà nuove opportunità e sinergie che rafforzeranno entrambe le realtà. Attraverso questa partnership, la famiglia Lochis e la famiglia Padelli intendono creare valore condiviso per tutto il settore, continuando a supportare la crescita del comparto horeca  con soluzioni complete e sempre più all’avanguardia.”

Nell’operazione il Gruppo Gimoka è stato assistito da Deloitte Financial Advisory in qualità di advisor finanziario e da ADR S.r.l. in qualità di advisor legale; mentre GF Holding e Luciano Lochis sono stati supportati da Baldi&Partners, GS Lex e DPZ&Partners per l’assistenza legale, finanziaria, legale, fiscale e strategica.

La Casa del Caffè Tazza d’oro al Pantheon, tradizione e innovazione per un espresso perfetto

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la marzocco casa tazza
La macchina KB90 de La Marzocco (immagine concessa)

ROMA – La storica caffetteria romana La Casa del Caffè Tazza d’oro al Pantheon, in pieno centro città, è uno dei locali storici di Roma più amati dai residenti e dai turisti. La sua atmosfera un po’ retrò unita alla grande cura per la ricerca di materie prime eccellenti ne fa un tempio dell’accoglienza e un simbolo della tradizione italiana del caffè.

La caffetteria, nata come torrefazione grazie a Mario Fiocchetto de Saint Arnaud e inaugurata come caffetteria nel 1944 in via degli Orfani 84, appartiene ancora alla stessa famiglia e alla sua guida oggi c’è la nipote del fondatore, figlia dell’ingegner Carlo e attuale titolare, l’architetto Natalia Fiocchetto.

Il logo La Marzocco (immagine concessa)

Una lunga storia ricca di impegno e passione, un’impresa che di generazione in generazione ha saputo trovare nuovi spunti restando al passo con i cambiamenti del settore senza perdere i suoi tratti originari e avendo la stessa cura del suo fondatore nel portare avantiun’attività incentrata sulla qualità delle sue miscele. Il caffè verde viene importato direttamente dalle fazende con cui si sono stretti negli anni rapporti di fiducia.

Unica torrefazione ancora attiva nel centro città, offre ancora oggi lo spettacolo della grande tostatrice rossa, originale degli anni ‘40, che viene messa in funzione per piccoli lotti di caffè verde destinati a una clientela alla ricerca di un caffè gourmet.

La Marzocco (immagine concessa)

La tostatura del caffè destinato al consumo e alla vendita online, essendo ovviamente una quantità più corposa, avviene invece in uno stabilimento dedicato, a Formello, dove il caffè verde viene trasformato in pregiate miscele che vengono apprezzate in tutto il mondo.

Una gestione al passo con i tempi, attenta al benessere del personale, lungimirante e proiettata verso soluzioni sempre nuove, sia per i servizi che per le bevande offerte, capace non solo di leggere ma spesso di anticipare i gusti di una clientela internazionale.

La posizione della La Casa del Caffè Tazza d’Oro, a due passi dal Pantheon, la rende infatti un posto ideale per una piccola pausa durante una giornata alla scoperta delle bellezze cittadine.

La Marzocco protagonista al

“Lavoro qui da trenta anni, la sento un po’ casa mia, mi sento in famiglia. Questa zona negli anni è molto cambiata, ormai siamo circondati da uffici e strutture turistiche, ma questo ci assicura anche un maggiore passaggio. La nostra offerta è rimasta sempre di altissima qualità. Facciamo venti, trenta chili di caffè al giorno. A volte si sentono talmente tante lingue diverse che sembra di lavorare all’estero, da qua potrei dire che è passato tutto il mondo. Ho servito divi del cinema, cantanti famosi, calciatori, personaggi dell’arte, della cultura e della politica.” (Antonio Buccinnà, Responsabile del personale di caffetteria e del reparto bar)

Il locale è pervaso di un’atmosfera senza tempo. Situato in un palazzo storico, negli anni si è rinnovato ma ricalcando sempre lo stile originale e non ha perso quel sapore che oggi definiamo vintage, ma senza invecchiare. Un angolo ancora assolutamente unico.

Il cambiamento più recente ha riguardato l’attrezzatura, indispensabile per valorizzare i sentori in tazza di un caffè tostato con tanta cura. Sul bancone ci sono adesso tre macchine da caffè espresso La Marzocco, altro brand storico che rappresenta l’artigianalità e l’innovazione nel settore delle macchine da caffè espresso da quasi cento anni.

Le tre macchine, tutte modello KB90, sono due quattro gruppi e una tre gruppi, per coadiuvare l’intenso flusso di lavoro che richiede quattro o cinque baristi per turno e sostenere il picco delle ore di punta.

Sono state personalizzate con il logo ed i colori del locale, che da sempre è caratterizzato dal colore rosso. La scelta di questo modello è legata in particolare a due caratteristiche che facilitano e alleggeriscono il lavoro del barista: l’ergonomia, data dal brevetto straight-in che permette l’inserimento frontale del portafiltro e quindi senza gravare sul polso con movimenti di torsione e l’erogazione automatica di acqua (flush) dopo ogni erogazione che assicura una costante pulizia del gruppo caffè, regalando al cliente una migliore esperienza caffè e una maggiore rapidità nel servizio.

Una scelta che denota una grande attenzione a dettagli che l’esperienza diretta di un barista ritiene essenziali per poter offrire sempre un espresso eccellente. Le macchine sono state anche ottimizzate in altezza, per favorire l’interazione tra barista e cliente, e mantenere l’ambiente accogliente e dinamico.

Fondamentale in questo passaggio è stata la sinergia con la squadra di Coffeetech, distributore locale del brand La Marzocco, che ha curato l’installazione in maniera rapida ed efficiente, adeguandosi alle esigenze del locale e ricreando in meno di 5 orele postazioni di lavoro, pronte per essere utilizzate.

Il desiderio de La Casa del Caffè Tazza d’Oro oggi non è soltanto quello di crescere qualitativamente nell’estrazione dell’espresso, ma di portare avanti i valori storici del locale e il gusto per la perfezione. Per questo, sono stati aperti altri due locali all’estero, uno in Grecia, a Nydrie, sull’isola di Lefkada, l’altro a Seul, per esportare la cultura dell’espresso italiano ed assicurare a questa impresa una lunga storia nel futuro.

Mercati del caffè in calo, dopo le stime di Neumann sul Brasile, Usda ottimista sul raccolto del Vietnam

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mercati del caffè robusta futures Eudr arabica esportazioni Brasile export
Il logo dell'Ice

MILANO – Stime e statistiche continuano a muovere i mercati del caffè, questa volta verso il basso. Nella giornata di ieri, mercoledì 11 dicembre, entrambe le borse hanno virato infatti al ribasso, in modo più marcato nel caso degli arabica. A New York, il contratto principale ha lasciato sul terreno quasi 14 centesimi (-4,2%) chiudendo a 320,20 centesimi, oltre 28 centesimi al di sotto del massimo storico raggiunto ieri in corso di contrattazione.

Segna il passo anche Londra: il contratto per scadenza marzo ha perso $131 terminando a 5.101 dollari, dopo avere toccato un minimo intraday di 5.020 dollari.

La notizia del giorno è stata la pubblicazione di un report di Neumann Kaffee Gruppe, che smentisce, in parte, le previsioni pessimistiche diffuse ieri da Volcafe sul prossimo raccolto brasiliano di arabica (2025/26), stimato dal trader svizzero in 34,4 milioni di sacchi.

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Shopping di Natale, per 3 commercianti su 4 i consumatori spenderanno di meno rispetto al 2023

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umberto zola sumup natale pausa pranzo
Umberto Zola, responsabile online sales EU di SumUp (immagine concessa)

MILANO – Il Natale 2024 si annuncia come una sfida per i piccoli business italiani, messi alla prova da un contesto economico caratterizzato dall’aumento del costo della vita e dal calo del potere d’acquisto dei consumatori. A incidere maggiormente sulle previsioni è la riduzione della propensione alla spesa dei consumatori, un fenomeno evidenziato dal 77,3% dei commercianti, che temono un Natale più sobrio e parsimonioso rispetto al passato.

Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Small Business di SumUp – fintech attiva nel settore dei pagamenti digitali con soluzioni innovative per business di ogni dimensione – solo il 14,1% degli esercenti prevede un incremento delle vendite rispetto allo scorso anno, segnando un calo di otto punti percentuali rispetto al 2023.

Aumentano, invece, gli intervistati che si aspettano un andamento stabile (46,4%, +6 punti), o un calo delle vendite (22,5%, +4 punti).

In questo scenario complesso, i piccoli imprenditori non si arrendono e puntano su strategie innovative e strumenti tecnologici per fronteggiare le difficoltà, attrarre nuovi clienti e fidelizzarli, oltre a risparmiare tempo prezioso nella gestione quotidiana. Anche l’AI generativa emerge come un’opportunità concreta: oltre un esercente su cinque (21,5%), infatti, la utilizza per comprendere meglio le aspettative dei clienti e ottimizzare la propria offerta.

“Il 2024 è stato un anno complesso per molti esercenti, con il carovita e la diminuzione del potere d’acquisto dei consumatori che hanno rappresentato le principali sfide per la gestione quotidiana delle attività – commenta Umberto Zola, responsabile online sales EU di SumUp -. L’incertezza caratterizza anche le prospettive per il 2025, al quale solo il 42% degli esercenti guarda con fiducia. Nonostante questo, i piccoli business hanno dimostrato una grande capacità di adattamento e più della metà ha già messo in campo delle contromisure o si sta attrezzando per farlo, per ottimizzare alcune attività del proprio business, diversificare l’offerta e venire incontro alle esigenze dei consumatori”.

Umberto Zola continua: “In questo processo, la tecnologia può essere una preziosa alleata. Strumenti digitali e soluzioni innovative aiutano a semplificare i processi, risparmiare tempo e conoscere meglio le aspettative della clientela, ponendo le basi per una crescita sostenibile anche in un contesto economico complesso”.

Acquisti di Natale, le previsioni dei commercianti

La maggior parte degli esercenti prevede vendite stabili o in calo durante le festività di Natale, con una tendenza marcata verso una riduzione generale dei consumi da parte dei clienti.

Il 27,4% degli intervistati ritiene che i propri clienti spenderanno meno rispetto al passato, mentre il 16,6% prevede una maggiore attenzione a sconti e offerte speciali. Inoltre, l’8,1% afferma che i consumatori smetteranno di acquistare alcuni articoli considerati troppo costosi. Le strategie di risparmio includono anche il ricorso a supermercati e centri commerciali (secondo il 9,7% degli esercenti) e agli acquisti online (15,5%) per trovare gli stessi prodotti a prezzi più bassi.

Accanto a questa tendenza, emergono anche alcune trasformazioni nelle abitudini di acquisto. Il 4,8% degli esercenti prevede una maggiore attenzione verso prodotti sostenibili, riflettendo una crescente sensibilità ambientale. In controtendenza, un esiguo 2,5% si aspetta che i propri clienti aumenteranno le loro spese durante il periodo natalizio. Infine, il 10,8% degli esercenti ritiene che non ci saranno cambiamenti degni di nota nei comportamenti dei propri clienti.

Carovita e calo del potere di acquisto le principali sfide del 2024 – Il 2024 è stato un anno difficile per i commercianti italiani. Il 23,5% degli intervistati ha segnalato l’aumento del costo della vita come il fattore più incisivo degli ultimi 12 mesi, seguito dal 22,5% che imputa la colpa a un minor potere d’acquisto dei consumatori.

Le difficoltà economiche sono legate all’incremento dei costi delle forniture (12,8%), e dei costi energetici (12,5%), ma anche al crescente peso di tasse e tagli al sostegno alle imprese (10,3%).

In risposta a queste difficoltà, oltre metà dei commercianti ha adottato alcune strategie operative per contenere i costi e mantenere la competitività (26,4%), o ha intenzione di farlo (24,4%). Fra le misure più adottate, ci sono l’aumento dei prezzi dei prodotti (23,1%), la revisione della propria offerta per includere alternative più economiche (20,9%), e la modifica degli orari di apertura (12,4%). Tra le misure più drastiche, il 17,8% ha ridotto il proprio stipendio come proprietario dell’azienda.

Le opportunità dell’AI generativa per i piccoli business

Le innovazioni tecnologiche e l’intelligenza artificiale generativa rappresentano strumenti chiave per aiutare le imprese ad affrontare l’aumento dei costi. Gli esercenti utilizzano strumenti digitali prevalentemente per aumentare la visibilità online e attirare nuovi clienti (20,4%), fidelizzare i clienti già acquisiti (17,5%), per risparmiare tempo e incrementare la produttività (16,1%), automatizzare la contabilità (12,1%) e abilitare servizi aggiuntivi (10,6%).

Anche l’AI generativa è vista come un’opportunità: il 21,5% degli intervistati la utilizza per comprendere meglio le aspettative dei clienti, mentre il 18,8% la impiega per creare contenuti per siti web, social media e marketing. Altri usi includono l’automazione della gestione delle relazioni con i clienti (13,6%), la realizzazione di campagne di marketing mirate (13,1%) e la creazione di nuovi pacchetti/offerte (10,5%). Il 9,4% la utilizza per analizzare i competitor e differenziare la propria offerta, mentre solo il 5,2% sfrutta l’IA per migliorare la sostenibilità aziendale.

L’indagine è stata condotta da SumUp nella seconda metà di novembre 2024 attraverso una survey a cui hanno partecipato circa 2.000 piccoli imprenditori di varie categorie merceologiche, parte della base utenti di SumUp, con l’obiettivo di analizzare le ripercussioni del carovita sugli acquisti natalizi, offrendo uno spaccato dettagliato delle sfide e delle opportunità che caratterizzano il Natale dei piccoli business.

La scheda sintetica di SumUp

SumUp è l’azienda leader a livello mondiale nel settore della tecnologia finanziaria, con l’obiettivo di democratizzare il settore dei pagamenti digitali per i piccoli commercianti. Fondata nel 2012, SumUp è il partner finanziario di oltre 4 milioni di esercenti in 36 mercati nel mondo, aiutandoli ad avviare, gestire e far crescere la loro attività. Attraverso la sua Super App, SumUp offre ai commercianti un conto e una carta aziendale gratuiti, un negozio online e una soluzione di fatturazione, oltre a pagamenti di persona e a distanza perfettamente integrati con i terminali per carte e i registratori di cassa SumUp.

Con l’intento di valorizzare il proprio successo per rendere il mondo un posto migliore, SumUp si è impegnata a donare l’1% del proprio fatturato a sostegno di cause ambientali e supporta progetti educativi e imprenditoriali a livello globale. Nel 2023 la società è stata riconosciuta come Top Global Employer per la comunità LGBTQ+ dallo Stonewall Workplace Equality Index.

Il Caffè Baratti & Milano di Torino celebra 150 anni

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Baratti&Milano
Il logo Baratti&Milano

Caffè Baratti & Milano, storico locale di Torino, ha celebrato 150 anni con una festa organizzata il 10 dicembre presso la Galleria Subalpina. Il bar si apre così ad un anno di eventi e appuntamenti dedicati a raccontare la sua identità. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul quotidiano online Il Torinese.

I 150 anni del Caffè Baratti & Milano

TORINO – Era il 31 dicembre 1874 quando i fondatori Ferdinando Baratti e Edoardo Milano aprirono “i banchi di spaccio della lunga bottega” per accogliere gli illustri invitati della Banca Industriale Subalpina, il passage vetrato e monumentale che avrebbe preso poi il nome di Galleria dell’Industria Subalpina.

Quest’anno ricorre un importante anniversario e per rendere omaggio all’apertura dello storico caffè, martedì 10 dicembre presso la Galleria Subalpina (piazza Castello, 29) si è tenuta una festa istituzionale per celebrare uno dei compleanni più iconici di Torino: i 150 anni del Caffè storico che è diventato il Salotto Sabaudo e della Galleria Subalpina.

Per celebrare la città e il gusto torinese, che interpreta magistralmente dal 1858, Baratti & Milano si apre a un anno di eventi e appuntamenti dedicati a raccontare una realtà che rappresenta non solo un’icona culturale della città, ma anche un punto di incontro e dialogo, dove l’impresa si intreccia con la cultura e la cultura si traduce in impresa.

Il Caffè Baratti & Milano è parte integrante della memoria collettiva di Torino, e il 10 dicembre ha ospitato un evento speciale che ha visto la partecipazione delle principali cariche istituzionali e culturali della città e della regione.

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Oatly non potrà più chiamare latte le sue bevande vegetali: la sentenza in UK

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Il logo Oatly (foto dall'account facebook Oatly)
Il logo Oatly (foto dall'account facebook Oatly)

Oatly non potrà più utilizzare la parola latte per definire le sue bevande vegetali. Una nuova sentenza nel Regno Unito ha ridisegnato il confine tra prodotti animali e vegetali. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Francesca Biagioli pubblicato sul portale d’informazione Green Me.

La decisione del Regno Unito su Oatly

MILANO – Il consumo di bevande vegetali negli ultimi anni è cresciuto molto ma i produttori di latte non l’hanno presa bene, tanto che più volte e in diversi Paesi si è accesa la questione su cosa possa essere etichettato come “latte”.

L’ultima sentenza storica arriva dal Regno Unito, dove Oatly, azienda leader nella produzione di bevande a base vegetale, ha perso il diritto di utilizzare il termine “latte” per i suoi prodotti.

La Corte d’Appello di Londra ha stabilito che si può usare la parola latte esclusivamente per riferirsi a prodotti derivati dalla secrezione mammaria di origine animale. Una sentenza che segna una sconfitta per Oatly, già coinvolta dal 2019 in una disputa legale con l’associazione Dairy UK. Quest’ultima sosteneva che lo slogan dell’azienda svedese, “Post Milk Generation“, fosse fuorviante per i consumatori, associando impropriamente le bevande vegetali ai prodotti lattiero-caseari.

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Starbucks Cina nomina Tony Yang primo chief growth officer

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Starbucks caffetterie Percassi Usa forbes niccol roma
Il logo di Starbucks

Tony Yang, ex partner e presidente dell’azienda di marketing digitale Tezign, è stato nominato come primo chief growth officer da Starbucks Cina. La Cina è il secondo mercato più grande di Starbucks oltre agli Stati Uniti, con 7.596 negozi in tutto il Paese a settembre. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul portale d’informazione MarketScreener.

Tony Yang nominato chief growth officer da Starbucks Cina

MILANO – Starbucks Cina ha nominato il suo primo chief growth officer (cgo), come ha riferito martedì il media cinese Late Post. Il media ha affermato che l’azienda ha assunto Tony Yang, ex partner e presidente dell’azienda di marketing digitale Tezign, per ricoprire questo ruolo.

Il gigante statunitense del caffè e Tezign non hanno risposto immediatamente alla richiesta di commento di Reuters.

La nomina arriva dopo un recente rimpasto di gestione dell’unità. A settembre, l’azienda ha dichiarato che Molly Liu sarebbe diventata l’unico amministratore delegato di Starbucks China. Belinda Wong, che era co-ceo, sarebbe rimasta come presidente.

Il brand sta affrontando un’intensificazione della concorrenza nel mercato cinese, dove i marchi locali più economici, come Luckin e Manner, hanno conquistato quote di mercato.

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Caffè Moak apre al pubblico il Seletti Market a Roma

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moak
L'esposizione Caffè Moak (immagine concessa)

MODICA (Ragusa) – Caffè Moak, storica azienda italiana fondata nel 1967 grazie all’intraprendenza del suo fondatore Giovanni Spadola, presenta un’esposizione unica presso gli spazi Seletti della Rinascente di Piazza del Tritone a Roma. Il 5 dicembre 2024 ha aperto al pubblico il “Seletti Market” uno spazio dedicato a ospitare partner selezionati in una cornice che celebra artigianalità e innovazione, disponibile fino al 3 febbraio 2025. Ad accogliere clienti più affezionati e amici uno speciale evento di opening celebrato ieri, 10 dicembre.

Il temporary shop di Caffè Moak

Nel Seletti Market, concepito come punto d’incontro tra gusto e design, è presente un esclusivo temporary shop di Caffè Moak dove i visitatori possono degustare le miscele più iconiche e scoprire una selezione di nuovi prodotti disponibili per l’acquisto. Ogni proposta incarna la tradizione e l’eccellenza siciliana in un viaggio sensoriale pensato per offrire un’esperienza unica tra i sapori autentici dell’isola, invitando a riscoprire il piacere del caffè artigianale. Il temporary shop è aperto durante gli orari di La Rinascente Roma, offrendo un momento di pausa raffinato, dove il pubblico può vivere l’esperienza di un caffè autentico, accompagnato dalle atmosfere calde e accoglienti che solo la Sicilia sa evocare.

Ma non finisce qui perché l’esperienza al Seletti Market è anche un’opportunità per esplorare e acquistare una serie di novità firmate Caffè Moak, ideate per arricchire ogni momento della giornata.

Tra le proposte, i visitatori troveranno una selezione curata di prodotti che rappresentano la tradizione e l’eccellenza italiana, pensati per trasportare il consumatore in un vero e proprio viaggio tra i sapori autentici dell’isola. Ogni torrone, marmellata, crema spalmabile e tavoletta di cioccolato di Modica è un invito a riscoprire sapori genuini e preziosi preparati come una volta con ingredienti di alta qualità dove la bellezza delle cose semplici incontra la maestria artigianale.

Un appuntamento da non perdere per gli amanti del caffè e del design italiano, immersi in un ambiente dove gusto e stile si uniscono in una nuova forma tutta da scoprire.