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venerdì 04 Aprile 2025
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Istituto espresso italiano: “Per il 73,9% la qualità del caffè è il principale driver di scelta di un bar”

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luigi morello iei istituto espresso
Luigi Morello, presidente Iei (immagine concessa)

BRESCIA – Il caffè al bar ha una forte componente di socialità. Questo è il valore preponderante, oltre a vivere il piacere di gustare un prodotto di qualità. Di caffè, cultura e consumi in Italia se ne è occupata la survey voluta dall’Istituto espresso italiano e condotta da Furio Camillo con Sylla che ha coinvolto consumatori (adulti e GenZ) e baristi, con l’obiettivo di comprendere le loro preferenze e motivazioni.

La ricerca ha permesso di indagare le dinamiche di consumo di tre gruppi distinti: i consumatori adulti, gli adolescenti e i baristi, ciascuno con specifiche abitudini e percezioni. Quello che è emerso è la conferma che Il caffè non è solo una bevanda, ma è un’esperienza che coinvolge i sensi, rappresenta un momento di connessione sociale e riflessione personale ed è profondamente radicato nella cultura italiana.

“Da circa 30 anni IEI investe sulla certificazione di prodotto, un modello che a sua volta nasce da oltre 70mila test in tutto il mondo – spiega Luigi Morello, presidente dell’Istituto espresso italiano – l’indagine conferma che qualità si traduce nel piacere sensoriale per il 73% degli intervistati, ecco dunque una conferma all’impegno di Iei nel cercare di migliorare sempre di più la qualità di prodotto offerta dalle aziende italiane dell’espresso e di promuovere l’analisi sensoriale anche ai baristi”.

L’espresso al bar vale 8,6 voti su 10. Se non è una notizia l’apprezzamento tra gli adulti che si è rivelato altissimo, 8,6, il dato che è emerso rappresenta un ottimo risultato anche tra giovani della GenZ under 18 che valutano l’importanza a 6,9.

Risultato significativo e incoraggiante considerando che del segmento dei teenager, pur frequentando poco il bar, il 7% ci va tutti i giorni e quasi ii 15% almeno una volta a settimana. Cosa cercano? Locali confortevoli per relazionarsi, prodotti sostenibili e un prezzo accessibile.

“I giovani italiani, in particolare, non cercano più solo un caffè che li svegli al mattino, ma desiderano un caffè che li faccia sentire parte di qualcosa di autentico, che trasmetta passione e tradizione. Questo è il caffè che fa la differenza,” aggiunge Alfonso Brunetti, direttore di ricerca di Sylla.

Fattori decisivi nella scelta. Per entrambi i target, adulti e adolescenti, la qualità del caffè è il principale driver di scelta di un bar, 73,9%. Tuttavia, gli adulti attribuiscono maggiore importanza alla professionalità del barista (7 su 10), mentre i GenZ under18 preferiscono locali comodi dove trascorrere del tempo. Nelle scelte, tuttavia, sia adulti che under18 si lasciano influenzare più dai consigli di parenti e amici che da pubblicità o influencer.

La relazione con il barista, pur importante, ha un impatto basso sugli adulti (8%) come fattore di influenza dell’acquisto di caffè ma di sicuro il barista resta una leva potenziale da sfruttare visto il voto di importanza, 7,08, di questa figura nell’esperienza che si vive al bar.

Chi sono i consumatori di espresso. La ricerca ha evidenziato e diviso in sette cluster i vari tipi di consumatori:

  • Gli esteti solitari – Persone che apprezzano la qualità e l’atmosfera del bar ma senza un forte coinvolgimento sociale.
  • I frequentatori disinteressati – Individui che frequentano il bar come parte della routine ma senza particolari legami con l’esperienza.
  • I socializzatori pratici – Persone che vedono il bar come un luogo di socializzazione, senza dare troppa importanza alla qualità del caffè.
  • Gli esploratori di gusto – Individui che amano sperimentare nuove varietà di caffè e attribuiscono grande importanza alla qualità
  • Gli amanti della qualità riflessivi – Persone che apprezzano la qualità del caffè ma senza associarlo a energia o concentrazione
  • Gli energici individualisti – Persone che vedono il caffè come parte del proprio stile di vita, associato a energia e piacere personale
  • Gli addicted del caffè – Individui con una forte passione per il caffè, considerato parte integrante della loro cultura e stile di vita

Gli Esploratori di gusto possono essere i clienti ideali per i Puristi della Qualità, mentre gli Energici Individualisti potrebbero apprezzare l’approccio innovativo e responsabile dei Sostenibili. “Il caffè è molto più di una semplice bevanda. È un ingrediente che alimenta i concetti e i momenti di convivialità, ma anche un pilastro della qualità che i consumatori giovani cercano in tutto ciò che scelgono”, afferma Furio Camillo, il responsabile scientifico di Sylla, l’Istituito di ricerca che ha realizzato per conto di IEI la ricerca in questione. “Non si tratta solo di caffeina, ma di un’emozione che nasce dal sapore ricco e intenso, dalla qualità del chicco che ti dà quella spinta ‘buona’ che rende ogni sorso un’esperienza unica.”

La sostenibilità, valore gradito dal consumatore

Uno degli aspetti che derivano dai cluster è legato alla valorizzazione della sostenibilità che ebbene sia un criterio primario per una minoranza, la sostenibilità è una tematica in crescita. Questa tendenza può essere sfruttata non solo per attrarre consumatori già sensibili al tema, ma anche per educare e ispirare cluster meno attenti, come i Socializzatori Pratici. Fra i giovani under18 è un fattore importante. Importante è anche il vedere il bar come esperienza sociale e individuale: I consumatori del cluster socializzatori pratici vedono il bar come uno spazio di interazione sociale più che un luogo di degustazione.

Ma c’è anche da dire che da non sottovalutare sono la sfida del prezzo e della varietà. Come cruciale è il ruolo del barista nell’esperienza del caffè per alcuni cluster, come gli addicted del caffè, che valorizzano la relazione personale e l’interazione. In estrema sintesi, questa ricerca ha dimostrato come i consumatori siano sensibili e interessati all’argomento e abbiano idee chiare in proposito.

La ricerca ha inoltre chiarito le caratteristiche del bar ideale per il consumatore e che saranno considerate e implementate nella certificazione dei locali che IEI intraprende da 27 anni.

La scheda sintetica dell’Istituto espresso italiano

L’Istituto espresso italiano (Iei), di cui fanno parte torrefattori, costruttori di macchine per caffè e macinadosatori e altre aziende della filiera, tutela e promuove la cultura dell’espresso e del cappuccino italiani di qualità. Oggi conta 37 aziende aderenti con un fatturato aggregato di circa 700 milioni di euro. Per maggiori info basta cliccare qui.

Mercati del caffè in ripresa aspettando il voto del Parlamento europeo sull’Eudr che è previsto nel pomeriggio

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mercati del caffè robusta futures Eudr arabica esportazioni Brasile export
Il logo dell'Ice

MILANO – La settimana si apre al rialzo in entrambe i mercati del caffè, con un trend più marcato, questa volta, a New York. Nella seduta di ieri, lunedì 16 dicembre, il contratto per scadenza marzo dell’Ice Arabica si è rivalutato del 2,5% (+790 punti) chiudendo a 327,40 centesimi. Guadagni più modesti per l’Ice Robusta: il contratto per scadenza marzo ha terminato la giornata a 5.203 dollari, 19 in più rispetto a venerdì.

Attesa per il voto di oggi, martedì 17 dicembre, del Parlamento europeo chiamato ad approvare in via definitiva il rinvio di un anno dell’entrata in applicazione dell’Eudr. Riferiremo sull’esito della votazione, che appare comunque scontato, nel numero di domani.

Disponiamo ora di ulteriori dettagli relativi alla stima preliminare sul raccolto brasiliano 2025/26 realizzata da StoneX, l’influente società americana di servizi finanziari, che ha da poco costituito una nuova divisione specializzata nel commercio dei caffè speciali (StoneX Specialty Coffee).

Gli specialisti di StoneX hanno viaggiato attraverso la cintura del caffè del Brasile per oltre 2 mesi percorrendo circa 20 mila chilometri

Attraverso l’osservazione delle colture e la raccolta di informazioni critiche essi sono addivenuti alla redazione di una prima stima sul potenziale produttivo per l’annata 2025/26 (luglio-giugno).

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Fuori casa: i prodotti di alto livello influenzano sempre di più la scelta dei consumi

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fuori casa qualità
Le bevande premium (dati concessi)

MILANO – Secondo l’Italy On Premise Consumer Pulse Report redatto da CGA by NIQ – rapporto che fornisce un’istantanea del canale e dei consumatori che frequentano bar e ristoranti nel Bel Paese – i consumi italiani stanno virando verso prodotti di qualità superiore.

Guardando al contesto generale, nel mese di settembre le visite degli italiani ai locali sono rimaste invariate sia rispetto ad agosto sia se confrontate all’anno precedente. Nell’arco della settimana, il sabato continua ad essere il giorno che registra l’affluenza maggiore, mentre le fasce orarie di punta coincidono con il momento dell’aperitivo e il dopocena.

In merito ai prodotti consumati, la birra, i drink da aperitivo, il vino, insieme a bevande calde e analcoliche, restano le scelte più popolari. Diversamente, i cocktail sono ora ordinati in quantità minori rispetto al passato, mentre i RTD (Ready-To-Drink, le bevande pronte da bere) continuano a riscuotere successo dovuto soprattutto alla loro qualità.

(dati concessi)

A causa del recente spostamento delle scelte dei consumatori italiani, oggi più propensi ad acquistare prodotti di qualità, CGA by NIQ ha analizzato questo elemento cruciale, focalizzandosi sui comportamenti dei consumatori e le tendenze alla premiumizzazione.

Nello specifico, alla domanda su quali caratteristiche permettano a un drink di essere definito premium, oltre la metà dei consumatori ha citato la qualità, un terzo ha parlato di preparazione esperta e quasi un terzo ha fatto riferimento all’unicità dell’offerta del locale, data per esempio dai cocktail d’autore.

Inoltre, quasi la metà dei consumatori è più incline a scegliere bevande di qualità superiore nei bar notturni (48%) e nei ristoranti (43%). In particolare le occasioni speciali (46%) e l’aperitivo (31%) sono ritenuti momenti in cui i consumatori sono più propensi a scegliere prodotti di qualità superiore.

(dati concessi)

Ciò che rende un posizionamento premium è dato da un’attenta elaborazione di strategie per attirare l’attenzione sulla bevanda e per proporre allettanti esperienze di abbinamento al cibo: i consumatori cercano prove tangibili dello status attraverso la qualità, l’innovazione e la narrazione.

I dati contenuti all’interno del report di CGA by NIQ suggeriscono agli operatori del settore di perfezionare la loro strategia concentrandosi sull’educazione dei consumatori al valore dei prodotti premium sia per rispondere alla domanda emergente sia per incrementare le vendite.

“L’On Premise continua a essere un terreno fertile per costruire la brand equity e fidelizzare i consumatori. È fondamentale tenere presente che la premiumizzazione non riguarda esclusivamente il prezzo, ma implica anche la creazione di esperienze eccezionali che giustifichino l’investimento da parte dei consumatori. In un contesto in cui gli italiani mostrano un crescente interesse per nuove categorie di bevande e offerte distintive, si presenta un’enorme opportunità di innovazione e, di conseguenza, di massimizzazione delle vendite.” ha dichiarato Valeria Bosisio, client success & insights manager Italia.

La scheda sintetica di CGA by NIQ

CGA by NIQ (NielsenIQ) è la principale società di consulenza per la misurazione, l’analisi e la ricerca nel settore On Premise che favorisce la crescita dei brand di cibo e bevande di maggior successo al mondo.

Con oltre 30 anni di esperienza e i migliori risultati di ricerca, dati e analisi, CGA by NIQ è in una posizione unica per aiutare le aziende del settore On Premise a sviluppare strategie vincenti per la crescita. CGA by NIQ collabora con fornitori di alimenti e bevande, proprietari di brand di consumo, grossisti, enti governativi e distributori per pub, bar e ristoranti proteggendo e plasmando il futuro dell’esperienza On Premise.

La sua missione è analizzare dati sui comportamenti del settore e offrire insight di esperti per offrire ai brand un vantaggio competitivo e garantire che il mercato che amiamo sia il più vivace possibile.

Fipe: “Nel 2022/23 l’inflazione è costata più di 237 mld, circa il 10% della spesa per consumi nei due anni”

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fipe inflazione
(dati: Centro Studi Fipe)

ROMA – I dati congiunturali pubblicati sul sito del Centro Studi Fipe tratteggiano una situazione nel nostro paese in cui coesistono luci (la dinamicità degli occupati e la risalita delle retribuzioni) e qualche ombra come, ad esempio, la faticosa ripresa dei consumi delle famiglie, al netto di una dinamica dei prezzi che nel 2024 è tornata su livelli contenuti (nei primi 9 mesi dell’anno l’indice generale segna +0,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

Ma dal punto di vista delle famiglie il rallentamento dell’inflazione non si traduce in una riduzione dei prezzi, perché gli aumenti dovuti ai rincari dei due anni precedenti sono oramai incorporati nei prezzi di beni e servizi.

Inoltre, al netto del trend contenuto dell’indice generale, occorre anche valutare la dinamica dei prezzi nei singoli comparti e il loro peso nel paniere di prodotti e servizi acquistati dalle famiglie. In tal senso, a fronte di una diminuzione dei prezzi delle spese per abitazione e utilities, nel corso del 2024 si registrano aumenti superiori alla media per beni e servizi (da quelli alimentari ai trasporti) che hanno un impatto significativo sui budget familiari.

Se dunque è senz’altro una buona notizia che l’inflazione si stia assestando su livelli più sostenibili, è altrettanto vero che il fardello fin qui accumulato continua a pesare sui bilanci delle famiglie.

L’aumento dei prezzi nel biennio 2022-2023

Nel biennio 2022-2023, la dinamica dei prezzi ha toccato livelli che mai erano stati raggiunti in un lungo arco temporale, con l’inflazione generale che su base annua ha segnato nel 2022 un incremento del +8,1%, mentre nel 2023 l’incremento è stato del
+5,7%.

Dopo anni di bassa inflazione, in qualche caso addirittura negativa, era nelle attese che i prezzi riprendessero a salire ma non certamente con l’intensità registrata.

Delle cause si è ampiamente parlato, tuttavia ancora non è chiaro quale sia stato il mix di fattori – dalle difficoltà registrate nelle catene globali del valore, alle strozzature nella logistica, alla speculazione – all’origine dei rialzi.

(dati: Centro Studi Fipe)

Con riferimento ai singoli beni e servizi l’inflazione è stata trainata, soprattutto nel 2022, dal rialzo dei prodotti energetici, i cui prezzi sono aumentati nel biennio del +40,2% sul 2021 (come combinazione del +35% osservato nel 2022 e del +3,9% del 2023).
Significativo è anche l’incremento osservato nel comparto dei beni alimentari (+20,1% nel 2023 sul 2021).

Tra i servizi, si registra un aumento superiore alla media negli alloggi (+24,5%), mentre nei trasporti i rincari sono stati del +13,7%. Nello stesso periodo la ristorazione ha mosso i listini al di sotto del tasso di inflazione generale (+11,1%).

(dati: Centro Studi Fipe)

L’impatto sulle famiglie

Qual è stato il costo sulle famiglie italiane della sola componente prezzi negli ultimi due anni? L’analisi mostra che l’inflazione è costata complessivamente più di 237 miliardi di euro, cifra che rappresenta circa il 10% della spesa per consumi nei due anni. Ciò significa circa 9.000 euro a famiglia.

A pesare è stato soprattutto il rincaro dei beni energetici e delle spese per l’abitazione che nei due anni hanno determinato un surplus di spesa che vale da solo 156 miliardi di euro, ovvero circa il 27,4% della spesa delle famiglie (circa 6.100 euro a nucleo familiare). Non è così difficile capire da dove sono arrivati i cd. extra profitti che le grandi compagnie energetiche hanno realizzato nel corso di questi ultimi anni.

Anche i rincari dei prodotti alimentari hanno pesato significativamente sulle tasche delle famiglie: si tratta di circa 45 miliardi di euro, pari al 12,9% della spesa delle famiglie nel biennio (quasi 1.800 euro per nucleo familiare) per questa tipologia di beni. Supera i mille euro a famiglia il costo dei soli rincari del comparto dei trasporti, quantificabile in valore assoluto in oltre 30 miliardi di euro.

Per quanto riguarda la ristorazione, l’aumento dei prezzi è costato 472 euro per famiglia (circa 12 miliardi di euro la cifra complessiva). In termini di incidenza, l’incremento vale il 6,9% della spesa, valore ben al di sotto della media riferita al complesso dei consumi. Nell’ambito della spesa per servizi turistici non è stato così per l’alloggio dove l’incidenza del costo dovuto al solo aumento dei prezzi sul totale della spesa arriva al 13,1%.

La tabella riporta in dettaglio il costo dell’inflazione per singola voce di spesa evidenziando l’importanza della tenuta del potere d’acquisto delle famiglie per sostenere i consumi nell’anno in corso e in quelli che seguiranno.

(dati: Centro Studi Fipe)

Arriva a Ferrara il progetto di Nescafé che ha l’obiettivo di piantare 500 alberi in 3 anni

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Il progetto “PiantiAmo il futuro: un albero per ogni macchina del caffè che rinasce” (immagine concessa)

FERRARA – Prendersi cura dei luoghi dove viviamo attraverso piccoli e grandi gesti che contribuiscono in qualche modo al cambio di passo è un buon punto di partenza per un futuro migliore. Al centro delle azioni che Nestlé Professional, attraverso il brand di caffè Nescafé, mette in campo, c’è la volontà di collaborare con tutta la filiera, a partire dalle comunità di coltivatori fino al consumatore, per costruire una catena di valore.

Così è nato nel 2023 il progetto “PiantiAmo il futuro: un albero per ogni macchina del caffè che rinasce” che si pone come obiettivo di creare rete e collaborazioni con le strutture alberghiere per essere parte attiva di un processo di cambiamento di abitudini. Per ogni macchina del caffè revisionata che gli hotel sceglieranno di installare al posto di una nuova, Nescafé donerà e pianterà un albero. Obiettivo? Piantare 500 alberi in 3 anni.

Il progetto di Nescafé a Ferrara

Lo scorso anno sono state piantate 100 piante nell’area Balossa all’interno del Parco Nord Milano. Nel 2024, in continuità con il progetto di Nescafé di rigenerazione urbana, NelleMieMani, sono stati donati e saranno piantati, in alcune aree verdi della città di Ferrara, 200 tra alberi e piante.

Infatti, grazie anche al contributo di BWH Hotels Italia & Malta e di altri hotel indipendenti affiliati a SI SUPPLY, Centrale Acquisti del Gruppo BWH, gli alberi e le piante sono stati collocazione lungo la Nuova Darsena di Ferrara e in alcune aree verdi della città.

Un percorso di rigenerazione non solo urbana quello di Nescafé che in collaborazione con le Amministrazioni Locali, dà vita a progetti concreti di presa in carico di luoghi delle città in fase di trasformazione e transizione ecologica.

“Siamo lieti di poter proseguire con questo importante progetto al fianco della città di Ferrara e con partner alberghieri d’eccezione, con i quali condividiamo l’impegno e l’attenzione alla tutela dei territori “- ha dichiarato Paolo Pisano, marketing manager Nestlé Professional bevande e trade asset manager. Un altro passo verso l’obiettivo di donare e piantare 500 alberi in 3 anni e dare così un importante contributo per la riqualificazione delle aree verdi da restituire ai cittadini”.

L’iniziativa PiantiAmo il Futuro, prende le mosse dalla volontà di calare sulla realtà italiana i principi del Nescafé Plan 2030, il piano sviluppato da Nescafé per promuovere l’agricoltura rigenerativa, contribuire al percorso di decarbonizzazione del Gruppo Nestlé, supportare le comunità di coltivatori e, in ultima analisi, creare una catena del valore che promuova scelte responsabili.

La scheda sintetica di Gruppo Nestlé

Il Gruppo Nestlé, presente in 187 Paesi con più di 2000 marche tra globali e locali, è l’azienda alimentare leader nel mondo, attiva dal 1866 per la produzione e distribuzione di prodotti per la Nutrizione, la Salute e il Benessere delle persone. Good food, Good life è la nostra firma e il nostro mondo.

Presente da più di 110 anni in Italia, rinnova ogni giorno il suo impegno con azioni concrete per esprimere con i propri prodotti e le marche tutto il buono dell’alimentazione.

L’azienda opera in Italia in 9 categorie merceologiche con un portafoglio di oltre 90 marche, tra queste: Meritene, Pure Encapsulations, Vital Proteins, Optifibre, Modulen, Solgar, S.Pellegrino, Acqua Panna, Levissima, Bibite e aperitivi Sanpellegrino, Purina Pro Plan, Purina One, Gourmet, Friskies, Felix, Nidina, Nestlé Mio, Nespresso, Nescafé, Nescafé Dolce Gusto, Starbucks, Orzoro, Nesquik, Garden Gourmet, Buitoni, Maggi, Perugina, Baci Perugina, KitKat, Galak, Smarties, Cereali Fitness.

Hausbrandt Trieste 1892 riceve per il 2°anno consecutivo il premio Industria Felix – L’Italia che compete

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La dottoressa Arianna Zanetti (immagine concessa)

MILANO – Hausbrandt Trieste 1892 ha ricevuto l’alta onorificenza di Bilancio dell’autorevole Premio Industria Felix – L’Italia che compete, aggiudicandosi il riconoscimento come una delle top imprese italiane del settore agroalimentare per performance gestionali e affidabilità finanziaria, secondo l’analisi Cerved.

La cerimonia di premiazione si è svolta giovedì 12 dicembre a Palazzo Mezzanotte, sede di ELITE e di Borsa Italiana.

Il premio Industria Felix – L’Italia che compete (immagine concessa)

“Ringraziamo il comitato del Premio Industria Felix per questo riconoscimento” ha dichiarato la dottoressa Arianna Zanetti. “Siamo orgogliosi di essere qui oggi a ritirare questo importante premio che testimonia – per il secondo anno consecutivo – il nostro solido posizionamento sul mercato. Dietro questo successo ci sono le persone: chi ha contribuito con dedizione per decenni a costruire ciò che siamo oggi, e chi con entusiasmo, spirito di innovazione, e un pizzico di audacia, rappresenta la spinta giovane. Grazie a una corretta gestione delle risorse e a un’illuminata visione del futuro siamo ogni giorno più competitivi pur in uno scenario globale in perenne evoluzione”.

La scheda sintetica di Hausbrandt

Hausbrandt, fondata a Trieste nel 1892, è oggi un Gruppo guidato da Martino Zanetti, con una dirigenza prevalentemente femminile. È presente in oltre 90 Paesi grazie ai brand che hanno contribuito al suo successo: Hausbrandt, Theresianer, Col Sandago e Champagne
Martin des Orsyn.

I valori alla base del Gruppo sono solidi e condivisi: la ricerca della perfezione, la passione per l’eccellenza e il legame tra tradizione e modernità.

Il premio Industria Felix – L’Italia che compete è un ulteriore stimolo per Hausbrandt a proseguire sulla strada del successo, consolidando la posizione di leader nel settore e ampliando la presenza sui mercati internazionali.

La famiglia Massari premiata dal riconoscimento Visione – La nuova impresa italiana dalla CNA

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La famiglia Massari (immagine concessa)

BRESCIA – Iginio Massari, maestro indiscusso della pasticceria italiana e internazionale, insieme ai figli Debora e Nicola, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento “Visione – La nuova impresa italiana” dalla CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa). Il premio celebra il successo della famiglia Massari nel realizzare un “dolce ricambio generazionale,” esempio virtuoso di continuità e innovazione nell’arte dolciaria e imprenditoriale.

Il premio è stato conferito presso le Corsie Sistine di Roma durante una cerimonia ufficiale organizzata dalla CNA nell’ambito del progetto “Visione – La nuova impresa italiana”, dedicato alla valorizzazione delle eccellenze italiane e delle imprese che sanno coniugare tradizione e futuro.

I Massari sono stati scelti per la capacità unica di trasformare una storia familiare di artigianato e passione in un modello d’impresa che guarda al futuro con il contributo delle nuove generazioni.

“Questo premio rappresenta un grande onore e una conferma di quanto sia importante trasmettere valori e conoscenze alle generazioni future – ha sottolineato il maestro Massari -. La pasticceria è un’arte che richiede dedizione e amore, ed è per me una gioia vedere Debora e Nicola portare avanti con successo la nostra visione”.

Debora Massari, che guida con il fratello Nicola la strategia del brand Iginio Massari Alta Pasticceria, ha sottolineato come “il dolce ricambio generazionale sia un valore che abbracciamo con orgoglio”. “Collaborare con mio padre e mio fratello – ha aggiunto – è una sfida e un privilegio: insieme stiamo costruendo una visione che unisce innovazione, sostenibilità e qualità. Questo riconoscimento della CNA è la prova che la tradizione artigiana può evolversi per affrontare le sfide moderne senza perdere la sua essenza”.

“Il ricambio generazionale non è solo un passaggio di testimone, ma un’opportunità per crescere insieme e migliorare – ha spiegato Nicola Massari, responsabile con Debora di tutti gli aspetti di ricerca e sviluppo dell’azienda -. Essere al fianco di nostro padre ci ha permesso di imparare continuamente, innovare e guardare sempre più avanti. Ringrazio la CNA per aver riconosciuto il valore di questa sinergia familiare”.

Con questa premiazione, la CNA sottolinea l’importanza di modelli aziendali che rappresentano un equilibrio perfetto tra eredità artigianale e visione imprenditoriale innovativa, proprio come quelli incarnati dalla famiglia Massari.

Aigrim–Fipe si rafforza: Eataly e Cirfood Retail si uniscono all’Associazione

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Il logo Aigrim

MILANO – Aigrim–Fipe, Associazione delle imprese di grande ristorazione e servizi multilocalizzate costituita all’interno di Fipe-Confcommercio, annuncia l’ingresso di due importanti realtà nel proprio tessuto associativo, Eataly e Cirfood Retail, consolidando così il proprio posizionamento come punto di riferimento nel settore ristorativo nazionale.

Questo importante sviluppo si inserisce nel percorso di rafforzamento dell’associazione già avviato con la nomina dei nuovi vertici direttivi. Lo scorso mese, infatti, Aigrim-Fipe ha eletto Riccardo Orlandi come nuovo Presidente, affiancato da Corrado Cagnola nel ruolo di Vicepresidente.

Il primo consiglio direttivo con i nuovi vertici ha approvato all’unanimità l’ingresso dei due nuovi soci che rappresentano delle eccellenze nel panorama della ristorazione italiana:

Eataly, simbolo internazionale del made in Italy enogastronomico, si unisce all’Associazione con il suo modello unico che integra distribuzione, produzione, ristorazione e formazione. Con oltre 50 punti vendita in 15 Paesi e più di 5.000 dipendenti, Eataly rappresenta un’eccellenza nella valorizzazione del patrimonio culinario italiano a livello globale.

Cirfood Retail, nata nel 2019 come società specializzata nella ristorazione commerciale, porta con sé un portfolio di marchi di successo come Antica Focacceria S. Francesco, Kalamaro Piadinaro e Poormanger.

Forte dei suoi 50 anni di esperienza nel campo della ristorazione collettiva e per la pausa pranzo, Cirfood ha dato vita a Cirfood Retail, che si distingue per la capacità di innovare e diversificare i propri format.

“Gli ingressi di Eataly e Cirfood Retail in Aigrim–Fipe costituiscono un importante rafforzamento della base associativa” ha commentato Riccardo Orlandi, Presidente di Aigrim–Fipe. “I due nuovi Soci portano con sé un bagaglio di competenze e valori che rappresentano il meglio della ristorazione italiana: da un lato, un Made in Italy dalla visione globale, dall’altro, la capacità di innovare e offrire format diversificati vicini alle esigenze dei consumatori nel Paese. Siamo convinti che questo assetto rinnovato offrirà opportunità di crescita e sinergie per tutti i nostri associati, dimostrando la giusta direzione in cui stiamo andando. Quella di una rete forte, presente e in grado di incidere concretamente e positivamente sul comparto nazionale”.

Morettino presenta l’aperitivo al Lab di Palermo Marina Yachting con Tasca d’Almerita, 18/12

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La locandina dell'evento (immagine concessa)

PALERMO – Morettino e Tasca d’Almerita, due famiglie storiche dell’imprenditoria siciliana, legate da una profonda amicizia e che condividono la stessa passione per la materia prima e il rispetto per la terra, insieme per una degustazione unica che mette insieme il caffè, con le sue contaminazioni in cucina, e i vini delle tenute Tasca.

Mercoledì 18 dicembre alle 19, al Morettino Lab al Palermo Marina Yachting, “Viaggio in Sicilia con Morettino e Tasca d’Almerita”: un aperitivo per esplorare i territori della Sicilia attraverso i vini delle tenute di Tasca d’Almerita, in abbinamento ai piatti dello chef Francesco Sampino.

Alberto Tasca e Andrea Morettino (immagine concessa)

Un viaggio sensoriale che parte dall’entroterra di Regaleali, passa per l’isola di Mozia e le campagne di Camporeale, e approda infine sull’Etna. Quattro tenute, quattro vini a cui saranno abbinate tapas siciliane che richiamano i territori di riferimento, preparate utilizzando il caffè, in varie estrazioni.

I posti sono limitati, pertanto è necessaria la prenotazione al numero 380 1008624.

Ecco il menù della serata e i vini in abbinamento

Sapori di famiglia

Ostrica, salsiccia secca e bieta

Gambero rosso, nduja e vaniglia

Calamaro, ortica e caffè Specialty Rwanda Cafè de Mama

In abbinamento ad Almerita Brut – Tenuta Regaleali, Contea di Sclafani

Tra sale e vento

Cardo, caffè Specialty Brazil Capricornio e cappero

Verza, Occhio di Puglia e moringa

Trippa, ketchup di carote e caffè Specialty Cuba Guama

In abbinamento a Mozia Grillo – Tenuta Whitacker, isola di Mozia

Campagna siciliana

Sfoglia, zucca e amaretto

Focaccia, fegato e mela verde

Scarpetta e ragù di pittinicchi

In abbinamento Madamarosè – Tenuta Sallier de la Tour, Camporeale

Le contrade dell’Etna

Petto d’anatra, il suo fondo e pomodoro arrosto

Gyoza, anatra confit e soia

Cardoncello, fondo vegetale e nocciola

In abbinamento Ghiaia nera – Tenuta Tascante, Etna

Per concludere il percorso, la Moka Experience con lo Specialty Coffee Perù Chacra D’Dago, caffè biodinamico della Slow Food Coffee Coalition.

Cenacoli del caffè: apprezzamento per l’ultimo appuntamento con Fabrizio Polojaz all’aMCD Trieste

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Fabrizio Polojac all'evento (immagine concessa)

TRIESTE – Un notevole interesse, con una significativa presenza di pubblico, ha fatto registrare il recente appuntamento dei Cenacoli del caffè, secondo del ciclo 2024-2025, organizzato dall’Associazione museo del caffè di Trieste, che ha visto, nella tradizionale sede dell’Hotel Savoia Excelsior, l’intervento di Fabrizio Polojaz, amministratore e cofondatore della primaria azienda triestina di torrefazione “Primo Aroma” nonché attuale vicepresidente dell’Associazione Caffè Trieste (dopo essere stato per lunghi anni al vertice dello storico sodalizio).

Trattando il tema “Non chiamiamoli scarti: il caffè ci viene in soccorso”, Polojaz ha spiegato come si possono riciclare i residui di lavorazione del caffè, beneficiando delle loro innumerevoli proprietà.

Dall’alto della sua peculiare e specifica esperienza, il relatore ha illustrato le diverse fasi di trasformazione del prezioso chicco con i relativi residui; apparentemente solo dei rifiuti, protagonisti in realtà di uno stupefacente, quanto spesso poco noto, mondo parallelo. Non tutti sanno infatti delle molteplici possibilità di riuso attive nel settore.

Ad esempio, la drupa, ovvero la frutta del caffè, cioè la parte carnosa esterna che una volta veniva eliminata, oggi non è più uno scarto ma si riutilizza in agricoltura come ammendante (mescolato al terriccio dopo una lunga stagionatura anche di un anno e più, per evitare che il troppo vigore della parte carnosa vada a rovinare le piante) ed è importante nella coltivazione organica certificata.

Sempre dalla parte carnosa si possono ottenere anche delle bevande, come la cascara, infuso delle bucce e polpa della drupa essiccate, usata come integratore, mentre dalla pianta del caffè si può ricavare anche un delizioso miele. Inoltre, pure il tronchetto della pianta (che un tempo, dopo i 15 anni del ciclo di vita della stessa, diventava legna da ardere) ora viene lavorato e impiegato come manico del portafiltro in alternativa alla radica e alla plastica.

E ancora, i fondi di caffè, racchiusi in una garza, sono utili per eliminare i cattivi odori dal frigorifero o dalle scarpe; mentre gli stessi sacchi di juta (essendo troppo costoso ridestinarli all’utilizzo originario) vengono rielaborati e riusati nella pacciamatura agricola, nella creazione di accessori di abbigliamento o per il trasporto di legna.

E ciò, senza dimenticare – ha sottolineato Polojaz – come tutta una serie di prodotti di cosmetica (creme rivitalizzanti, esfolianti, trattamenti energizzanti) abbia proprio il caffè come base, mentre analogamente accade in farmaceutica dove il caffè viene utilizzato per i suoi poteri bronco e vaso dilatatori, contro asma ed emicrania (meglio sotto opportuno controllo medico poiché dosi massicce possono provocare attacchi di cuore).

Un incontro quindi davvero interessante, conclusosi tra il vivo apprezzamento dei presenti, al termine del quale il presidente di Amdc Pistrini ha ringraziato la Regione FVG per il sostegno recentemente concesso, il che consentirà fra l’altro di intensificare i progetti in essere, anche in ambito scolastico, per la maggior conoscenza della cultura del caffè. Polojaz con l’occasione ha fatto dono all’Associazione del bel volume Guida dei Caffè e delle torrefazioni d’Italia.

Il ciclo dei Cenacoli 2024-2025, organizzato attorno al tema-guida “La trasversalità del caffè”, è coordinato anche quest’anno da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria) assieme al vicepresidente di AMDC Doriano Simonato.

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