MILANO – Il tonfo delle borse, all’indomani dell’annuncio dei dazi di Trump, non contagia i mercati del caffè, che subiscono perdite contenute: a Londra la prima posizione chiude addirittura in rialzo. In una giornata in cui Wall Street ha bruciato 2.000 miliardi di dollari, i listini europei 422 miliardi di euro e il petrolio è arrivato a perdere il 7%, i futures del caffè hanno registrato ribassi contenuti riflettendo fondamentali solidi, ma anche i timori che le tariffe elevate imposte ad alcuni importanti paesi produttori possano gravare sulla supply chain degli Stati Uniti, il massimo paese consumatore mondiale di caffè.
A dare supporto ai mercati hanno contribuito inoltre l’andamento negativo del dollaro e il taglio della stima sulla produzione brasiliana da parte di StoneX.
A New York, il contratto per scadenza maggio è arretrato di meno dell’1% (360 punti), a 385,25 centesimi.
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