Massimo Mori racconta nel suo nuovo libro la storia dietro Giubbe Rosse, il locale fiorentino di piazza della Repubblica, e il periodo di passaggio caratterizzato tra il vecchio secolo e il nuovo millennio. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul portale d’informazione La Nazione.
Assolo corale: il libro di Massimo Mori sul locale Giubbe Rosse di Firenze
FIRENZE – Massimo Mori, l’autore, definisce la stagione 1989 – 2013 del caffè letterario delle Giubbe Rosse, quella della “intermedialità” (la trasformazione di un contenuto da un medium all’altro). “Assolo corale” ne è il titolo (Florence Art Edizioni), chiarendone il proprio ruolo (di ideologo e conduttore) ma sottolineandone ad un tempo la rilevanza di quanti hanno concorso a caratterizzare quegli anni.
Libro/diario interessante, storicamente importante, ma destinato forse anche e suscitare qualche reazione da parte di chi operò altrove, dubitando della primazia delle operazioni culturali che si confezionavano in quei locali, nella stagione della gestione Smalzi o poco più. Del resto, nulla di nuovo; anche nei gloriosi anni ’30 al gruppo delle Giubbe facevan da contraltare quelli di Gilli, dall’altra parte dell’allora piazza Vittorio. Ma ora che la statua equestre di Vittorio Emanuele II è alle Cascine e la piazza è intitolata alla Repubblica, le cose son cambiate.
Di fatto, dopo la gloriosa stagione di Montale, Luzi, Rosai, Macrì, Bonsanti ed altri, il dopoguerra alle Giubbe, soprattutto fra gli anni ’70 e ’80, ebbe a soffrire di silenzi e incertezze (se pur con la presenza del movimento di “Ottovolante”), declinando quel prestigioso profilo che le aveva caratterizzate.
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