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giovedì 03 Aprile 2025
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Gelato artigianale: ecco come riconoscere quello perfetto

Per riconoscere il gelato ideale basta tenere presenti queste sette regole base che vi permetteranno di capire se il cono o la coppetta che state degustando sono fatti a regola d’arte oppure se c’è qualcosa da migliorare

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Il gelato artigianale segue regole ben precise per essere definito tale. Si tratta di una combinazione di colore, temperatura, corpo e persistenza e, dopo averlo gustato, non deve venire sete. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul quotidiano La Repubblica.

Le regole del gelato artigianale

MILANO – Il gelato perfetto? Esiste, eccome. È uno dei simboli dell’artigianato italiano nel mondo, agli italiani piace così tanto che non c’è una sola stagione per mangiarlo. Anzi, sempre di più si gusta tutto l’anno. Ma l’estate è sicuramente il periodo che più sta “addosso” – per dirla alla Jovanotti – al gelato.

Non tutti i prodotti, però, sono fatti come si deve. E allora come fare? Per riconoscere il gelato ideale basta tenere presenti queste sette regole base che vi permetteranno di capire se il cono o la coppetta che state degustando sono fatti a regola d’arte oppure se c’è qualcosa da migliorare.

No alle montagne

Se vediamo montagne di gelato uscire molto al di fuori delle vaschette esposte, qualcosa non va: sebbene il gelato si trovi al di sopra della linea del freddo delle vetrine refrigerate non si squaglia. Potrebbe essere segnale di una dose di grassi vegetali idrogenati, che resistono a temperature maggiori.

Il colore naturale

Dev’essere naturale: le colorazioni “assistite” riguardano soprattutto i gusti alla frutta, che durante la lavorazione si ossida in modo naturale e con le basse temperature vede affievolire il colore. Diffidate da gialli sgargianti o rosa shocking, perché rinforzati da coloranti. Un esempio: il gusto banana, se naturale, è bianco.

La temperatura

Non deve essere troppo freddo: se in bocca dà una sensazione di gelo fastidioso (specie per le creme) potrebbe essere segnale di una scarsa incorporazione di aria, quindi di una ricetta non ben bilanciata. E non deve essere nemmeno troppo caldo (tipo mousse), altrimenti potrebbero avere troppa aria incorporata.

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