Il caffè del marinaio è un liquore nato dalla tradizione dei pescatori di San Benedetto del Tronto. Secondo la ricetta, il caffè viene preparato con la moka, a cui si aggiungono in seguito rum e liquore all’anice. La miscela viene poi riscaldata e servita bollente. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Stefano Nico per il portale d’informazione L’Ancora Online.
Il caffè del marinaio di San Benedetto del Tronto
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il caffè del marinaio, un liquore che racchiude in sé il sapore del mare e la tradizione dei pescatori di San Benedetto del Tronto, è una bevanda che affonda le sue radici nella storia della marineria locale. Nato a bordo dei pescherecci, durante le lunghe notti di pesca, questo liquore era un modo per i marinai di riscaldarsi e trovare conforto nelle fredde giornate invernali.
Non c’è ristorante, bar e trattoria tipica di pesce nella zona di San Benedetto del Tronto, località di mare nel sud delle Marche e importante porto peschereccio, che non serva in maniera tradizionale questa bevanda calda. Anche d’estate.
Origini e Tradizione
Per scoprire le origini della ricetta si deve tornare agli inizi del ‘900 con l’avvento del peschereccio a motore. Infatti la storia del caffè del marinaio è legata al progresso di quegli anni. E proprio a San Benedetto del Tronto il 26 maggio 1912 venne varata la prima imbarcazione a motore d’Italia.
Il peschereccio San Marco entra dunque nella storia. Visto che i viaggi iniziavano ad essere più lunghi nasceva l’esigenza di portare a bordo generi alimentari di lunga conservazione e capaci di ristorare nei rigidi inverni l’equipaggio. La ricetta originale del “Caffè del Marinaio” è stata tramandata di generazione in generazione, un segreto custodito gelosamente dai pescatori sambenedettesi.
La bevanda veniva preparata con ingredienti semplici ma efficaci: caffè, rum e anice, spesso arricchiti con altre spezie a seconda di ciò che era disponibile a bordo.
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